
Sign up to save your podcasts
Or


Il tema del diritto alla cura in Italia condizionato dalla regione in cui si vive. Secondo le ultime rilevazioni Istat ad esempio il tasso di mortalità infantile (entro il primo anno di vita) è di 1,8 decessi ogni 1000 nati vivi in Toscana, ma è quasi doppio in Sicilia (3,3) e più che doppio in Calabria (3,9). Al sud è più alta la mortalità per tumore e in generale l'aspettativa di vita è minore di un anno e mezzo rispetto al nord. Si fa meno prevenzione oncologica, i divari sanitari sono particolarmente marcati. Un esempio per comprendere la portata del fenomeno arriva dalla Calabria, dove il dato sulla percentuale di donne che hanno ricevuto l'invito a partecipare al programma di screening mammografico è il 16% contro una media nazionale (concentrata a nord) dell'89%. In questo contesto aumenta la fuga dal sud per essere curati al nord e che nel 2023 ha riguardato più di seicentomila persone. Un'ingiustizia che ha un peso economico sulle famiglie coinvolte, ma anche un grave peso psicologico. Sono infatti persone che a seguito di una grave malattia sono costrette ad abbandonare il lavoro, la casa, la famiglia.
Tutta Napoli risuona ancora e sempre con la musica di Pino Daniele. I segni del suo passaggio sono ancora in tutta la città, ma esiste un luogo in cui sono custoditi i suoi ricordi, una mostra permanente: Pino Daniele Alive. Si trova all'interno del Museo della Pace nello storico edificio dell’ex "Grand Hotel de Londres", di fronte alla centrale Piazza Municipio. Attraverso video, foto, oggetti, strumenti entriamo nel mondo di Pino. A guidarci nelle sale della mostra, il presidente della Fondazione Pino Daniele - e figlio dell'artista Alessandro Daniele. Con lui parliamo anche delle attività della Fondazione, dirette soprattutto ai giovani.
“È invasione selvaggia e non coordinata, non solo a Tuscania ma in tutta la Tuscia”. Duecento pale eoliche alte più di 200 metri, impianti fotovoltaici e agrovoltaici preoccupano il sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci. Progetti che allarmano anche gli agricoltori: “nella provincia di Viterbo si concentra oltre il 70% della produzione di energia alternativa complessiva prevista per la Regione Lazio , dice il presidente di Confagricoltura Viterbo e Rieti, Remo Parenti. Il fotovoltaico “coprirà 6/7mila ettari di terreni agricoli, così sono a rischio molti prodotti dop e igp”, aggiunge la direttrice di Coldiretti Lazio e Viterbo, Sara Paraluppi. Norme regionali e nazionali dettano le regole, arricchite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede una procedura per le autorizzazioni gestita direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Non mancano contenziosi e ricorsi al Tar. Lo sviluppo delle energie alternative va pianificato, dicono la Sovrintendenza della Provincia di Viterbo e dell’Etruria Meridionale, agricoltori, amministratori locali e associazioni. “Bisogna definire le aree idonee e non idonee altrimenti è il Far West”, rileva Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra.
La Catalogna è attualmente alle prese con un fenomeno di siccità che può considerarsi storico per durata ed intensità: iniziata nell’autunno del 2020 è, infatti, tuttora in corso, portando la capacità dei bacini idrici regionali al di sotto del 15 %. Una situazione di emergenza che ha obbligato il Governo catalano a dichiarare lo stato di emergenza nell’area metropolitana di Barcellona, imponendo riduzioni al consumo dell’acqua e potenziando, al tempo stesso, il ricorso ad impianti di desalinizzazione. Pesanti gli impatti sul tessuto economico catalano, mentre cresce il timore per l’approssimarsi della stagione estiva.
Fu l'attuale sindaco Giuseppe Sala a Parigi nel 2017 a firmare il patto antismog per Milano in un vertice, che fu definito storico, con altre undici metropoli mondiali tra cui Londra, Parigi, Los Angeles, Barcellona, Città del Messico: il network C40. Milano sette anni dopo soffoca ancora nel bacino della pianura padana non solo per il traffico, ma riscaldamenti, agricoltura, industria. Ora l'Europa chiede norme più severe contro le polveri sottili, per evitare morti da smog. Ma nell'accordo raggiunto c'è una deroga per le zone dove i parametri sono più difficilmente raggiungibili. La scorsa estate Londra ha deciso di estendere il divieto di circolazione dei veicoli più inquinanti a tutta l'area metropolitana, suscitando non poche polemiche, Barcellona ha i superblocchi, a Parigi è diventata famosa la "la città dei 15 minuti", Amburgo prevede di eliminarle le auto nei quartieri entro il 2034. Milano? Punta sul full electric e i fondi europei.
Le elezioni di domenica scorsa in Portogallo hanno aperto una prospettiva inedita per il Paese: vittoria di misura per il centrodestra di Alleanza Democratica, con il centrosinistra socialista che non attende i risultati definitivi e si sfila immediatamente da ogni ipotesi di Governo, dichiarandosi pronto a guidare l'opposizione.
