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Reportage episodes

  • Odissea passaporti - di Livia Zancaner
    Difficoltà col sito, procedure farraginose, code chilometriche davanti agli uffici: ottenere un appuntamento per chiedere il rilascio del passaporto ormai è diventato un miraggio. Così se prima della pandemia per avere il documento servivano due - tre settimane, adesso ci vogliono tra i quattro e gli otto mesi. I motivi: il boom di richieste post covid e la Brexit, ma soprattutto "la costante erosione negli anni del numero di lavoratori nelle forze di polizia", spiegano i sindacati da Nord a Sud. La soluzione dettata dal Viminale riguarda aperture straordinarie, intensificazione degli appuntamenti, postazioni più performanti e la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, promette interventi urgenti e soluzioni concrete nei prossimi giorni. I danni per chi lavora nel turismo sono infatti ingenti: per le agenzie le mancate vendite per i viaggi saltati per vacanze, lavoro, studio al momento ammontano a 150 milioni di euro.
    0 min
  • Svezia, dove si vive senza contanti - di Teresa Trillò
    Benvenuti in Svezia, uno dei paesi più digitali del mondo , dove la regola è pagare con carta di credito o con Swish, una app che consente di effettuare pagamenti con il telefonino anche tra privati, App usata da 8 milioni di svedesi su una popolazione di 10 milioni. E i pagamenti in contanti sono sempre più rari. Qui anche in chiesa è ovunque possibile fare l'elemosina con carta o Swish. Dall'ultimo rapporto sulle abitudini di pagamento degli svedesi, pubblicato a dicembre della Riksbank, la banca centrale svedese, emerge una società sempre più digitalizzata. Ogni giorno 9 svedesi su dieci usano Internet e tre su quattro si identificano digitalmente tramite un'identità digitale certificata. A Lund, città universitaria nel sud della Svezia con più di 91mila abitanti, se si chiede quali sono i metodi preferiti di pagamento la risposta è quasi sempre univoca. "Senza carta o Swish è difficile pagare in contanti", racconta Tina. "Depositare l'incasso in banca è complicato e genera sospetti", dice Jimmy che vende frutta e verdura nel mercato ambulante di Mårtenstorget. Lucia è romana, da 7 anni vive a Lund dove ha aperto una sartoria: "lavorare senza contanti ha risvolti positivi", racconta. "In banca non abbiamo contanti, per depositare o ritirare denaro c'è l'Atm", spiega Elin Betschart. E sono cambiati anche i reati, scomparse le rapine in banca. Mentre la Banca centrale studia l'e-Krona, una valuta digitale di Stato.
    12 min
  • Lo sport oltre ogni barriera: la Bebe Vio Academy - di Dario Ricci
    Un'accademia dove giovani diversamente abili e normodotati possono fare sport insieme, scambiandosi emozioni, esperienze, conoscenze e- perché no? – anche tanto divertimento. E'la Bebe Vio Academy, fondata a Milano dalla grande campionessa paralimpica di scherma per dimostrare, una volta di più, che lo sport è uno, e di tutti. Dario Ricci ci racconta un pomeriggio vissuto sul parquet del PalaIseo di Milano, sede indoor degli allenamenti della Bebe Vio Academy.
    11 min
  • Euroreportage - Euro e Schengen. Storia di un doppio traguardo croato - di Sergio Nava
    Il primo gennaio la Croazia è entrata contemporaneamente nell'Eurozona, adottando la moneta unica, e nell'area Schengen della libera circolazione di persone all'interno dell'UE.

