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  • Malati di gioco - di Teresa Trillò

    Fra i malati di gioco c'è chi chiede aiuto al numero verde dell'istituto superiore di sanità. Il 60% delle chiamate è  di giocatori maschi e il 30% di familiari prevalentemente donne, dice Guido Mortali, psicologo e ricercatore del centro nazionale dipendenza e doping dell'istituto superiore di sanità. Le cause della ludopatia sono complesse, fra i giovani che si avvicinano al gioco d'azzardo c'è anche chi ha praticato sport a livello agonistico, spiega Federico Tonioni, psichiatra del Centro psichiatrico integrato di ricerca, prevenzione e cura delle dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma.

    13 min
  • Urla nella notte. Cittadini in prima linea contro la malamovida - di Cristina Carpinelli

    "Alle due, le tre di notte, tra i tanti schiamazzi, qualcuno fa esplodere dei fuochi di artificio". Racconta una donna del quartiere San Lorenzo a Roma. Spaccati notturni di malamovida che ricadono sulla vita di milioni di persone. Da Cagliari a Firenze, da Milano a Napoli la questione è diventata un'urgenza sociale. "Nelle piazze assieme  alla musica a tutto volume fino all'alba anche risse e spaccio". Racconta Fabrizio Coniglio che presiede  il  Coordinamento Nazionale contro la  Malamovida. Una prima linea di cittadini pronti  far causa per il poco ascolto ricevuto in questi ultimi anni dalle istituzioni locali e nazionali. A determinare un cambiamento di passo la causa, intentata  e vinta da due cittadini bresciani contro il loro comune.

    12 min
  • Lo schermo si riaccende, la fantasia riprende quota - di Marta Cagnola

    Come sta il settore dell'audiovisivo in Italia? Nel 2022, in attesa dei bilanci dell'ultimo anno, il mercato è stato segnato dalla crescita della produzione di film e di opere audiovisive, con lo strumento del tax credit in posizione sempre più dominante rispetto agli altri investimenti pubblici. Film e opere risultano nel complesso più costosi. Aumentano le donne che scelgono di produrre film e documentari. In aumento anche i videogiochi per cui sono pervenute istanze di credito d imposta. A interrogarsi sul settore, i professionisti riuniti anche quest'anno al Mia - Mercato Internazionale Audiovisivo di Roma.

    In questo reportage parliamo con la direttrice del Mia, Gaia Tridente, la presidente Apa (Associazione produttori audiovisivi) Chiara Sbarigia, il direttore di eMedia Emilio Pucci, Micaela Fusco (presidente dell’Unione esportatori Anica), con Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla cultura.

    12 min
  • Euroreportage - Il nemico dentro. L'Europa e la guerra alla droga - di Gigi Donelli e Leà Marechal

    Dopo trent'anni di attività durante i quali ha svolto un ruolo essenzialmente informativo, l'Osservatorio europeo delle Droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona cambia pelle e amplia i suoi compiti. Il direttore generale dell'Agenzia Alexis Goosdeel ci guida nei contenuti dell'ultimo rapporto e introduce le sfide che vanno affrontate, tanto sul fronte della criminalità che su quello della sanità pubblica. Sentiamo Ruth Dreyfuss, già prima presidente donna della Confederazione Elvetica, una donna che ha dedicato questi anni al coordinamento delle rete di contrasto al fenomeno in Europa. Anna Sergi, criminologa, specialista della materia e professoressa all'Università dell'Essex, ci spiega perché i porti sono al centro della sfida e come anche una normativa diversa, come quella ambientale, possa avere implicazioni che complicano la battaglia contro i cartelli delle droghe.

