Due solitudini che si sfiorano (Marcella Boccia)
Nel vuoto d’un respiro che si perdetra il battito di due cuori soli,ci siamo incontrati, senza parole,senza mani che si cercavano.Un silenzio che bruciacome il vento che sfiora il mare,eppure ci siamo riconosciuti,due ombre nell’ombra.Non eravamo lontani,eravamo lì, a un passo da tutto,a un passo da nulla,in un angolo di sogno infranto,dove il dolore è dolce,come la carezza di un amanteche sa di non essere amato.Le tue lacrime, invisibili,scioglievano il ghiaccio che mi conteneva,e io, nel buio, ti cercavosenza sapere cosa cercavo.Le tue parole non dettesi intrecciavano alle mie,le stesse, senza tempo,senza terra, senza aria.Ci sfioravamocome stelle in un cielo lontano,come due corpi che non si toccano,ma che sono sempre stati uno.Due solitudini che si riconoscononell'infinito del nulla,due sguardi che non si incontranoma si abitano in silenzio.Oh, quanto è strano questo incontroche non è mai stato un incontro,quanto è bella questa distanza,questo confine che ci appartiene,due anime che si accarezzanonel sogno del non essere.Eppure, in questo spazio,tra il mio respiro e il tuo,c'è la vita,una vita che non ci chiededi essere felici,ma di esserci,anche solo per un istante,due solitudini che si sfioranocome il vento tocca il mare.