    In neppure dieci anni di appartenenza all'Unione, Zagabria ha quindi raggiunto un doppio traguardo: in questo Euroreportage dalla capitale croata, Sergio Nava indaga gli effetti di euro e Schengen sul Paese balcanico, tra benefici economici e monetari, sorveglianza dei confini, opportunità per le imprese ed effetti dell'introduzione dell'euro sull'inflazione. Che anche in Croazia si fa sentire, soprattutto nella spesa di tutti i giorni.In collaborazione con Euranet Plus
    13 min
  • Brescia-Bergamo, dove la cultura riparte per dimenticare il covid - di Anna Migliorati
    Volontà e premesse per cancellarne le tracce ci sono tutti, ma le parole covid e pandemia s'insinuano necessariamente, più o meno velate o dovute, in territori dove nei due anni passati si sono fatti sentire con ferocia, nella conta delle vittime e nella paura di ripensare un futuro. E, d'altra parte, è da qui che è nata l'idea di assegnare a Brescia e Bergamo il titolo di capitali della cultura 2023. Un modo per chiudere un cerchio, o meglio, ripetono in molti, di iniziare un nuovo capitolo. Un titolo che, per questo, assume tanti significati e ha tante facce. Quella delle centinaia di iniziative, quella dei musei che si rinnovano, ma è soprattutto quella di un territorio alla ricerca di una nuova identità. Una scommessa che ha le premesse giuste nell'anno che si è aperto con il boom delle visite ai musei visto che, d'altra parte, non si nasconde anche l'obbiettivo economico. Ma se è stata la pandemia a tirare un filo rosso che unisce due città, la vera scommessa - ci dicono - è un'altra: per dirla col New York Times, che ha inserito Brescia e Bergamo tra le mete da non perdere nel 2023, "dalla polenta taragna ai casoncelli con burro e salvia, che provano quanto può essere dolce la vita", l'obbiettivo è ripartire.
    0 min
  • Città a 30km/h: chi va piano va sano e… più lontano? - di Alessandra Schepisi
    Ridurre la velocità per diminuire il traffico e i tempi di percorrenza. Sembra un paradosso, ma nelle città europee dove è stata applicato il limite dei 30 km/h i dati dimostrano che c'è stato un miglioramento della mobilità urbana diventata più efficiente, fluida e scorrevole e in generale della qualità di vita, per non parlare del drastico abbassamento del numero di morti e di feriti sulle strade. In Italia città 30 lo sono già Olbia e Cesena;Milanopotrebbe diventare la più grande città 30km/h dal 2024.Bologna da giugno 2023. Parma dal 2024. E presto potrebbero aggiungersi Torino, Lecce e Roma, in alcune zone. Il dibattito è però molto acceso e la misura viene contestata da molti. Eppure una riflessione sulla mobilità delle nostre città è quanto mai necessaria in un Paese con il tasso di motorizzazione più alto in Europa, dopo il Lussemburgo, e con una delle più alte incidenze di morti in strada per milione di abitanti. E il limite dei 30 km/h in realtà andrebbe visto solo come un primo passo verso una nuova mobilità e un ripensamento dello spazio urbano che sia a vantaggio dell'intera collettività, automobilisti compresi.
    14 min
  • Italia-Croazia, vicine di casa nell'euro - di Sergio Nava
    La Croazia è entrata il primo gennaio 2023 sia nell'Eurozona sia nell'area Schengen. Una novità storica per un Paese di appena quattro milioni di abitanti, nell'UE da nemmeno un decennio, e con forti legami non solo storici, ma anche economici e turistici con l'Italia. Come cambieranno i rapporti tra Roma e Zagabria dopo l'introduzione dell'euro, e dopo il completamento della libera circolazione senza più controlli alle frontiere? In questo Reportage dalla capitale Zagabria, Sergio Nava approfondisce i legami fra i due Paesi, e i cambiamenti che queste novità inevitabilmente porteranno. In primo piano gli interscambi economici e gli investimenti, con le testimonianze di operatori, imprenditori e manager che hanno investito in questa porzione dei Balcani. Focus anche sulle strategie turistiche di un Paese dove un quinto del Pil è generato proprio dai vacanzieri. E andremo anche ad ascoltare la voce degli italiani che vivono in Croazia.
    14 min
  • Euroreportage - Finché BREXIT non ci separi: Londra e il nodo Belfast - di Giorgia Scaturro
    Unione Europea e Regno Unito hanno riaperto le difficili negoziazioni sulla Brexit per risolvere il complesso nodo del Protocollo sull'Irlanda del Nord. Nel mezzo c'è l'isola di Irlanda, dove quest'anno si celebrano i 25 anni dallo storico compromesso dell'accordo di pace del Venerdì Santo che ha messo fine alle violenze settarie tra unionisti protestanti e nazionalisti cattolici. A Belfast la Brexit ha congelato l'esecutivo di Stormont e riacceso divisioni politiche, soffiando sui venti secessionisti che minacciano di spaccare il Regno Unito.In collaborazione con Euranet Plus
    12 min
  • #Eroi della-pace - La guerra in casa - di Livia Zancaner
    Quando la guerra è tra le mura domestica, è difficile darle un nome. Accogliere e ascoltare è l'obiettivo di chi per primo incontra le vittime della violenza maschile: operatrici dei centri antiviolenza, avvocate, psicologhe sostengono le donne e i loro figli nel cammino verso l'uscita da maltrattamenti e abusi. Un percorso che può partire con la chiamata al 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking o direttamene nei cav o nelle case rifugio. La denuncia - quando c'è - può arrivare alla fine del percorso. Essere creduta e comprendere la violenza subita per la donna è il primo passo, poi diventa fondamentale l'indipendenza economica. "Programmare il proprio futuro significa sognare", racconta Nicoletta Cosentino, che ha ricevuto il titolo di cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana per l'esempio e il contributo nel contrasto alla violenza sulle donne. E il sogno, nel caso delle vittime di abusi, è la libertà.
    12 min
  • #Eroi della pace - Trincea povertà - di Teresa Trillò
    Negli ultimi 15 anni in Italia e a Roma la povertà assoluta è aumentata. Crisi covid e guerra in Ucraina hanno accentuato i riflessi negativi sulla vita quotidiana dei romani, uno degli effetti è il caro energia che pesa sui bilanci familiari. Ma la povertà energetica non è un fenomeno nuovo, dice Giustino Trincia, direttore della Caritas, uno dei centri di aiuto più attivi in città. Il Vicariato ha lanciato una raccolta straordinaria da destinare al Fondo famiglia della Caritas per una bolletta sospesa, ossia un aiuto per pagare le bollette di luce e gas spinte alle stelle dai rialzi dei costi dell'energia. Da un'indagine su un terzo delle 336 parrocchie della città è emerso che in molti casi a bussare alle porte dei centri di ascolto Caritas sono famiglie che mai hanno avuto problemi in passato e non sono abituate a vivere in condizioni di precarietà. La bolletta sospesa è una delle ultime iniziative contro la povertà. A via Casilina Vecchia 19, sede centrale della Caritas romana, nel 2008 è stato aperto il primo emporio alimentare della città, un supermercato solidale pensato per aiutare le famiglie che non arrivavano a fine mese. Negli anni, racconta Lucia Montebello, è cambiato il profilo di chi entra all'emporio. Richieste di aiuto arrivano anche alla parrocchia Regina Pacis di Monte Verde Vecchio, un quartiere che non rientra tra quelli disagiati. "Siamo in trincea", dicono Anna Stea e Giovanna Natalucci, volontarie del centro di ascolto.
    13 min

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