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Patente già a 18 anni e a 17 anni la possibilità di salire nelle cabine dei tir per affiancare l’autista. Sono le proposte di Fai-Conftrasporto recepite da alcuni europarlamentari in vista della prossima plenaria di Strasburgo.
“Per avvicinare i giovani a questo mestiere occorre partire dalle scuole, abbiamo avviato progetti in tale direzione, fondamentale far conoscere il mondo della logistica ai ragazzi”, dice Paolo Uggè, presidente di Fai.
Tir che finiscono fuori strada perché gli autisti sono ingannati da informazioni sbagliate comunicate dai navigatori. Continua a succedere. Perché?
Ne parliamo con Francesco Ballarin, ingegnere, esperto di soluzioni tecnologiche nel mondo del trasporto.
Mentre il governo italiano scrive alla Commissione europea affinché venga avviata la procedura d’infrazione contro l’Austria per i divieti ai nostri tir, Confartigianato Trasporti aggiorna i dati sui transiti rilevando che il nostro export è in calo in seguito, soprattutto, alla recessione in Germania, sottolinea il presidente Amedeo Genedani. “Bene il governo ha fatto ad intraprendere l’iniziativa contro l’Austria, l’attendevamo da anni”, dice.
In Italia circolano i furgoni più vecchi d’Europa: la media è di 14,7 anni, quella europea è di 12,5. “Dopo i vari annunci, il governo proceda con il decreto che dia il via libera al nuovo piano di incentivi, bisogna fare presto”, sollecita Andrea Cardinali, direttore generale di Unrae. “Oltretutto cala la quota di mercato dei veicoli elettrici, parliamo di una percentuale insignificante”, aggiunge.
“L’intelligenza artificiale sarà fondamentale per monitorare lo stato delle infrastrutture e regolare così gli interventi di manutenzione, ma pure un sistema tariffario adeguato alla qualità del servizio”, dice Mauro Concezzi, responsabile nazionale di Cna-Fita. “E pure per tarare meglio il calendario dei divieti per i tir, ormai anacronistico”, aggiunge.
“La crisi del Mar Rosso, passaggio fondamentale per il nostro interscambio commerciale, con l’allungamento delle rotte delle navi e l’impennata dei noli impone di scegliere rotte terrestri. E questo vale ancor di più per il trasporto di frutta e verdura, occorre puntare su trasporti combinati gomma-ferro”, sottolinea Luca Lanini, che all’Università Cattolica è docente di Logistica e Supply change management.
Riflettori sempre (forzatamente) accesi sulle conseguenze della crisi del Mar Rosso, quindi sugli impatti per i traffici nei porti e a carico dell’intero impianto logistico. Oggi andiamo a Trieste, al nostro microfono Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale, aggiorna la situazione. “Il rischio da scongiurare è che, in seguito all’allungamento delle rotte, molte compagnie decidano di saltare il Mediterraneo e quindi i porti dell’Adriatico”, dice.
Davanti all’ex Ilva di Taranto prosegue il presidio degli autotrasportatori che vantano crediti milionari per servizi non pagati. “No all’ipotesi del commissariamento, rischiamo di perdere il nostra denaro”, dice Giacinto Fallone, Casartigiani Taranto.
Con il passare delle settimane si aggravano le conseguenze sulla logistica indotte dalla crisi del Mar Rosso che sta sconvolgendo le rotte mondiali delle merci. “Siamo pronti ad adottare misure correttive anche se in sede legislativa per garantire alla nostra logistica di poter funzionare in qualsiasi condizione”, dice il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi.
“Il problema è sulle linee di comunicazione con il Sud est asiatico, le rotte terrestri non sono praticabili, la situazione è complessa perché non sappiamo quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane, se tutto questo dovesse perdurare, anche a livello europeo ci saranno variazioni alle regole per le connessioni internazionali”, aggiunge.
Sulle tensioni nel Mar Rosso e sulle conseguenze lungo le rotte mondiali delle merci facciamo il punto con Massimo Marciani (nella foto), presidente del Freight Leaders Council, il think thank della logistica. “Le nostre imprese, produttive e della logistica, avranno impatti pesanti sulla loro attività, oltretutto per i traffici mondiali e quindi le forniture va considerato che siamo alla vigilia del Capodanno, per l’autotrasporto sarà un altro momento difficile in un tempo segnato costantemente dalle emergenze”, spiega.
Assotir ha costituito una sezione dedicata alle “bisarche”, quindi al trasporto di veicoli. “È un servizio particolare che merita attenzioni specifiche, molto legato all’andamento del mercato dell’automotive, con mansioni e rischi diversi dalle altre attività di trasporto”, spiega il segretario generale Claudio Donati. E aggiunge: “In questo campo, nei trasporti internazionali, si fa sempre più forte la concorrenza dei vettori lituani”.
Già si manifestano le conseguenze delle tensioni nel Mar Rosso a carico del nostro sistema logistico e si aggiungono al calo dei traffici rilevato negli ultimi mesi del 2023 in seguito alla contingenza economica. "A Genova e negli altri porti liguri le imprese di autotrasporto che operano tra le banchine si trovano in grande difficoltà, stiamo ragionando con i sindacati per arrivare alla cassa integrazione, è una soluzione inevitabile", dice Giuseppe Tagnochetti, Trasportounito. “Fino a poco tempo il problema era opposto, mancavano autisti, oggi ce ne sono troppi rispetto ai servizi che vengono svolti in porto”, aggiunge.
Aggravi di costi pesanti per le imprese di autotrasporto del Piemonte. “Con l’inizio dell’anno i rincari dei pedaggi e soprattutto delle tariffe per il transito nei trafori del Monte Bianco e del Frejus ci stanno mettendo a dura prova”, denuncia Giovanni Rosso, Confartigianato Trasporti Piemonte. “A questo vanno aggiunti i tempi di percorrenza allungati dai numerosi cantieri infiniti aperti sulle autostrade che attraversano i nostri territori”, spiega ancora.
Gli attacchi degli Houti ai mercantili in transito nel Mar Rosso, la decisione di molte compagnie di evitare Suez e fare rotta verso il Capo di Buona Speranza allungando di dieci giorni la navigazione tra l’Oriente e l’Europa (e viceversa), i ritardi nelle forniture, le catene logistiche spezzate, l’aumento dei noli. Facciamo il punto con Luigi Merlo, presidente di Federlogistica.
Il mercato dei mezzi pesanti, il rapporto con i clienti, le loro esigenze, l’evoluzione della tecnologia. Di tutto questo parliamo con Massimo Artusi, vice presidente di Federauto, l’associazione dei concessionari di veicoli.
Un bilancio del 2023 e le prospettive (e gli auspici) per il 2024. Ne parliamo con Claudio Donati, segretario generale di Assotir. “Il 2024 sia l’anno delle regole che normino il nostro settore a favore della sana e leale concorrenza tra le imprese, a partire dalla questione della subvenzione, cioè il ricorso all’intermediazione, fattore che stravolge il mercato”, sottolinea.
Spazio poi agli aggiornamenti sulle conseguenze per la nostra logistica della tensione nel Mar Rosso, con le navi dirottate verso il Capo di Buona Speranza, e all’economia circolare nei trasporti con il riutilizzo deli olii usati per cucinare.
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È il racconto settimanale di un mondo che non si ferma mai: quello dei trasporti, dell'autotrasporto in particolare. Un comparto fondamentale per la vita e l'economia di un paese, una "catena" alla…
La trasmissione è realizzata in collaborazione con il Comitato Centrale dell'Albo degli Autotrasportatori (Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili)

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