Per anni la scarpa “bella” è stata una regola di sottrazione: linee affusolate, minimalismo, silhouette pulite. Poi, quasi senza accorgercene, sono arrivate le scarpe brutte: suole altissime, colori fluo, forme goffe diventate improvvisamente normali e onnipresenti. In questo episodio raccontiamo come la funzione abbia ribaltato l’estetica: dal mito del barefoot generato dal libro Born to Run, alla nascita di Hoka e del massimalismo ammortizzato, fino alla “contaminazione ortopedica” che parte dai trail e conquista ospedali, uffici e città. Perché oggi il comfort non è più un compromesso: è un linguaggio sociale.