    13 min
  • L’alba più buia del ghetto di Roma - Elisabetta Fiorito

    Il 16 ottobre del 1943 i nazisti circondano il Portico d’Ottavia e deportano più di mille ebrei nel campo di sterminio di Auschwitz. Torneranno in 16, 15 uomini e una donna, Settimia Spizzichino. Nella ricorrenza degli 80 anni dalla deportazione, Radio 24 vuole ricordare che cosa accadde quella mattina con testimonianze e voci dei sopravvissuti e i racconti dei familiari delle vittime, tra i quali quella di Emanuele Di Porto, il bambino di 12 anni che si salva saltando su un tram e di Lia Levi, la scrittrice che viene nascosta in un collegio. Molte le voci che ci raccontano il quadro in cui si svolse la razzia: dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, allo storico David Kertzer. Un viaggio nella memoria che culminerà proprio lunedì 16 ottobre con una fiaccolata nell’antico quartiere ebraico alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. Testimonianze riportate ne La Razzia, il nuovo podcast di Radio 24 e del Sole 24 ore.

    13 min
  • ITS Academy? Come vincere la scommessa - di Maria Piera Ceci

    In Svizzera e in Germania i giovani e le giovani che seguono un percorso di formazione professionalizzante dopo il diploma è rispettivamente al 45 e al 40 per cento. In Francia e Spagna sfiorano il 30 per cento. In Italia siamo fermi ad un modestissimo 1,1 per cento. Impietosi i numeri contenuti nel rapporto presentato dalla Fondazione Agnelli "ITS Academy: una scommessa vincente?", che ha comparato il nostro sistema a quello di alcuni Paesi a noi vicini. La ricerca ha anche analizzato i punti critici della riforma degli Istituti Tecnici Superiori, nati una quindicina di anni fa e che ora, in 121 istituti, hanno una platea di circa 25mila studenti. Le Fachhochschule tedesche - giusto per fare un esempio - ne hanno 800mila. Perché gli altri Paesi sono riusciti ad attrarre i giovani verso l'istruzione tecnica superiore che da noi arranca? E le riforme degli ITS, dell’istruzione tecnica nel suo complesso e l’istituzione del liceo del made in Italy ci avvicineranno agli standard degli altri Paesi? Ne parliamo con Matteo Turri, docente di economia all’università degli studi di Milano e autore della ricerca della Fondazione Agnelli, con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, con l’economista Ocse Francesca Borgonovi e Giovanni Brugnoli, vice presidente per il Capitale Umano di Confindustria.

    13 min
  • Lampedusa 10 anni dopo. Nel silenzio delle istituzioni - di Valentina Furlanetto

    Il 3 ottobre 2013, nel più grande naufragio del Mediterraneo, morirono 368 migranti eritrei davanti all’isola di Lampedusa. Pochi giorni dopo altre 268 vittime, tutti siriani in fuga dalla guerra civile. Dieci anni dopo - la scorsa settimana -  si sono tenute a Lampedusa le commemorazioni, assenti i membri del governo italiano e gli esponenti dell'Unione europea. Dieci anni fa si disse "mai più", ma da allora sono 28 mila i morti nel Mediterraneo e non c'è nessuna missione di salvataggio in corso. Valentina Furlanetto ci racconta le giornate di questo tragico decennale. Ne ha parlato con uno dei sopravvissuti, Refaat, che ora vive in Germania e nel naufragio ha perso i suoi due figli. Tra i tanti anche alcuni studenti arrivati da Francoforte per ascoltare le storie dei superstiti, e Vito Fiorino, che fu uno dei primi a soccorrere i naufraghi. Una  riflessione che coinvolge anche Flavio di Giacomo portavoce dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (OIM) e Chiara Cardoletti, rappresentante per l'Italia dell’Alto commissariato per i Rifugiati (Unhcr).

