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Prima di tutto, quando dico 2 anni intendo l'età dai 18 mesi ai 3 anni, conosciuta come auto affermazione.
In questo episodio parlo dei "terribili due anni", che per me è stata la fase più complicata con i miei bambini tra 0 e 6 anni (più complicata non perché loro erano difficili – anche – ma soprattutto perché ho dovuto imparare davvero a mantenere la calma). Trovate un articolo correlato, con punti riassuntivi, sul mio blog a questo link: 10 riflessioni per aiutare un bambino di due anni
Nell'episodio menziono il mio corso online per genitori Educare a lungo termine.
— Come appoggiare il podcast:
Io non faccio pubblicità e non accetto sponsor, perché le pubblicità mi danno fastidio e non voglio sottoporvi a più pubblicità di quelle che già vi sommergono nella vita quotidiana. Se vi piace il mio podcast e volete aiutarmi a mantenerlo vivo, potete acquistare uno dei miei corsi:
Questo episodio di Educare con Calma è basato sul libro di Michelle Borba Thrivers: The Surprising Reason Some Kids Struggle And Others Shine (nel podcast mi sono confusa e ho detto che è uscito nel 2020, ma è del 2021 – ho detto 2020 perché perché ero ancora in Nuova Zelanda e mi sembra una vita fa).
Che cosa fa la differenza tra bambini/e o ragazzini/e che imparano a “prosperare” nonostante le avversità della vita e altri/e che invece si sentono facilmente sconfitti e gettano la spugna? (Da leggersi anche "adulti").
La dottoressa Michelle Borba prova a rispondere a questa domanda ed esplora 7 tratti caratteriali che possono aiutare i bambini a diventare dei Thrivers.
La buona notizia è: questi tratti caratteriali possono essere insegnati, non è troppo tardi.
La cattiva notizia è: in quante scuole vedete che questi tratti vengono insegnati? Quanti educatori danno più importanza a queste materie di vita (che ti aiuteranno contro ogni avversità mentale e morale) piuttosto che ai voti (che nessuno ti chiederà mai nella vita)?
Questi sono i tratti che più di altra cosa determineranno il successo degli adulti che i nostri figli saranno domani, la cura che avranno della propria salute mentale, l’attenzione per la tolleranza, il rispetto, il consenso…
Abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma io credo che tanto inizi proprio da qui (a chi ha i miei corsi molto sembrerà famigliare). Purtroppo il libro è solo in inglese, ma in questo episodio ve ne ho tradotte alcune parti.
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In questo episodio di Educare con Calma vi racconto di quando Oliver è stato forzato da un nostro amico a buttarsi in mare dagli scogli e rifletto sul perché dovremmo smetterla, da adulti, a forzare i bambini a fare ciò che non vogliono fare.
Ho anche pubblicato un posto relazionato:
https://www.lateladicarlotta.com/non-forzare
Il miovolume La Paura di cui vi leggo l'introduzione lo trovate qui: https://store.corriere.it/Avere-paura.-Capire-e-superare-piccoli-e-grandi-timori/OiKsEWcV_A0AAAFyMkdqOmC2/pc?CatalogCategoryID=AcOsEWcVhU0AAAFs6wcvJfuv (io non ci guadagno nulla, ma mi fa piacere se lo leggete).
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In questo episodio rifletto su questa verità che per me ha significato un prima e un dopo nel mio percorso di evoluzione personale – perché è un realizzazione importantissima sia nell'educazione sia nella sostenibilità – e lo faccio leggendo un estratto affascinante di una lezione di Mario Montessori, il figlio di Maria.
:: Citazioni preferite:
In particolare, questa parte modella molte delle mie conversazioni con i miei figli:
«Se stasera abbiamo la facilità di sederci qui tutti insieme, è perché molti milioni di persone stanno lavorando e hanno lavorato per renderlo possibile. E in quante terre! Ripensa al pane che hai mangiato a pranzo: chi ha macinato il grano? Chi ha cotto il pane? La realtà della società è che tutti dipendono da tutti gli altri».
