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Ci troviamo in provincia di Padova, a Lozzo Atestino, nel cuore del parco regionale dei colli euganei. Nella cui bellezza si perde lo sguardo oltre ogni singola finestra della scuola. Anzi delle scuole. Perché l'istituto comprensivo è formato da 9 sedi scolastiche (tre scuole dell'infanzia con nido, tre primarie e tre secondarie di primo grado). In questa scuola i voti ci sono, ma per misurare la felicità interna lorda. E telefonini, quest'anno vietati in tutte le classi della primaria e della secondaria di primo grado, non se ne vedono in giro. Più facile trovare laboratori di robotica, banchi disposti per i lavori in gruppo, divanetti per leggere, studiare, riposarsi. Ragazzi e bambini ci spiegano perché qui dello smartphone non si sente la necessità. E il dirigente scolastico, Alfonso D'ambrosio, molto attivo sui social dunque una persona che lo smartphone lo usa parecchio, sul divieto del telefonino a scuola sotto i 14 anni invita ad una riflessione approfondita: meglio stringere un patto educativo scuola-famiglia per imparare tutti a gestirlo il telefonino.
Il suolo questo sconosciuto. Non popolare come l'acqua e l'aria della cui limpidezza e salubrità subito ci accorgiamo, non è meno prezioso né meno a rischio.
Relegato sotto solo le nostre suole, lo strato più superficiale della crosta terrestre è un ecosistema in grado di ospitare un miliardo di specie viventi in un solo grammo, uno dei più efficaci regolatori dell'emissione e dell'assorbimento di gas serra e il principale laboratorio di energia, non rinnovabile, che consente la vita a chi lo calpesta.
L'Ue stima in oltre 50 miliardi di euro l'anno i costi del degrado del suolo il cui rispristino è ora uno degli obiettivi della "Nature Restoration Law", la legge europea passata per un soffio ed entrata in vigore lo scorso agosto.
L'istituto di istruzione superiore Andrea Ponti di Gallarate, in provincia di Varese, fa parte del gruppo di 172 classi che quest'anno scolastico hanno avviato la sperimentazione della nuova filiera tecnologico-professionale sulla base del modello 4 + 2: quattro anni di istituto superiore con maturità finale, poi due anni di ITS Academy, senza precludersi la possibilità di andare all'università. Anche perché qui al Ponti una sperimentazione di superiori in quattro anni era già stata avviata con successo due anni fa. A cosa si rinuncia accorciando di un anno la formazione della secondaria superiore? E cosa invece si guadagna? Per capirlo abbiamo visitato la scuola e i suoi laboratori all’avanguardia, anche grazie ai fondi del PNRR. E, perché no, alle ormai famose sedie con le rotelle.
In Italia meno del 10 per cento dei bambini della scuola primaria va a scuola da solo contro oltre il 70 per cento di Germania, Olanda e Finlandia. Eppure bambini sono capaci di autonomia già dai sei anni e secondo molti studi hanno già gli strumenti per poter fare un percorso anche di un chilometro e mezzo da soli. Una fiducia nelle loro competenze che andrebbe recuperata secondo i pediatri, ma spesso il contesto urbano non aiuta. Primo passo per creare un contesto sicuro nell’intero percorso casa- scuola, oltre che per contribuire a migliorare la qualità dell’aria davanti alle scuole, sono le cosiddette strade scolastiche, una realtà da molti anni in Europa, mentre in Italia stentano a decollare. In questo Reportage facciamo il punto su cosa è cambiato in Italia in quest’ultimo anno scolastico e in particolare A Roma e in una scuola particolare, la più grande scuola in un Parco, l’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria.
Ospiti: Adriano Labbucci, assessore del I Municipio di Roma a Trasporti, Ambiente, Memoria e Lavoro; Monica Marchesepresidente associazione genitori Noi della Leopardi; Anna Becchi, Coordinatrice europea della campagna Strade Scolastiche per Clean Cities; Daniele Novara, pedagogista.