    10 min
  • Specie aliene, partner Ue al test biosicurezza

    La grave minaccia globale rappresentata dalle specie aliene è spesso sottovalutata. L’ultima arrivata in Italia - e tra le più dannose - è la formica di fuoco che rischia di espandersi in tutto il vecchio continente a causa del cambiamento climatico se non adeguatamente arginata. Secondo un rapporto della Piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e i servizi ecosistemici delle Nazioni unite sono oltre 37.000 le specie esotiche introdotte da molte attività umane nelle regioni e nei biomi di tutto il mondo. Un numero che sta ora aumentando a ritmi senza precedenti. Più di 3.500 di queste sono specie esotiche invasive e dannose che minacciano seriamente la natura e la qualità della vita.  Microscopici batteri come la Xylella fastidiosa, che ha decimato gli uliveti pugliesi, ma anche insetti, pesci, crostacei e mammiferi provenienti dall'estero, che una volta insediati sul territorio sono molto difficili da eliminare. L'arma più efficace per contrastare questi devastanti eserciti è la prevenzione e l'Unione europea si è dotata di una rete di biosicurezza che prevede controlli mirati per impedire la diffusione delle specie esotiche invasive. Un regolamento entrato in vigore a gennaio 2015 che prevede una serie di prescrizioni volte a proteggere la biodiversità. Ma proprio l'Italia rischia di essere una falla nel sistema. Lo Stato italiano è stato infatti deferito lo scorso gennaio alla Corte di Giustizia Ue per non aver applicato le norme comunitarie contro le specie alloctone. In questo reportage scopriremo con gli esperti di fauna selvatica e di agricoltura Ue a che punto siamo.

    13 min
  • Dall’Europa all’Umbria. Cicloturismo lungo le Antiche vie - di Alessandra Schepisi

    Dal Trasimeno al fiume Nera, da Assisi lungo le anse del Tevere alla Spoleto- Norcia. Sono alcuni dei percorsi della rete ciclabile umbra cofinanziati dai fondi europei. L’Umbria è una regione che negli ultimi anni ha investito molto sul cicloturismo, consapevole come il settore possa rappresentare un importante volano economico soprattutto per i piccoli borghi e le aree interne in un’ ottica di sostenibilità ambientale, ma anche di recupero dei danni del sisma del 2016. In questo reportage partiamo da Spoleto, dove ai primi di settembre si è svolta la Spoleto Norcia Mtb, uno dei più grandi eventi cicloturistici dell’Italia centrale, sul tracciato della greenway inaugurata nel 2014 ricavata dal vecchio tracciato della ferrovia nota anche con il piccolo Gottardo umbro e che ha dato una grande spinta alla realizzazione  e alla progettazione di altri itinerari. Tra questi la ciclovia del Tevere , progetto finanziato in parte da fondi Fesr  e sul quale dovrebbero confluire anche fondi residuali del Pnrr per il completamento del percorso tra i due poli della cristianità, dalla basilica di San Francesco ad  Assisi a Piazza San Pietro  a Roma, in vista del Giubileo del 2025 e della ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco nel 2026.

    14 min
  • Petrolio made in Italy, dall'Adriatico lo sguardo sul futuro - di Anna Migliorati

    12 miglia dalla costa tra l’Abruzzo e il Molise, in acque territoriali italiane. Dalla costa si scorge solo nelle giornate serene, ma lì, nel cuore del mar Adriatico da quarant'anni vive una piccola comunità. È il campo petrolifero Rospo Mare, tre piattaforme di estrazione più grandi, una decina di pozzi e la Floating Storage and Offloading Alba Marina, ex petroliera che funziona da centro di stoccaggio, collegata da tubi sottomarini, cuore e cervello dell'impianto e "casa" per chi ci lavora, alternandosi per 15 o 28 giorni a bordo, altrettanti a terra. In quarant'anni da qui si è estratto il 13% del petrolio nel sottosuolo. Ora i carichi si alleggeriscono di anno in anno. Bisognerebbe spostare i tubi, ma mancano le autorizzazioni. Il petrolio di Rospo Mare non fornisce energia, serve per lo più per le infrastrutture, bitume in primis. Ma alleggerisce l'import dall'estero. La concessione è del governo italiano, a lavorare e investire una multinazionale guidata da un imprenditore greco, la Energean. Qui si guarda il male, si lavora e ci si interroga sul futuro. Domande che attendono risposte e decisioni. E noi siamo andati a vedere come nasce in Adriatico il petrolio a Km zero.

    12 min

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