E trovo che questo messaggio per gli educatori (genitori compresi) sia bellissimo:
«Qualunque sia lo sforzo che voi come insegnanti avete fatto per rendere i bambini di una volta adulti migliori di quanto sarebbero stati senza il vostro aiuto, questo giova non solo al bambino stesso, ma a molti altri che voi non conoscete».
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In questo Episodio di Educare con Calma vi racconto la MIA scelta personale di non usare filtri su Instagram e di non truccarmi nella vita reale e rifletto sul messaggio che truccarsi significhi prendersi cura di sé, messaggio che non condivido.
Avrei voluto dire molto di più, sopratutto su alcuni argomenti come la femminilità e la sicurezza di sé, ma per oggi ho deciso di restare sul generale per poi approfondire alcune tematiche in altri episodi, se vedrò interesse e lacune.
:: Nell'episodio menziono:
Nell’episodio menziono questo post di Jameela Jamil in cui lei condanna i filtri su IG. Per chi non capisce l'inglese, il post dice: "Mi puoi aiutare? Sto cercando di ottenere l'attenzione delle piattaforme di social media. Metti un like a questo post se sei d'accordo con me che i filtri che cambiano le caratteristiche sono un problema e dovrebbero essere rimossi. Non parlo di quelli divertenti e buffi: parlo di quelli che impongono alla nostra coscienza ideali patriarcali e bianchi di "bellezza". Le statistiche di odio di sé sono in critico aumento. Specialmente tra gli adolescenti. Dobbiamo prendercene carico e fermare questa merda insidiosa e pericolosa. Fai sentire la tua voce qui".
:: Un post sull'accettazione di sé sul mio blog:
Ti piace il tuo corpo di madre? (Ovvero quando non ti riconosci allo specchio dopo la gravidanza)
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In questo episodio di Educare con Calma, vi parlo della mia dipendenza dallo zucchero e di come sono arrivata a parlarne tranquillamente. Vi racconterò anche come trattiamo noi lo zucchero in famiglia e delle nostre abitudini alimentari rispetto allo zucchero. E poi come sempre a volte mi perdo nelle mie ragnatele di pensieri.
Ho usato più rispetto ed empatia possibile, ma visto che è un argomento un po’ tabù, soprattutto quando relazionato alla nutrizione dei bambini, ci tengo a dirvi come sempre di ascoltare le mie parole con accoglienza e rispondere, se volete, con gentilezza: possiamo imparare a parlare di questi argomenti in maniera sana.
:: Due note:
1. A un certo punto sembra che dico "corvi" invece di "corpi": chiaramente è corpi. 😅
2. A un certo punto dico: "parlo per me, persona che anche con qualche chilo di troppo…". Non volevo dire "di troppo", ma "con qualche chilo in più rispetto al solito peso": è sbagliato, è un retaggio della mentalità e del modo in cui ero abituata a parlare. Non ho chili di troppo: il mio corpo a volte pesa di più, a volte di meno. 🙂 Ho fatto fatica a registrare questo episodio, perché in casa non parliamo di peso in questi termini (non abbiamo nemmeno una bilancia) e/o di diete/dimagrire.
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In questo episodio di Educare con Calma parlo con la mia cara amica Sara Ghirelli, educatrice montessoriana e parent coach preparatissima (ma davvero tanto!) e vi raccontiamo di come si possa intraprendere un percorso di formazione Montessori in Italia e all’estero.
:: Le domande che ho fatto a Sara:
1:42 Differenza tra AMI, IMI, AMS…
4:30 Qual è stato il tuo percorso formativo?
7:10 Qual è il percorso formale per diventare insegnanti Montessori in Italia?
17:46 Mi confermi che in in Italia non c’è distinzione tra assistente e guida Montessori come in enti come AMI e IMI?
20:48 Come ci si forma AMI in Italia?
25:50 A livello prettamente pratico che tipo di impegno è la formazione Montessori che hai fatto tu?
31:24 Sara ci racconta del suo percorso da Parent Coach, che ha intrapreso dopo la formazione Montessori.
34:10 Sara ci racconta dei suoi percorsi strutturati per il genitore.
36:23 Dove ti trova chi non ti conosce?
:: Gli enti che menzioniamo:
Sara si è formata come Parent Coach presso il centro YWC Academy.