La guerra che dal 7 ottobre 2023 dilania il Medio Oriente non si combatte solo a Gaza. Anche nei Paesi intorno a Israele, come il Libano e la Siria, ci sono tutti i giorni combattimenti con morti e feriti. Israele bombarda regolarmente le posizioni militari dei gruppi armati a lui avversi presenti in questi territori. Da qui partono a loro volta ogni giorno missili contro lo Stato ebraico. In mezzo ai due fuochi rimane intrappolata la popolazione civile. Luca Steinmann e Nicolò Ongaro ci portano in queste zone. Viaggiando in Libano e in Siria a ridosso dei territori israeliani ci portano a incontrare i gruppi armati che combattono lo Stato ebraico. Ma anche a conoscere i civili che qui rischiano ogni giorno la vita.
I laureati in Medicina nel giorno della prova per accedere alle 15mila borse di specializzazione iniziano a impostare su un binario definito il proprio futuro professionale. In alcuni casi le idee sono già chiare in altri meno. Ma quello che è certo è che un terzo dei posti disponibili è destinato a restare non assegnato. Soprattutto chirurgia, emergenza urgenza, anestesia e rianimazione. E si tratta delle aree che soffrono maggiormente della carenza di camici bianchi in corsia. Abbiamo ascoltato le voci degli aspiranti specializzandi e di Giovanni Liuzzi responsabile Anaao giovani.
A distanza di oltre 9 mesi dagli attentati compiuti da Hamas in Israele, la guerra su Gaza continua. L'esercito di Tel Aviv bombarda la striscia quasi ogni giorno. Le vittime accertate sono circa 40mila. 80 mila i feriti. A Gaza non si entra. Da Gaza non si esce. Tranne gli operatori sanitari delle Ong. Solo le loro voci, i loro racconti, riescono ad arrivare fino a noi. Forzando la chiusura dei valichi e i divieti imposti alla stampa dal governo Netanyahu. Questo è un frammento di cosa sia Gaza oggi, nella testimonianza di quattro operatori di Medici senza frontiere.
La crisi della sanità italiana dopo la stagione del Covid raccontata da Bergamo, Lombardia profonda, dove gli operatori privati cannibalizzano gli ospedali pubblici e l’assessore regionale, Guido Bertolaso, ha dichiarato guerra alle cooperative di medici gettonisti. Riuscirà a salvarsi il nostro caro e vecchio sistema sanitario nazionale
Nel Sud Ovest della Sardegna la ferita delle miniere che tarda a rimarginarsi sta diventando, anche grazie ai fondi strutturali europei, un’opportunità di rinascita per il territorio. In questo reportage, Davide Madeddu va nelle miniere del Sulcis Iglesiente ormai inattive per capire come le risorse europee vengono utilizzate, tra le altre cose, per la loro riconversione. Ospiti di questo episodio:
Salvatore Cherchi sindaco di Carbonia dal 2001 al 2010 e poi presidente della provincia di Carbonia Iglesias sino al 2014; Pierluigi Carta, sindaco di Iglesias dal 2005 al 2010 e oggi presidente dell’associazione Villaggio Normann; Loredana Lai e Francesca Mocco fondatrici di Janas escursioni; Salvatore Corriga presidente di Su Zurfuru mining Fluminimaggiore.
Il nuovo lanciatore Ariane 6 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è sulla rampa di lancio a Kourou in Guyana Francese. Sta per iniziare la sua prima missione dal grande valore strategico non solo per il comparto economico ma per il ruolo dell’Europa in un contesto internazionale in continua espansione. Il vecchio continente torna a essere indipendente nell’accesso allo Spazio. In questo reportage Chiara Albicocco ci racconta quali scenari si aprono per la space economy europea insieme a Pier Domenico Resta, responsabile di ingegneria del sistema di lancio Ariane 6 dell’ESA; Michel Bonnet, direttore del volo inaugurale dell’ESA e Michèle Lavagna, docente di sistemi spaziali e co-direttore scientifico dell’Osservatorio Space Economy al Politecnico di Milano.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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