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  • Perché non voto: viaggio nei paesi dell'astensione - di Livia Zancaner
    Rassegnazione, rabbia, scollamento, lontananza dal territorio, disaffezione. Sono le motivazioni alla base del non voto, secondo le voci raccolte sul territorio nella regione che ha registrato il più alto livello di astensionismo: la Calabria. Alle ultime elezioni politiche un cittadino calabrese su due non ha votato. Tra i fattori critici anche il massiccio spopolamento, problema che si acuisce nei paesi dell'entroterra, dove tanti lavoratori e studenti fuori sede non sono riusciti a tornare per votare. Tra le cause: la mancanza dei trasporti e i costi troppo elevati.
    Scopriamo quindi le ragioni del non voto con le voci dei sindaci, degli esponenti del territorio e delle imprese, degli studenti tra le province di Crotone, Cosenza, Catanzaro. Con uno sguardo anche alla Sardegna, dove "tutto cambia, ma nulla cambia", ci racconta il primo cittadino di Nuoro, provincia sarda con il maggior numero di astenuti.
    14 min
  • Spalando il fango, la rabbia oltre il dolore nei paesi delle Marche - di Cristina Carpinelli e Laura Meda
    La rabbia di chi ha visto spazzar via in un lampo tutto ciò che aveva costruito, le lacrime di chi ha accompagnato i feretri delle vittime, la solitudine dei tanti che continuano a lavorare da soli per risollevarsi. Si tenta di dare una stima del disastro, ma è ancora troppo presto e a Senigallia, Ostra, Trecastelli, Bettolelle, Casine , Barbara, Cantiano si continua a spalare il fango prima che indurisca. Tra i sindaci cresce la rabbia di essere stati lasciati soli, di non aver ricevuto l'allarme. Si muove in questo senso anche la magistratura, sono due le inchieste aperte una della procura di Ancona e una di Urbino. La procura di Ancona al momento ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo plurimo e inondazione colposa. Si sta cercando di capire se ci sia stata una mancata allerta da parte della Regione nei confronti dei comuni che ha causato la morte di undici persone.
    11 min
  • Euroreportage - Il PNRR degli altri. Paesi diversi, un obiettivo comune - di Anna Marino
    Lontani, ma legati dal PNRR: la Spagna, capace di usare bene i fondi strutturali e gli investimenti europei, la Danimarca dall'altra, paese ricco e modello di efficienza amministrativa. Oltre i singoli PNRR, ci sono i fondi europei di coesione, strumenti finanziari della politica regionale dell'Unione europea il cui scopo è quello di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale riducendo il divario fra le regioni dell'Unione. Ma i paesi più ricchi sono capaci di rafforzare la politica della solidarietà invocata dalla Commissione a guida Von der Leyen? Ne parliamo con Massimo Gaudina rappresentante della Commissione Europea in Italia. Per la Spagna, seconda soltanto all'Italia nella destinazione dei fondi, sono previsti 69,5 miliardi. Di questi, circa il 40% è finalizzato alla transizione verde, mentre oltre il 29% a quella digitale. Eppure in tanti non ne sanno nulla. Alla Danimarca invece "bastano" 1,5 miliardi per il PNRR approvato tra gli ultimi: Copenaghen si concentra prevalentemente sull'accelerazione del processo delle twin transitions: transizione energetica (59% delle risorse disponibili) e transizione digitale (25% dei fondi). Ne è un esempio il termovalorizzatore di Copenagen, Copenhill, che rigenera tutta la spazzatura della città e ospita sul tetto vari eventi pubblici e persino una pista da sci.Scopri di più
    11 min
  • La carica dell'eolico in Sardegna è guerra dei venti - di Davide Madeddu
    In Sardegna la corsa alle rinnovabili è iniziata, ma i progetti per l'eolico offshore devono fare i conti con le prese di posizione delle associazioni ambientaliste. Dai sindaci la richiesta di ricadute sulle comunità locali. Anche il progetto per il metano è al centro di altre proteste, mentre la Regione ha annunciato ricorso al tar contro il Dpcm Sardegna
    14 min
  • Gas e Russia. Il peccato originale tedesco - di Sergio Nava
    Prima dell'invasione in Ucraina, il 55% del gas importato in Germania proveniva dalla Russia. Un gasdotto, il Nord Stream 1, era in funzione ormai da un decennio. E un altro, il Nord Stream 2, era completato e pronto per entrare in funzione. Entrambi assicuravano -o avrebbero assicurato- forniture di metano stabili e a basso costo da Mosca a Berlino.

    Nel febbraio 2022, con l'inizio della guerra, è cambiato tutto. Il Cremlino ha drasticamente tagliato -con i mesi- l'export di gas attraverso Nord Stream.

    Perchè una simile dipendenza della Germania dalla Russia, in termini di forniture energetiche? E quali conseguenze questo ha avuto sulle politiche europee?

