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Tante le scuole che hanno chiesto di avviare da settembre i nuovi percorsi previsti dalla riforma della formazione tecnica e professionale, la cosiddetta riforma del 4+2, cioè diploma al quarto anno, per poi proseguire all'università o in un ITS Academy. Nonostante il poco tempo per avviare la sperimentazione, le scuole hanno già cominciato a presentare agli studenti e alle famiglie negli open day la proposta. Fra queste l’Istituto professionale Galdus di Milano, che siamo andati a visitare in occasione di un incontro con il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che a Radio 24 spiega perché i ragazzi e le ragazze dovrebbero intraprendere questo nuovo percorso.
Negli anni 60, Astor Piazzolla compose la suite tanguera “Le quattro stagioni porteñas”. Il “verano porteño”, l’estate della Buenos Aires immaginata da Piazzolla è intensa, passionale e veloce. Sessant’anni dopo rimane la stessa. Questa settimana, Javier Milei ha portato il caldo dell’estate porteña a Davos. È andato, secondo lui, per difendere le idee della libertà in un forum che è contaminato dall’agenda socialista 2030. Milei pensa che l’agenda di sostenibilità sostenuta dall’ONU solo porterà miseria nel mondo. Senza dubbi, Milei è un presidente dirompente. Il suo stile, le sue forme, ma soprattutto il suo programma economico, hanno riscaldato, ancora di più, l’estate argentina.
Rieletto a maggioranza assoluta, Pedro Sánchez continuerà ad occupare il suo posto alla Moncloa grazie alla fiducia accordatagli da una, politicamente, variegata coalizione di governo. Una conferma che sembrava lontana dopo la debacle del Partito socialista alle ultime elezioni comunali e regionali e la successiva vittoria dei popolari alle elezioni generali. La mancata investitura di Feijóo, leader del Partito popolare, ha però offerto una nuova chance a Sánchez, obbligato a cercare, in primis, l’appoggio degli indipendentisti catalani per ottenere la riconferma. Un accordo che ha visto i socialisti venire incontro a diverse richieste della controparte, prima fra tutte la concessione di una legge di amnistia per azzerare le pendenze processuali e giudiziarie dei protagonisti della sfida indipendentista lanciata dalla Catalogna, tra cui l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e diversi ex membri del suo Governo. Una decisione duramente criticata dall’opposizione, che ha chiamato ripetutamente a raccolta il proprio elettorato in piazza per protestare contro gli accordi di partito che hanno reso possibile la rielezione di Sánchez, il cui futuro alla guida della Spagna si prospetta come un complicato esercizio di equilibrismo politico.
A partire dal 23 gennaio sulla piattaforma Unica le famiglie potranno iscrivere i propri figli al primo anno del liceo del made in Italy che debutterà a settembre. Mentre per tutti gli altri indirizzi la data di iscrizione resta al 18 gennaio. Per tutti l'ultimo giorno sarà il 10 febbraio. Ma cos'è questo liceo del made in Italy? Grande attenzione alle materie STEM, come scienze, tecnologia, ingegneria, matematica, e informatica. 132 ore all'anno di Lingua e letteratura italiana, 99 ore di Storia e Geografia, Diritto, Economia Politica, Lingua e Cultura Straniera. 66 ore di Seconda Lingua e Cultura Straniera, Scienze Motorie e Sportive. 33 ore di Storia dell'Arte. L'intendo è quello di "valorizzare e promuovere le eccellenze italiane, una parte qualificante della nostra riforma della scuola che avvicina istruzione e mondo del lavoro", ha spiegato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Lanceremo una campagna per far sapere ai nostri giovani e alle famiglie che si possono già iscrivere a un liceo che formerà le professioni necessarie alle filiere strategiche, a cominciare dalla moda e abbigliamento, ma anche arredo, ceramica e settori innovativi, come l'aerospazio" - gli fa eco il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. A poter presentare la richiesta per avviare il nuovo percorso sono le scuole che abbiano già il liceo delle scienze umane con indirizzo economico-sociale. Ma per i dirigenti scolastici è una corsa contro il tempo. E molti stanno decidendo in questi giorni di rinviare al prossimo anno. Abbiamo sentito alcuni presidi dalla Lombardia alla Puglia.