:: Un chiarimento di Sara:
Una precisazione a quanto detto: anche Fondazione Montessori Italia è riconosciuta dal MIUR come ente che può organizzare corsi in DIFFERENZIAZIONE DIDATTICA (che, ricordo, sono gli unici che permettono l'iscrizione alla graduatoria montessoriana statale). Al momento, però, non ne sono stati attivati, in attesa di una situazione sanitaria più tranquilla.
Rimangono, invece, disponibili i corsi di specializzazione che, comunque, oltre alla parte on line, prevedono anche ore di tirocinio in presenza.
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Il titolo la dice già lunga: secondo me è tutto più facile quando è il bambino a lasciare il pannolino e non l’adulto a toglierglielo.
In questo episodio richiestissimo da tantissime mamme e anche alcuni papà (giuro!), vi racconto la nostra esperienza con lo “spannolinamento” di Oliver ed Emily e spero di lasciarvi qualche semino per la mente. Se ci arrivate, alla fine dell’episodio riassumo i messaggi che per me sono importanti.
Spero che vi sia utile e vi aspetto nei commenti dell’episodio sul mio sito: spero mi diate anche consigli sui pannolini / mutandine lavabili come vi chiedo nell’episodio. 😉
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L'ho riascoltata tante volte, cosa che raramente faccio con i miei episodi. In questa puntata di Educare con calma parlo con Francesca Cavallo dei suoi libri, dei messaggi nei suoi libri, di educazione, di evoluzione personale, della sua nuova casa editrice indipendente Undercats, dei progetti futuri (uno che vede la luce già a luglio!).
Quando parlo con persone come Francesca è come se tutte le energie della mia missione per l'educazione si rinnovassero. Grazie, Francesca!
— Trovate Francesca su:
Il suo sito Undercats
— Alcune frasi di Francesca che ho adorato:
"Educare un figlio è mettere al mondo un mondo nuovo".
"Migliorare il mondo significa non scaricare il tuo trauma sulle altre generazioni, interrompere dei cicli di oppressione su scala personale e su scala sociale".
"Negli ultimi anni milioni di famiglie nel mondo hanno iniziato a vedere il proprio essere genitori come uno degli atti politici più importanti della loro vita".
"Nessuno di noi sa come crescere un bambino. Purtroppo c’è questo falso mito che una volta che diventi genitore, l’istinto ti guida. E se fossimo cani o gatti, sarebbe sicuramente vero. Ma gli umani sono un pelino più complicati. Informarsi, studiare, capire come funzionano i bambini e quali sono le cose che li possono accompagnare… perché il ruolo di noi adulti è accompagnare i bambini in un percorso che è loro".
— Le domande che ho fatto a Francesca (con il relativo minuto):
2:15 Come sei arrivata a fare la scrittrice?
6:16 E come sei arrivata ai bambini?
19:08 Come fai a lasciare fuori il giudizio nei libri che scrivi? (perché è quello che dovrebbe fare anche il genitore – chiunque?)
22:48 Perché conosci così bene i bambini?
25:38 Credi che questo tipo di letteratura possa ispirare le famiglie ad avere un occhio di riguardo a temi importanti, come la sostenibilità, la tolleranza, il rispetto?
31:30 Tu hai detto che l’Italia ha regalato al mondo delle eccellenze pedagogiche, ma che noi non le stiamo usando. Secondo te che cosa può fare la famiglia singola per usarle a casa?
35:22 Che progetti hai in cantiere?
41:58 Dove ti trova chi vuole sapere di più e comprare i tuoi libri?
43:11 Riflessioni finali di Carlotta
— Francesca menziona:
Me Too Movement
Black Lives Matter
Friday for Future
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In questo episodio di Montessori in 5 (ehm 7) minuti, vi propongo una scena tipica tra fratelli: uno si fa male e cerca consolazione nelle braccia del genitore e questo inizia a fare domande per capire che cos'è successo e trovare la soluzione. Vi spiego come, secondo me, si possa essere mediatore e non giudice nella risoluzione di questo conflitto o anche solo dell'emozione.
Nell'episodio menziono:
L'episodio 21: conflitti tra fratelli
Un mio post recente su Instagram sulla responsabilità del genitore
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