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Daniele si è laureato in scienze infermieristiche a Catania, ha lavorato in diverse cliniche private e ospedali pubblici del Nord Italia, ha frequentato due master e il suo ultimo incarico è stato all'ospedale San Paolo di Savona, dove aveva la responsabilità di coordinare quattro reparti. Ma lo stipendio restava fermo e soprattutto troppo basso. Quindi decide a 39 anni con moglie due figlie di andare a vivere a Locarno. Una scelta che dopo i primi mesi conferma senza alcun dubbio, per un vantaggio economico ma anche per il pieno riconoscimento delle sue competenze. A partire dall'esperienza di Daniele questo reportage prova ad analizzare un fenomeno crescente, quello della fuga volontaria di infermieri dagli ospedali italiani, che in questi mesi vede decine di professionisti sanitari decidere di andare all'estero. Secondo la Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche Fnopi sono circa 3mila gli operatori che ogni anno si spostano in altri Paesi. Una grande fuga che rischia di aggravare una carenza già strutturale di infermieri nelle corsie italiane. Quali sarebbero le priorità per tutelare professionisti essenziali al nostro Servizio sanitario nazionale? La tabella di marcia spiegata dagli esperti.
La presidente della commissione europea, Ursula Von der Layen è andata a Lampedusa pochi giorni fa, quando la presenza degli immigrati ha toccato nella piccola isola, porta dell'Europa, la cifra record di 7000 persone. "È un tema europeo e lo risolveremo in Europa" ha detto. In teoria un passo avanti nell'assunzione di responsabilità comune da parte di Bruxelles, ma sull'isola non c'è l'ombra della presenza dell'Europa, non ci sono agenti di Frontex e i dieci punti elencati dalla leader europea sembrano o velleitari o impossibili da realizzare. Con Pietro Bartolo, europarlamentare e Uri Dadush, professore del think tank Bruegel cerchiamo di capire quali soluzioni l'Europa potrebbe mettere in campo.
Nadia, ha un figlio con multidisabilità. Il ragazzo, Lorenzo, ha 14 anni e nel passaggio dalle medie alle superiori ha vissuto un vero calvario. Siamo a Milano, ma questa storia è replicabile ovunque. In estrema sintesi la scuola superiore, scelta con accuratezza dai genitori di Lorenzo ha rifiutato l'iscrizione per carenza di personale adeguato. Motivazioni assolutamente non conformi alla legge. Dopo una schermaglia tra avvocati e scuola Lorenzo è stato preso. Ma l'amaro che resta è tanto racconta Nadia. Per molte famiglie l’inizio della scuola ha lo stesso sapore tra carenze di personale e mancanza di competenze adeguate. Un terzo dei docenti di sostegno, circa 65mila, sono insegnanti senza specializzazione: non hanno cioè una formazione specifica sulla didattica inclusiva o sulla disabilità, con ricadute spesso drammatiche. “Le famiglie chiedono il nostro aiuto legale per vedere riconosciuto un loro diritto” racconta Laura Abet che per la Ledha (lega per le persone con disabilità) si occupa del centro antidiscriminazione. Ci racconta che il 30% delle segnalazioni su diritti mancati arriva dal mondo della scuola ed è un dato per difetto, perché molte famiglie straniere con figli con disabilità non denunciano e vivono sulla loro pelle una doppia emarginazione.
Con la ripresa dell'anno accademico tornano le tende davanti al Politecnico, in piazza Leonardo da Vinci. Gli studenti, riuniti per l'assemblea nazionale, protestano contro il caro affitti a Milano, che con oltre 600 euro a stanza al mese è la città più cara d'Italia. Problema comune agli universitari di facoltà diverse: su 220mila studenti a Milano, i fuori sede sono 70mila. "Finora abbiamo sentito tante parole e pochi fatti, il governo non ci ha mai dato una risposta", spiega Ilaria Lamera, la studentessa bergamasca che a maggio ha dato il via alla mobilitazione nazionale. Secondo l'assessore alla casa del comune di Milano, Pier Francesco Maran, "i ragazzi, con cui abbiamo un dialogo serrato, fanno bene a chiedere alle istituzioni una risposta comune". E Palazzo Marino convoca un incontro tra studenti, rettori e sindaco. Tra i progetti il canone concordato e il progetto dello studentato diffuso.
C'è un murales che ritrae due bambine vestite di rosa che si stringono tra loro a dare il benvenuto al Parco Verde di Caivano, dove due cuginette sarebbero state violentate da alcuni ragazzi. Le storie di Caivano, però, sono tante. E molte non nuove. Caivano era già un “caso” 11 anni fa, per un altra storia, quella dei rifiuti. A lanciare l’allarme l’allora sconosciuto parroco don Maurizio Patriciello. Lo stesso di oggi. Che siano rifiuti, droga, violenza, blitz delle forze dell'ordine sono tante le storie che attendono di essere raccontate.
Il presidente della Finlandia Sauli Niinisto ha avvertito della possibilità che la guerra in Ucraina si estenda ad altri paesi della regione e ha chiesto alla comunità internazionale di "prendere sul serio" il rischio dell'uso di armi nucleari. "È facile dire che i timori sono infondati, ma i politici devono essere preparati al rischio di un'escalation", ha detto Niinisto durante un incontro con i membri dell'Associazione dei giornalisti. È l'ennesimo appello al dialogo e alla riflessione che arriva ad una manciata di ore dopo quello lanciato dal presidente della Romania sull'attacco dei droni russi lungo i suoi confini. La lunga frontiera esterna dell'Unione Europea, una linea che corrisponde ormai integralmente ad una frontiera Nato-Russia non è mai stata così militarizzata. Dall'Artico al Mar Nero, si moltiplicano i punti di frattura e i rischi di escalation.
Leonessa, Rieti; comune con poco più di 2mila residenti. Tipica realtà di montagna dove anche fare sport non è poi così scontato viste anche le difficili condizioni invernali. Grazie ai fondi europei (poco meno di un milione di euro), il "datato" palazzetto sportivo tornerà a nuova vita. Strutture rinnovate e polifunzionali; pannelli fotovoltaici e autonomia energetica, materiali di riciclo ed eco-compatibili. Fondi di coesione e complementari al Pnrr aiuteranno i centri di aggregazione realizzando il diritto alla socialità.
Tra i progetti finanziati dai fondi per la coesione UE (Por Fesr 2014-2020) ne figura uno mirato a rilanciare il turismo sui fiumi e i canali del Veneto.
Il progetto "Antiche Vie di Navigazione" ha permesso la realizzazione di una motonave da 80 posti, la Sant'Agostino, che trasporta i turisti alla scoperta di luoghi ricchi di storia, natura e cultura, all'interno della provincia padovana.
A sua volta questo progetto si interseca con altro, finanziato dal Poc Veneto (sempre afferente ai fondi UE), chiamato "Slow Flow Veneto Waterways Experience", che mette in rete più operatori del settore turistico locale, al fine di creare un network che offra ai visitatori -italiani e stranieri- un ampio ventaglio di esperienze, dalla navigazione al cicloturismo, dal kayak alla sistemazione alberghiera, ecc..
Sergio Nava ci racconta da Padova queste realtà, insieme agli operatori che hanno scommesso sulla promozione del turismo locale.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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