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Il futuro della sanità italiana si giocherà anche sull'import-export di professionisti sanitari, infermieri in testa. Non sono prodotti, naturalmente, ma professionisti altamente qualificati e la sfida per il nostro Ssn è trattenerli o attirarli. Una sfida che l’Italia sta perdendo. Nei concorsi i posti restano vacanti e le Regioni che se lo possono permettere, si muovono in autonomia. Come la Lombardia, che tesse accordi per reclutare personale dai paesi del Sud America, dall'Argentina al Paraguay. Ne abbiamo parlato con l'assessore alla sanità lombarda Guido Bertolaso con la prorettrice dell'Instituto Universitario italiano de Rosario, in Argentina, Karina Elmir. Quali sono i paletti per accogliere questi operatori stranieri? Lo spiegano Beatrice Mazzoleni, segretario nazionale della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche e Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici.
Scrivono articoli, leggono poesie, suonano, fanno teatro, cuciono, costruiscono strumenti musicali, frequentano l'università. Sono i detenuti del carcere di Opera. In prigione da anni, cercano un senso alle loro giornate e alla loro vita. Cercano il loro riscatto. Li incontriamo nel laboratorio Leggere Libera-Mente, intorno al tavolo davanti ai loro pc, mentre costruiscono il giornale. Si chiama "Cronisti in Opera", 32 pagine a colori e uno sguardo sul mondo, che sembra così lontano. "Qui sei fermo. Se non prendi il buono che c'è, cosa fai?", raccontano i detenuti che frequentano i laboratori presenti nel carcere, oltre 100 in tutto. Ed è questo il senso del carcere di Opera: cogliere le opportunità, spiega il direttore Silvio Di Gregorio. Uno di loro, detenuto da 40 anni, è prossimo alla laurea: "un sogno che avevo da ragazzo. Da piccolo vedevo la Federico II ma non ho nè studiato nè lavorato. Faccio tutto questo per i miei nipoti e pro nipoti, per poterli accompagnare, un giorno, a scuola".
In Italia meno del 10 per cento dei bambini della scuola primaria va a scuola da solo contro oltre il 70 per cento di Germania, Olanda e Finlandia. Eppure bambini sono capaci di autonomia già dai sei anni e secondo molti studi hanno già gli strumenti per poter fare un percorso anche di un chilometro e mezzo da soli. Una fiducia nelle loro competenze che andrebbe recuperata secondo i pediatri, ma spesso il contesto urbano non aiuta. Primo passo per creare un contesto sicuro nell’intero percorso casa- scuola, oltre che per contribuire a migliorare la qualità dell’aria davanti alle scuole, sono le cosiddette strade scolastiche, una realtà da molti anni in Europa, mentre in Italia stentano a decollare. In questo Reportage facciamo il punto su cosa è cambiato in Italia in quest’ultimo anno scolastico e in particolare A Roma e in una scuola particolare, la più grande scuola in un Parco, l’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria.
Alla vigilia della lunga settimana elettorale europea, che definirà il volto dell'UE per i prossimi cinque anni, il dibattito ruota intorno ai rischi delle interferenze elettorali da parte di potenze straniere ostili, come la Russia protagonista principale delle attenzioni dei servizi di sicurezza europei.
In questo Euroreportage realizzato alla conferenza annuale "State of the Union" di Firenze, Sergio Nava incontra esperti e analisti, per delineare le sfide della prossima legislatura.
Tra loro Vera Jurova, vicepresidente e commissaria responsabile del dossier e Marco Buti, già Direttore Generale della DG Ecofin della Commissione Europea.
Il focus si concentra soprattutto sulle misure messe in campo dall'Unione Europea per limitare i rischi di interferenze sul voto da parte di Russia, Cina e altre potenze internazionali.
Si può già tracciare un primo bilancio, a pochi giorni dal voto? Come Bruxelles sta difendendo e garantendo il processo democratico? E quali sono i rischi maggiori?
L’Unione Europea è ad un punto di svolta della sua esistenza, dove sembra chiaro che solo l’unione fa la forza. Ma a che prezzo? Cosa potrebbe rendere l'Europa più unita? E, soprattutto, come comportarsi con quei paesi dell'Unione che non rispettano le regole e i valori di Bruxelles?
A due settimane dal voto per la composizione del X Parlamento Europeo con i colleghi della rete Euranet abbiamo raccolto i pensieri degli europei tra speranze, disillusione, vicinanza e lontananza dal progetto europeo.
