Ad agosto 2023, rispetto al mese precedente, aumentano gli occupati, diminuiscono i disoccupati e gli inattivi restano sostanzialmente stabili. In particolare con riferimento a quel mese, dopo il calo registrato a luglio, l occupazione torna a crescere segnando +59mila unità (+0,3%) rispetto al mese precedente. Il clima di incertezza si vede soprattutto per la crescita dei dipendenti a termine (+1,3%, pari a +39 mila). I tempi indeterminati salvono di 10mila unità, e crescono anche gli autonomi (+10mila posizioni). Secondo l'Istat il tasso di occupazione sale al 61,5% (+0,1 punti). Rispetto ad agosto 2022, si registra un aumento di 523 mila unità (+2,3%), sulla spinta dei dipendenti permanenti (+3,7%, pari a +550 mila). Ad agosto, il tasso di disoccupazione totale scende al 7,3% (-0,2 punti sul mese precedente), quello giovanile al 22,0% (-0,1 punti). Il tasso di disoccupazione totale si attesta ai minimi da oltre 14 anni: bisogna tornare indietro a gennaio 2009 per ritrovare lo stesso livello. Mantenendosi però al di sotto della media dell'area euro: con un tasso di disoccupazione che scende al 6,4%, dal 6,5% di luglio. I dati positivi del mercato del lavoro potranno essere un paracadute per il Pil che, in questi ultimi trimestri, è visto in forte rallentamento? Oppure si sta raschiando il fondo lasciando diversi settori produttivi a secco di lavoratori? Ne parliamo con Francesco Seghezzi, direttore fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.
Prometeia taglia le stime sul Pil 2023 dell'Italia allo 0,7%
Prometeia rivede al ribasso le stime sul Pil italiano di quest'anno, tagliando le previsioni di crescita dall'1,1% allo 0,7%, e ipotizza per il 2024 una crescita anemica, rappresentata da un aumento del prodotto interno lordo limitato allo 0,4%. "Gli indicatori congiunturali - si legge nel rapporto di previsione pubblicato venerdì scorso - portano a prevedere un terzo e quarto trimestre 2023 stagnante". Prometeia ritiene "possibile che la fiammata inflazionistica, combinata al rallentamento del Pil, possa esaurirsi senza una vera e propria recessione ma con una stagnazione quest'anno e una ripresa lenta nel prossimo" mentre "dal 2025, in assenza di shock significativi, l'economia italiana potrebbe tornare sui ritmi medi di crescita precrisi e con inflazione moderata". In questo senso sarà determinante "l'attuazione del Pnrr" che "consentirebbe di mantenere l'economia su un ritmo di crescita del Pil pro-capite positivo nonostante il venir meno dell'impulso della politica di bilancio, alle prese con l'obiettivo di riportare l'indebitamento sotto il 3% e il debito su un percorso obbligato di discesa". Le previsioni di Prometeia si discostano molto dalle stime scritte nella Nadef dal Governo. Nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza il il pil si ferma al +0,8% e il deficit sale al 5,3 per l'effetto del Superbonus. Nel 2024, la crescita del pil si attesterà al +1,2%, mentre il rapporto deficit/pil al 4,3%. Previsione che consentirebbe di tenere il deficit abbastanza sotto controllo. Ma se sul pil dovesse aver ragione Prometeia, il governo si troverebbe davanti a un bivio: aumentare ulteriormente il deficit o rinunciare a finanziare parte delle riforme presenti in programma. Ne parliamo con Stefania Tomasini, Senior Partner Prometeia.
Immatricolazioni auto: sul 2022 settembre +22,78%, gennaio-settembre +20,57%, ma...
In settembre, secondo il Centro studi Promotor, sono state immatricolate in Italia 136.283 autovetture con un incremento del 22,78% su settembre 2022. Continua quindi la ripresa del mercato dell auto iniziata nell agosto dello scorso anno. Grazie a questa ripresa le immatricolazioni nel periodo gennaio-settembre hanno toccato quota 1.176.882 con una crescita del 20,57% sullo stesso periodo del 2022. Questa percentuale non deve però trarre in inganno perché la situazione del mercato dell auto, anche se in miglioramento, è ancora fortemente negativa in quanto rispetto ai livelli ante-crisi, cioè rispetto al 2019, il consuntivo dei primi nove mesi di quest anno accusa ancora un calo del 19,8%. Approfondiamo il tema con Gian Primo Quagliano, direttore generale Centro Studi Promotor.
BTP Valore, boom di ordini: supera 4 miliardi verso chiusura prima giornata
È partita la seconda emissione del Btp valore, il nuovo titolo di stato pensato per i piccoli risparmiatori dal ministero dell'Economia, che con la precedente emissioni di giugno aveva raccolto oltre 18 miliardi di euro, di cui 5,4 nel primo giorno di collocamento. La partenza è stata boom per il BTp Valore: in poco più di un ora dall avvio dalla raccolta degli ordini aveva già raggiunto quota 1 miliardo di sottoscrizioni, con circa 35mila ordini già siglati. Il collocamento è proseguito spedito ed a metà giornata gli ordini sono oltre i 2 miliardi di euro. I contratti sono 69.022. 5 anni di durata, cedole trimestrali e un extra premio finale di fedeltà per chi lo detiene fino alla scadenza. La novità è che i risparmiatori riceveranno cedole trimestrali e non semestrali - quindi 4 volte l'anno: i tassi saranno annunciati al termine del collocamento, venerdì alle 13, salvo chiusura anticipata. Minimi garantiti: 4,10% per il primo, secondo e terzo anno; 4,5% per il quarto e quinto anno. Il bonus fedeltà per chi detiene il titolo fino alla scadenza nel 2028 sarà pari allo 0,5% del capitale investito. Il capitale è garantito al termine dei 5 anni, ma i sottoscrittori possono rivenderlo prima, alle condizioni di mercato. Investimento minimo: 1.000 euro. Tassazione al 12,5%. Ne parliamo con Vito Lops, Il Sole 24 Ore.