Il clima inospitale e la geografia inaccessibile hanno reso l'Antartide l’unico continente mai abitato permanentemente dall’uomo, trasformandolo in un preziosissimo ed enorme laboratorio naturale dove studiare la nostra storia geologica e climatica. L’Italia è presente in Antartide con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, istituito nel 1985. Il nostro paese ha costruito due basi in Antartide, la Stazione italo francese Concordia e la Stazione Mario Zucchelli. Ci colleghiamo con Gianluca Bianchi Fasani dell’ENEA, capo spedizione della Stazione Mario Zucchelli che ci spiega quanto sia complesso lavorare in ambiente estremo. Sofia Fatigoni, astrofisica italiana, si trova nella base americana Amundsen-Scott South Pole per costruire e installare un nuovissimo telescopio. Sofia Fatigoni lavora al California Institute of Technology, vicino Los Angeles. In questi mesi si trova in missione in Antartide. Perché è stato scelto un luogo così estremo per un telescopio? Infine, Carlo Barbante, coordinatore del progetto 'Beyond EPICA' e direttore dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, ci racconta come si possa ricostruire l’evoluzione del clima terrestre degli ultimi 1,5 milioni di anni, analizzando gli strati di ghiaccio antartico.
Le missioni italiane sono finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca, sono gestite dal Cnr per il coordinamento scientifico, dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi.
A volte rischiano la vita per salvare quella degli altri: sono preti e suore che ogni giorno mettono in pratica la Chiesa in uscita di Papa Francesco. Grazie al loro intervento sono tante le persone che sono riuscite a cambiare la propria esistenza. Ragazze sottratte al racket della prostituzione, giovani strappati alla camorra o ai trafficanti di droga. Ex detenuti diventati oggi educatori. Le loro storie sono contenute anche nel podcast originale di Radio 24: Nel nome del padre, storie di preti e suore di frontiera, disponibile sul sito di Radio24 e sulle principali piattaforme audio.
L'Ucraina ha occupato un posto di primo piano nell'ultimo Consiglio Europeo dell'anno.
I 27 si sono confrontati a lungo sull'apertura dei negoziati per l'adesione di Kiev all'UE, al fine di superare il veto ungherese.
In un clima di grande incertezza geopolitica, anche l'Europa della Difesa, la crisi in Medio Oriente e la revisione del bilancio pluriennale UE hanno animato l'agenda negoziale dei 27 leader.
In questo Reportage dalla sede del vertice UE, Sergio Nava ci porta dietro le quinte del summit, con le voci dei protagonisti e l'analisi di esperti e giornalisti basati a Bruxelles.
Una crisi demografica senza precedenti, le gravi perdite al fronte, il sostegno internazionale che pare vacillare tra l’attesa delle decisioni dell’Unione Europea ed il voto americano all’orizzonte del prossimo anno. Dopo quasi due anni di guerra scatenata dall’invasione russa, l’Ucraina vive un tempo segnato dai dubbi e dalla fatica di una resistenza che consuma un paese e la sua gente.
Navigare nell'oceano o compiere il giro d'Italia a vela anche se diversamente abili. Sfide diverse ma in fondo uguali. Perché in mezzo c'è il mare. Con la sua immensità, con il suo moto perpetuo, il mare è un patrimonio di tutti. E così la sfida è, innanzitutto, con se stessi: desiderio di migliorarsi, di sperimentare, di provare emozioni nuove. In questo reportage le voci di cinque navigatori, del loro rapporto con il mare che si rinnova costantemente con il volto schiaffeggiato dal salmastro e rivolto sempre verso nuovi orizzonti.
Rieletto a maggioranza assoluta, Pedro Sánchez continuerà ad occupare il suo posto alla Moncloa grazie alla fiducia accordatagli da una, politicamente, variegata coalizione di governo. Una conferma che sembrava lontana dopo la debacle del Partito socialista alle ultime elezioni comunali e regionali e la successiva vittoria dei popolari alle elezioni generali. La mancata investitura di Feijóo, leader del Partito popolare, ha però offerto una nuova chance a Sánchez, obbligato a cercare, in primis, l’appoggio degli indipendentisti catalani per ottenere la riconferma. Un accordo che ha visto i socialisti venire incontro a diverse richieste della controparte, prima fra tutte la concessione di una legge di amnistia per azzerare le pendenze processuali e giudiziarie dei protagonisti della sfida indipendentista lanciata dalla Catalogna, tra cui l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e diversi ex membri del suo Governo. Una decisione duramente criticata dall’opposizione, che ha chiamato ripetutamente a raccolta il proprio elettorato in piazza per protestare contro gli accordi di partito che hanno reso possibile la rielezione di Sánchez, il cui futuro alla guida della Spagna si prospetta come un complicato esercizio di equilibrismo politico.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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