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TRAPPIST episodes

  • 067: La regolarizzazione non basta: è ora di abolire la legge Bossi-Fini
    Dopo un lungo tira e molla all’interno della maggioranza, è stato finalmente approvato il decreto rilancio, al cui interno è contenuta la sospirata “regolarizzazione” dei lavoratori stranieri. La misura è stata fortemente caldeggiata dalla ministra Bellanova, che alla fine è riuscita a portare a casa un accordo ai parlamentari 5 stelle.

    Il provvedimento, però, non fa abbastanza per andare ad affrontare tutte le problematiche dello sfruttamento e del lavoro nero a cui sono sottoposti i lavoratori stranieri sul territorio italiano. Andremo a capire perché questa, in realtà, sia solo una vittoria di facciata, che rischia di non avere effetti profondi su situazioni disumane.

    È importante anche capire come i provvedimenti presi dai governi italiani sulle migrazioni nell’ultimo quarto di secolo siano tutti impostati sulla subordinazione dei diritti umani al lavoro, e dunque alle necessità dei padroni. Il decreto appena approvato non fa eccezione, inserendosi nel grande e disastroso solco tracciato diciotto anni fa dalla legge Bossi-Fini — che sarebbe ora di abolire.

    Ma non basta. È ora di dare il diritto di voto in Italia ai lavoratori stranieri. Solo così sarà possibile avere uno strumento con cui provare davvero a porre un freno allo sfruttamento e al caporalato. Del resto, l’Italia nel 1992 ha firmato una carta europea con cui si impegnava a legiferare in questa direzione. Qualcuno ne ha più sentito parlare?

    Leggi le note dell’episodio complete su: https://thesubmarine.it/2020/05/15/trappist-067/
    58 min
  • 066: Da notizia a teoria del complotto: la strana storia delle terapie al plasma
    Nelle ultime settimane sono tornate ad esplodere, in tutto il mondo, nuove teorie del complotto e notizie deformate sul coronavirus. Anche in Italia, dove le teorie del complotto si sono scatenate sull’ipotetica cura al cosiddetto plasma iperimmune — rilanciata sui profili social del noto ex ministro dell’Interno — che sarebbe miracolosa ma tenuta nascosta al pubblico dalle grandi case farmaceutiche.

    Come le teorie del complotto migliori, anche quella sul plasma parte da un fondo di verità: in alcuni ospedali italiani si sta effettivamente testando e utilizzando il plasma di alcuni pazienti guariti come terapia contro il Covid-19, ma la strada per utilizzarlo su larga scala è molto lunga. In particolare non è possibile produrne molto, ci sono varie controindicazioni come per tutte le trasfusioni, e servono macchinari che non sono al momento disponibili in tutti gli ospedali.

    La cura con il plasma potrà essere, secondo anche la studiosa Ilaria Capua, un ponte per traghettarci verso il momento in cui sarà finalmente disponibile un vaccino, ma non è una cura risolutiva. Nel frattempo una lunga serie di farmaci sono stati proposti come efficaci nel trattare il Covid-19 — a volte con forse troppa avventatezza, come nel caso del Remdesivir.

    L’ex ministro dell’Interno è comunque in buona compagnia nel condividere teorie più o meno complottiste, dato che una teoria del complotto altrettanto assurda è stata rilanciata dal governo statunitense per coprire la propria inefficienza nel limitare gli effetti disastrosi di quella che è una crisi non solo sanitaria, ma anche politica e amministrativa: ovvero quella secondo cui il virus sarebbe nato in un laboratorio di Wuhan.
    1 hr 1 min
  • 065: Aperturisti della democrazia
    Oggi è stata una giornata piena per la politica italiana: in parlamento si è capito che nessun partito ha una visione di cosa dovrebbe succedere nelle prossime settimane. Inoltre, si è allargato il fronte delle regioni ribelli contro il governo, e Borrelli ha ufficialmente concluso la fase delle
    conferenze stampa delle 18.

    La posizione di Contee dell'esecutivo non è solidissima, perché ignora qualsiasi critica su come la transizione verso la fase 2 sia stata gestita. Ma viene almeno parzialmente giustificata dall’opposizione di Salvini, Meloni e Renzi, che non hanno il coraggio di ammettere che vorrebbero una riapertura totale.

    Intanto, lunedì la fase 2 inizia davvero: ma la distribuzione e il prezzo delle mascherine chirurgiche restano molto discussi, l’app di contact tracing non sarà pronta in tempo, e le difficoltà per garantire una mobilità sicura sono tantissime.

