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Sono da poco trascorsi i 500 anni dalla morte di Josquin Desprez, uno dei più straordinari compositori del Rinascimento al punto da essere definito dai suoi contemporanei il Michelangelo della musica.
Nacque e morí a Condé-sur-l'Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Josquin, come viene comunemente chiamato, fu un autentico rinnovatore della poetica e dell'arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all'ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d'un intenso, imperioso lirismo, proprio di un'arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e recentemente pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo "In Principio".
Il teatro sacro del Medioevo nasce nella Chiesa e dalla Chiesa. Le navate e l'altare rappresentano la sua prima scenografia, i chierici sono autori e attori delle storie bibliche messe in scena e i fedeli sono i suoi primi spettatori. Questo fatto non sorprende se ci si sofferma sull'intrinseco carattere drammatico del rito cattolico. È sufficiente pensare alla suggestiva teatralità nell'ufficio liturgico del Mattino di Pasqua per comprendere il fenomeno, peraltro quasi paradossale, attraverso il quale dalla liturgia cristiana si stacca il germe da cui nascerà - verso la metà del XIII secolo - il teatro sacro vero e proprio, totalmente emancipato dall'influsso ecclesiastico. Tutilone, monaco benedettino di San Gallo, cantore e musico morto nel 909, creò il primo dramma liturgico aggiungendo al testo biblico un seguito di parole sue proprie e accompagnandole con melodie.
La storiografia ci riporta la notizia che il duca Ercole I d’Este preferiva la musica di Jacob Obrecht a quella degli altri compositori. Non ci meraviglia quindi che la Missa Caput sia pervenuta a noi attraverso un manoscritto copiato alla Corte di Ferrara. Si tratta di un’opera probabilmente scritta attorno al 1440 e divenuta estremamente celebre in tutta Europa. Costruita su un cantus firmus la cui origine è rimasta sconosciuta fino al 1950 quando il musicologo Manfred Bukofzer scopri che si trattava dell’ultimo melisma dell’antifona gregoriana Venit ad Petrum cantata il Giovedì santo per commemorare il gesto di Gesù che lavò i piedi agli apostoli. Stilisticamente innovativa, prorompente ed esaltante del testo, la pagina di Obrecht rompe gli schemi delle concezioni fiamminghe e apre nuove vie che segneranno in prima battuta il contesto musicale italiano per poi influenzare in resto del continente.
Non è facile approdare alle vere origini di una “festa” come il carnevale. Non è possibile nemmeno fare luce sui diversi aspetti che lo caratterizzano in quanto, nel corso dei secoli e in realtà geografiche diverse, il carnevale si è arricchito di sfumature sempre nuove.
L'etimologia del termine "carnevale" risale, con ogni probabilità, al latino carnem levare, espressione con cui nel Medioevo si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima. Il carnevale infatti, nel calendario liturgico cattolico-romano si colloca necessariamente tra l'Epifania (6 gennaio) e la Quaresima. Le prime testimonianze documentarie del carnevale risalgono a epoca medievale (sin dall'VIII sec. ca.) e parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato godimento di cibi, bevande e piaceri dei sensi, sovvertendo persino l'ordine sociale vigente e celando la propria identità dietro delle maschere.
Per i più Maria Maddalena fu la prostituta redenta da Cristo. La tradizione, infatti, non è andata oltre la pagina evangelica in cui si si narra la storia della conversione di un'anonima peccatrice, colei che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli. Si era così, senza nessun reale collegamento, identificata Maria di Magdala con quella prostituta senza nome. Ora, questo stesso gesto di venerazione verrà ripetuto nei confronti di Gesù da un'altra Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione. E, così, si consumerà un ulteriore equivoco per Maria di Magdala: da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea.
Nella realtà Maria Maddalena fu fra coloro che maggiormente furono accanto a Cristo, dimostrandolo. Fu sotto la croce, non fugge per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece Pietro, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Sepolcro. Per questo è venerata come Santa e, in quanto tale, in suo onore sono state scritte pagine di musica. Come quella che porta la firma del compositore rinascimentale Nicolas Champion recentemente incisa dalla prestigiosa Cappella Pratensis sotto la direzione di Stratton Bull. Giovanni Conti ne parla con il produttore artistico dell’ensemble Peter De Laurentiis.
Seconda di due puntate dedicate da Quilisma al Medioevo inglese che ebbe inizio con la conquista normanna dell’Inghilterra ben immortalata nel celebre Arazzo di Bayeux (nella foto) e fu caratterizzato politicamente e culturalmente dal dominio di un’aristocrazia di lingua francese. Fino al XIV secolo, i testi colti vennero composti in anglo-francese e solo lentamente il Middle English, risultato del compromesso fra la base anglosassone e l’idioma dei conquistatori, si avviò a diventare la lingua nazionale. Grazie all’apporto della cultura francese e di quella italiana (soprattutto nell’Inghilterra meridionale) e alla coesistenza di stili regionali, la letteratura del XIV e XV secolo presenta un’evoluzione ed è più ricca di opere notevoli rispetto a quella del periodo precedente.
Sopra a tutto questo solo l’esperienza musicale consentì di esprimersi attraverso il latino che, grazie anche all’utilizzo liturgico, costituì la base testuale per la creazione di veri e propri capolavori musicali.
Prima di due puntate dedicate da Quilisma al Medioevo inglese che ebbe inizio con la conquista normanna dell’Inghilterra ben immortalata nel celebre Arazzo di Bayeux (nella foto) e fu caratterizzato politicamente e culturalmente dal dominio di un’aristocrazia di lingua francese. Fino al XIV secolo, i testi colti vennero composti in anglo-francese e solo lentamente il Middle English, risultato del compromesso fra la base anglosassone e l’idioma dei conquistatori, si avviò a diventare la lingua nazionale. Grazie all’apporto della cultura francese e di quella italiana (soprattutto nell’Inghilterra meridionale) e alla coesistenza di stili regionali, la letteratura del XIV e XV secolo presenta un’evoluzione ed è più ricca di opere notevoli rispetto a quella del periodo precedente.
Sopra a tutto questo solo l’esperienza musicale consentì di esprimersi attraverso il latino che, grazie anche all’utilizzo liturgico, costituì la base testuale per la creazione di veri e propri capolavori musicali.
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Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante…

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