    In questo Reportage Sergio Nava analizza i motivi alla base di un fatale errore geopolitico, che ha consentito alla Russia di poter minacciare Berlino e l'Europa intera mediante l'arma del ricatto
    11 min
  • Euroreportage - Sanità pubblica Europea. La lezione del Covid - di Anna Marino
    Dopo la "lezione" del Covid 19, si discute sempre di più sulla priorità assoluta da attribuire alla sanità digitale europea e sul corridoio preferenziale per gli investimenti nel settore sanitario. E si scommette sui fondi del PNRR che per questa missione pilastro prevede 6 traguardi e 18 miliardi di investimenti. Ci sono ancora molti passi da compiere e opportunità ancora da cogliere, come i fondi europei per ridisegnare la sanità italiana nel post Covid. Nello scenario di ricerca e innovazione europeo con focus sul settore sanitario ci sono azioni già in corso per orientare verso un quadro comune sanitario europeo, e azioni comuni come è stato per i vaccini, come spiega Massimo Gaudina Rappresentante commissione Ue Milano. Le aziende farmaceutiche si sono fatte trovare già pronte ed è necessario cogliere l'opportunità del PNRR per nuove progettualità strategiche nella digitalizzazione della sanità italiana come sottolinea il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. Ma c'è chi ha già iniziato da tempo l'esperienza di una impresa nel settore della sanità digitale, e può sottolineare quali sono i vantaggi e quali ancora gli step da fare in Italia. Per tenere la sanità al passo con le innovazioni digitali, Vree Health con sede a Roma fornisce a strutture sanitarie, aziende ospedaliere e assicurazioni prodotti e soluzioni certificati di Digital Health per la gestione della salute: da servizi di monitoraggio e telemedicina alla continuità terapeutica e presa in carico della cronicità, Gianluca Gala amministratore delegato di Vree Health spiega ruolo della digital health nel panorama della sanità italiana.
    0 min
  • "A destino", teatro e cittadinanza per la memoria della strage di Bologna - di Silvia Giralucci
    Quando un treno raggiunge la sua destinazione finale, nel gergo dei ferrovieri si dice che il treno è giunto "a destino".
    L'idea alla base del laboratorio condotto dal Teatro dell'argine a Bologna ha a che fare proprio con il condurre a destino dei viaggi interrotti: quelli delle 85 persone che morirono nella strage di Bologna. Il 2 agosto 85 volontari che si sono incontrati per due mesi per un laboratorio partono con una valigia bianca per portare a compimento i viaggi rimasti in sospeso. Un rito di teatro civile per tenere viva la memoria.
    14 min
  • Mogol: oltre la musica, salute e vita
    E' l'autore per eccellenza: in Italia quando si parla di testi di canzoni si pensa subito a Giulio Rapetti Mogol. Nella sua storia, ha scritto migliaia di brani di successo, ha creato la Nazionale cantanti, ha fondato la sua scuola, il Cet, è diventato presidente della Siae. Ora, però, ha un nuovo progetto, che va al di là della musica: si chiama "La Rinascita" e coinvolge decine di primari e professori della medicina del nostro Paese. Lo scopo? Studiare la prevenzione primaria, che ci aiuta a vivere bene e a lungo. Il centro avrà sede ad Avigliano Umbro, dove abbiamo incontrato proprio Mogol. A spiegarci la valenza scientifica del progetto, Gianni Giovannini, già direttore generale dell'Azienda osperdaliera di Terni e Vito Cantisani, vicepreside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria de La Sapienza di Roma.
    11 min
  • REPORTAGE - Donne in rosso
    Nelle storie di violenza c'è sempre un momento chiave: quando si fa la telefonata per chiedere aiuto, quando ci si affida al centro antiviolenza, quando si denuncia. Quando si trova un lavoro. Quando i bambini rimasti orfani e le loro famiglie cercano di rimettere insieme i pezzi. Ed è la persona che si incontra a fare la differenza: le forze dell'ordine, il giudice, l'avvocato, l'assistente sociale, lo psicologo, le istituzioni decidono il destino della donna, dei suoi figli, delle famiglie. Ma se una donna su 3 nel corso della vita subisce violenza, se una ogni 72 ore muore - nella maggior parte dei casi per mano del compagno o ex -, se 2000 orfani con le famiglie si scontrano con burocrazia e solitudine, se alle donne ancora non si crede... che cosa non funziona? Quali sono le possibili soluzioni? In sei reportage racconteremo le storie di chi lotta contro la violenza. Chiederemo agli attori coinvolti come andare oltre gli stereotipi e garantire un futuro a donne, bambini, famiglie.Bambini senza voce di Livia Zancaner

    "La mattina del 5 ottobre veniamo accerchiati dalle forze dell'ordine, io vengo allontanata e trattenuta. Per 4 ore mio figlio si dimena e urla: voglio la mamma, voglio stare a casa mia. Alla fine sale sull'ambulanza. Lì ho pensato: tutto è perduto". Questo il racconto di mamma T. Ora Miki, 11 anni, si trova in comunità, lei non sa dove. Una storia simile è accaduta neanche un mese fa a Casalmaiocco, dove Gabriele, 9 anni, viene portato via mentre sua mamma è in comune. D. 6 anni viene invece prelevato mentre è a scuola. Questi bambini ora si trovano lontano dai loro affetti, dalle mamme, dalle persone con cui hanno sempre vissuto. Il motivo: garantire la bigenitorialità e avvicinarli a padri che non li volevano, non li hanno visti per anni, hanno minacciato e a volte percosso. Anche con allontanamenti forzosi, che "sono da stigmatizzare", sottolinea l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Carla Garlatti, la quale ha firmato un protocollo con il Ministero degli interni e il Consiglio nazionale dell'ordine degli assistenti sociali. "Il trauma arrecato a questi minori è insostenibile ed è inaccettabile che ciò avvenga per mano dello Stato", il commento della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Valeria Valente.
    12 min

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