    Leggi le note dell’episodio: https://thesubmarine.it/2020/05/01/trappist-065/
    1 hr 11 min
  • 064: La Lombardia è pronta per la fase 2?
    Benvenut* a TRAPPIST, l’unico podcast che rifarebbe tutto

    La fase due si avvicina — ma prima di pianificarla, bisognerebbe avere ben chiaro cos’è andato storto nella fase uno. Com’è la situazione in Lombardia e a Milano? Abbiamo provato a capire meglio l’origine e l’entità del disastro che si è consumato nell’ultimo mese e mezzo nella parte più ricca del paese, tra assurdi ospedali in Fiera, delibere più che discutibili e assessori alla Sanità — pardon, al welfare — che vivono senza rimpianti.

    La situazione nella regione continua ad essere peggiore che nel resto del paese. In particolare preoccupa la provincia di Milano, che continua a mostrare una curva dei contagi che non consente di pensare ad un’eventuale riapertura del 4 maggio in completa tranquillità. Il già citato assessore al Welfare, Giulio Gallera, ha comunque rassicurato sul fatto che una zona rossa per la città “non è necessaria.”

    Ieri Gallera ha anche dichiarato che “rifarebbe tutto,” a partire dal firmare la delibera Xl/3018 del 30/03/2020 con cui sono state spalancate le porte delle RSA della regione a pazienti Covid-positivi. Ha anche dichiarato, però, che le strutture erano “probabilmente inidonee” ad accogliere questo tipo di pazienti. Uno spaesamento che rappresenta molto bene l’atteggiamento della regione nella gestione dell’emergenza, che nelle ultime settimane ha provato a scaricare la colpa dell’emergenza nelle RSA sui gestori e sugli amministratori locali.

    Per ricominciare servirà anche una politica di tamponi precisa e rigorosa, che finora in Lombardia è completamente mancata: la raccolta di dati precisi sul contagio sarà la chiave per non ritrovarsi un nuovo aumento repentino dei malati. Sullo sfondo, prende più consistenza una domanda ormai quantomeno legittima: e se la scelta migliore fosse commissariare la sanità lombarda?

    Leggi le note dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2020/04/24/trappist-064/
    1 hr 17 min
  • 063: L’agricoltura italiana ha due problemi: la pandemia e lo sfruttamento
    La proposta della ministra dell’Agricoltura Bellanova di regolarizzare i braccianti senza documenti ha scosso la politica, sollevando da Lega e Movimento 5 Stelle proposte su diversi livelli di surrealismo che ignorano non solo la corrente pandemia che attraversa il mondo, ma gli aspetti fondamentali della crisi che sta agitando il comparto agricolo.

    Al settore mancano infatti circa 200 mila lavoratori stagionali — che normalmente sarebbero arrivati dall’estero tramite un decreto flussi. Per risolvere il problema, invece di garantire diritti a lavoratori stranieri, la Lega e il Movimento 5 Stelle hanno proposto di sfruttare le persone che ricevono il reddito di cittadinanza e i lavoratori in cassa integrazione.

    Il problema va oltre il decreto flussi, però: la produzione agricola in Italia è sostenuta attraverso lo sfruttamento organizzato e istituzionalizzato attraverso il sistema del caporalato. A fine puntata allarghiamo la discussione, per sottolineare come le condizioni di sfruttamento, in particolare di lavori stranieri, non siano la norma in Europa, ma l’Italia costituisca un’eccezione.

    Leggi le note dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2020/04/17/trappist-063/
    1 hr 8 min
  • 062: La fase 2 di Confindustria
    Con la flessione della curva dei contagi, la pandemia in Italia non è ancora finita ma già si deve cominciare a parlare della cosiddetta “fase 2,” quella che dovrebbe traghettarci verso la normalità. Al momento sembra proprio che il governo — marinato nell’incertezza fin dall’inizio della crisi — sia orientato a cedere alle pressioni di Confindustria, ricominciando ad aprire alcune filiere produttive dopo Pasqua.

    Ma già oggi, c’è stata davvero una serrata globale della produzione? Secondo ISTAT, nì: è possibile che addirittura il 50% dei lavoratori italiani siano costretti anche oggi a recarsi sul posto di lavoro, grazie ai mille spiragli offerti dal governo col decreto del 22 marzo. La fase 2 andrà pianificata con molta più coerenza — una virtù di cui le istituzioni non hanno certo abusato in questo mese drammatico.