Quando si arriva a Monfalcone non si immagina tutto quello che ti fa vedere. La grande questione del lavoro al tempo della globalizzazione, la difficile convivenza tra persone di lingue diverse, la scuola ormai composta in parte minoritaria da bambini italofoni. E poi la religione che si fra trama di scontro invece che di unione. Qui le cose sono accadute senza che nessuno pensasse come dovessero accadere. In ultimo, la decisione della sindaca Anna Cisint di chiudere i centri islamici per irregolarità amministrative ha creato dibattito e polemiche. Ma lei va avanti e spiega che non si tratta di un divieto di culto ma solo di ordinanze che mirano fare rispettare la legalità.
Il percorso delle Cer, le Comunità Energetiche Rinnovabili, appare ancora in una fase embrionale. I progetti non mancano, così come gli incentivi, ma i due anni di attesa per conoscere le regole stabilite da decreti attuativi ha rallentato fortemente il processo. Secondo dati del GSE; a giugno 2023 sono solo 35 le Cer attive in Italia che hanno richiesto l'accesso agli incentivi. In Campania dove è attiva la prima Cer solidale, a Napoli, nel quartiere di Napoli est, San Giovanni a Teduccio, è in fase di definizione lo statuto della prima esperienza nazionale di Cer all'interno di un'area Asi, che per ora sarà composta da sette aziende. La regione spinge l'acceleratore sui piccoli comuni pensando alla riapertura del bando che permette di ottenere 8mila euro per la promozione delle Comunità rinnovabili. Un mese fa è stata avviata l'attività prevista per il progetto europeo ISLET, che studia e promuove la realizzazione di comunità energetiche nelle piccole isole del Mediterraneo. Procida è l'unica piccola isola italiana a partecipare. Lungo il percorso si dovranno risolvere e superare diverse criticità di un sistema complesso e ancora poco conosciuto: dalla formazione del gruppo che realizza la Comunità, all'immissione in rete dell'energia prodotta e al riconoscimento degli incentivi, fino alla difficoltà di trovare siti in cui installate gli impianti.
Procedure più snelle e veloci, una gestione più condivisa a livello europeo e controlli rafforzati alle frontiere. É quello che promette Bruxelles nel nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo approvato dall’Europarlamento lo scorso 10 aprile. In questo reportage, Giulia Cannizzaro è andata a parlare con Nina Gregori, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’asilo, che dovrà coordinare sul campo questo complesso meccanismo. Le critiche al nuovo patto, però, non mancano soprattutto da parte delle organizzazioni per i diritti umani, secondo le quali il nuovo patto cancella di fatto il diritto di asilo. Intanto rimane irrisolto il nodo integrazione. A Cosenza, in Calabria, da diversi anni opera la La Petite Bibliothèque, un'associazione di promozione sociale che favorisce l'uso della lingua madre dei minori stranieri. Per le tre fondatrici, Cristina Olivito, neuropsichiatra infantile, Rosanna Ammirata, psicologa e Simona Miceli, ricercatrice sociale dell'Università Statale di Milano, rafforzare l’identità culturale di chi arriva nel nostro paese è indispensabile per garantire una vera integrazione.
La dura lezione del Covid 19 ed il suo impatto sull'Europa a 27. Tra chi pensa che nulla sia veramente cambiato e chi spiega che, invece, l'emergenza sanitaria ha alimentato un cantiere che vede per la prima volta pensare alla salute come ad un prezioso bene comune che richiede anche di intervenire sui trattatati che regolano la vita dell'Unione.
Il 22 maggio 1978, 46 anni fa, veniva pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 194 che detta "norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza". Da allora gli aborti volontari in Italia sono diminuiti dai quasi 235 mila del 1982 (anno record) ai 63.600 mila del 2021, con più di 6 ginecologi su 10 obiettori di coscienza. In questo contesto è stato approvato il decreto che sancisce il possibile coinvolgimento da parte delle regioni delle associazioni pro vita e anti abortiste nei consultori, a cui si rivolgono le donne che intendono abortire. Alessandra Kustermann, ex primaria di ginecologia della clinica Mangiagalli di Milano, racconta di aver convissuto per più di 30 anni con i centri di aiuto alla vita e di aver raggiunto con loro un compromesso: i centri non possono svolgere attività sanitaria ed entrare in contatto con la donna nel momento della scelta. "Dovremmo essere sicuri che i consultori pubblici siano in grado di mettere gli stessi paletti: far sentire il battito del cuore del bambino in ecografia o far vedere i movimento del feto a una donna che ha già deciso di abortire è violenza", sottolinea Kustermann.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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