Sullo sfondo, la netta ascesa dell'estrema destra populista di Chega, che supera il 18%, viene votata da oltre un milione di portoghesi e condiziona ora ogni ipotesi di esecutivo.
Per il Portogallo si apre una fase di instabilità politica, con la concreta prospettiva di un Governo di minoranza centrodestra-liberali, cui in Parlamento mancano quasi trenta seggi per poter approvare le leggi.
In questo Reportage da Lisbona, Sergio Nava ci racconta i giorni del voto, insieme ad analisi politiche ed economiche con esperti, politici ed analisti. Senza dimenticare uno sguardo alla crescente comunità di italiani che ha scelto negli ultimi anni il Portogallo per vivere e lavorare.
Prezzi ingiusti, che non coprono i costi di produzione, agricoltori che si sentono sotto ricatto e senza vere tutele. Un nodo che rischia di soffocare i bilanci aziendali, in Europa e in Italia. Eppure una legge contro le pratiche sleali esiste già. Ma qualcosa non ha funzionato. La dimensione aziendale non sempre basta a blindare la redditività anche se i problemi maggiori sono per i piccoli agricoltori, che in Italia sono la gran parte. Che fare? Le chance offerte dagli accordi di filiera e dalle aggregazioni. Ma servono anche più controlli e riferimenti certi sui prezzi minimi.
Il Portogallo vota domenica 10 marzo, a soli tre mesi dalle elezioni europee, e nel cinquantesimo anniversario della Rivoluzione dei Garofani, che pose fine a quaranta anni di dittatura di estrema destra.
Il Paese, che nel 2011 fu obbligato a chiedere assistenza finanziaria all'Unione Europea, sull'onda lunga della crisi economica, si presenta ad elezioni anticipate con un rapporto debito/pil inferiore al 100% - la prima volta in 15 anni.
A differenza di altri Paesi UE, il blocco di centrosinistra e quello di centrodestra reggono nei sondaggi, ma l'estrema destra di Chega impone la variabile populista sul palcoscenico nazionale - per la prima volta nella giovane storia della democrazia lusitana.
Le elezioni portoghesi si possono definire come prove generali del voto europeo, che si tiene fra tre mesi? Sergio Nava ne parla con analisti ed esperti, facendovi ascoltare le voci dei principali protagonisti della politica lusitana.
I licei continuano ad essere preferiti dagli studenti e dalle studentesse italiane. Quest'anno il 55,32 per cento dei ragazzi di terza media ha fatto domanda per iscriversi ad un liceo. Qualche segnale di crescita per gli istituti tecnici, scelti da quasi 32 per cento dei ragazzi, e per i professionali, che arrivano a sfiorare il 13 per cento. Oltre duemila le iscrizioni al nuovo percorso tecnico e professionale 4+2, con la maturità alla fine del quarto anno e poi la possibilità di iscriversi ad un ITS Academy. Poche invece le iscrizioni al liceo del made in Italy. “Alcune classi a settembre patiranno, secondo il nostro monitoraggio” – assicura la sottosegretaria all'istruzione e merito Paola Frassinetti. Il dirigente scolastico dell'istituto Andrea Ponti di Gallarate (Varese), Massimo Angeloni, spiega perché la riforma del 4+2 è una buona cosa per la scuola, le famiglie e le imprese.
Ousmane Sylla, 22 anni, si è suicidato un mese fa nel Cpr di Roma. La tragedia ha riportato l'attenzione per qualche ora sulle condizioni di chi è trattenuto nei Centri di permanenza per i rimpatri. "Li dentro - dice Louis, da 10 anni in Italia, appena uscito dal Cpr di Via Corelli a Milano - la situazione è fuori controllo, non pensavo ci fossero italiani così cattivi, i diritti della persona valgono più in carcere. Se uno sta male deve urlare e sbattere le porte sennò non ti ascoltano. Ci sono persone che pur di uscire si spaccano le braccia. Poi ti danno gli psicofarmaci per tenerti tranquillo. A me hanno dato Clorazepan". Louis lavora nel catering della moda di Milano. "Ho lavorato in tutti gli showroom di Milano centro, ovviamente in nero. Poi il 5 di gennaio mentre andavo al lavoro mi hanno fermato, non ho il permesso di soggiorno e quindi sono stato portato nel Cpr". "Le persone che stanno nei Cpr non hanno commesso reati, sennò sarebbero in carcere. La loro colpa è non avere i documenti. Magari perché scaduti" spiega Teresa, attivista della rete No-Cpr. "In queste strutture - spiega il medico infettivologo Nicola Cocco - non dovrebbero entrare persone malate. Invece questa cosa viene completamente disattesa, infatti all'interno io ho trovato persone anche con patologie croniche come il diabete o l'epilessia, per non parlare di scabbia e infezioni virali. C'è poi il tema della salute mentale. Alcuni vengono trattenuti nonostante soffrano di patologie psichiatriche, altri le sviluppano proprio all'interno del Cpr. E poi c'è l'abuso degli psicofarmaci che vengono utilizzati come manganelli farmacologici e camice di forza farmacologiche. E questo è molto grave".
From the publisher's feed
Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

168 Listeners

18 Listeners

0 Listeners

1 Listeners

0 Listeners

1 Listeners

0 Listeners

65 Listeners

1 Listeners

2 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

36 Listeners

28 Listeners

8 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

1 Listeners