    Leggi le note dell’episodio su https://thesubmarine.it/2020/04/09/trappist-062/
    54 min
  • 061: La pandemia ci ruberà il lavoro?
    Bentornat* a TRAPPIST, il podcast completamente automatizzato

    La pandemia è terribile, ma non dovrebbe durare per sempre — è molto probabile che gli effetti della conseguente crisi economica, invece, si faranno sentire duramente e a lungo. Dopo tutte le crisi degli ultimi trent’anni, la maggior parte dei posti di lavoro perduti sono stati sacrificati non per nuovi impieghi, ma in favore di una maggiore automazione — qualcosa che potrebbe drammaticamente accadere anche nei prossimi mesi. In più: parlare di reddito universale di base è importante ora più che mai, ma bisogna farlo con criteri e paletti ben precisi: uno su tutti, non far perdere potere contrattuale ai lavoratori.

    Leggi le note dell’episodio: https://thesubmarine.it/2020/04/03/trappist-061/
    1 hr 8 min
  • 060: Che cosa abbiamo fatto di male per meritarci Gallera e Fontana?
    presidente della regione Lombardia e il suo assessore al Welfare stanno sfruttando la sovraesposizione mediatica delle ultime settimane per guadagnare consensi, ma la responsabilità della cattiva gestione di questa crisi è anche loro. Ne parliamo nell’ultima puntata di TRAPPIST

    Anche questa settimana a TRAPPIST dobbiamo parlare di Covid-19. Dopo essere stati all’estero nelle scorse settimane torniamo vicinissimo a casa, per ricostruire la crisi in Lombardia — e in particolare capire come la sovraesposizione mediatica di Fontana e Gallera li abbia lanciati sulla scena politica nazionale.

    Tra il mondo fantastico della tentata candidatura a sindaco di Milano di Gallera e il mondo reale, con la situazione drammatica nella bergamasca, le autorità locali stanno incassando grandi consensi. Tutto ciò nonostante la situazione in Lombardia, guidata da decenni dalla stessa coalizione, dovrebbe tradursi in pesanti conseguenze per il centrodestra locale.

    Leggi le note dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2020/03/26/trappist-060/
    1 hr 2 min
  • 059: L'emergenza nel mondo colpirà i più deboli. Come i migranti.
    Il nuovo coronavirus costituisce una minaccia ancora più pericolosa per migranti, rifugiati, e paesi con un sistema sanitario fragile. Cerchiamo di ricostruire la situazione in Italia, ma anche nel campo di Moria, e in Libia, Afghanistan e Kenya, anche con un breve contributo audio di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

    Chiusi dentro i nostri appartamenti che hanno tutti almeno un bagno e diversi rubinetti, è facile perdere di vista che, in quanto pandemia, l’emergenza nuovo coronavirus non sta interessando solo Europa e Stati Uniti, ora.

    In questa puntata di TRAPPIST guardiamo ad un’altra faccia della crisi mondiale: con contributi audio di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Gemma Ghiglia, Communications Officer nel contesto dell’iniziativa EU Aid Volunteers, esaminiamo il rischio di un’epidemia nel campo di Moria, a Lesbo, e gli ulteriori pericoli per le persone che cercano di arrivare in un paese europeo con la completa chiusura dei confini. Inoltre, la gestione della risposta all’epidemia in Afghanistan e in Kenya.

    Leggi le note dell’episodio completo: https://thesubmarine.it/2020/03/20/trappist-059/
    1 hr 13 min
  • 058: La quarantena vista dagli italiani all’estero
    La pandemia si sta diffondendo velocemente in Europa, ma molti paesi ancora stentano a prendere misure drastiche per contenerla. Per gli italiani che si trovano all’estero la situazione è particolarmente surreale: da New York a Dublino, nell’ultima puntata di Trappist abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci come sta andando.

    Quella della Covid–19 è ufficialmente una pandemia, visto che “non c’è speranza” di contenerla in settori limitati del globo. L’Italia è finora uno dei paesi che più sta soffrendo per i contagi rapidissimi e gravi, ma la malattia non sembra intenzionata a fermarsi al nostro paese: i casi nel resto dell’Europa occidentale e negli USA stanno aumentando rapidamente, causando ansia per il futuro di miliardi di persone.

    Abbiamo parlato con alcuni nostri collaboratori che attualmente si trovano all’estero per capire se qualche paese sta cercando di trarre spunto dalla lezione italiana — spoiler: non molto, negli Stati Uniti per ora sono stati resi gratuiti solo i test, non i trattamenti, nemmeno in questa situazione di emergenza — e per farci raccontare com’è, vista dall’estero, la situazione emergenziale della nostra penisola.

    Con Stefano Colombo, Sebastian Bendinelli e Alessandro Massone
    E CON OSPITI SPECIALI Bianca Giacobone, Elena Buzzo, Eleonora Tremolada, Maria Mancuso, e Nicolò Tabarelli

    Leggi le note dell’episodio: https://thesubmarine.it/2020/03/12/trappist-058/
    1 hr 18 min

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Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.

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