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Quando poche settimane fa è stata uccisa a Milano Marta Di Nardo è emerso che la persona accusata dell'omicidio, Domenico Livrieri, era "affetto da schizofrenia" e avrebbe dovuto stare in una Rems. Invece è stato mandato in carcere. Il problema è che, come spiega il garante dei detenuti Mauro Palma, nelle 32 Rems in Italia si trovano ospitate 654 persone, tuttavia ben 796 sono in lista di attesa. Di questi una piccola parte si trova impropriamente in carcere, gli altri affidati ai servizi territoriali. Molti ad esempio si trovano ricoverati nei reparti di psichiatria, a fianco a malati psichiatrici che non hanno compiuto reati, con evidenti problemi per i pazienti e per i sanitari come spiega Emi Bondi, presidente della società italiana di psichiatria. Secondo Giuseppe Nicolò, direttore della Asl5 di Roma, da cui dipendono alcune Rems quella di Di Nardo è stata una tragedia annunciata perché la riforma prevista dalla legge 81 è una riforma realizzata solo in parte. Pietro Pellegrini, psichiatra sub commissario sanitario dell'Azienda Usl di Parma e coordinatore del comitato informale di coordinamento Rems, allarga il tema e dice che è sbagliato ritenere non imputabili i malati mentali.
L'inverno è arrivato presto quest'anno in Ucraina. Inverno nelle temperature se non ancora nel calendario. Una "tempesta del secolo" ha sferzato il paese negli ultimi giorni del mese, provocando un crollo verticale delle temperature, alcune vittime e nuovi danni dopo un autunno rimasto fino a quel punto mite. Per molti si tratta del minaccioso segnale di una nuova stagione di attacchi aerei russi alle infrastrutture elettriche. Una minaccia che torna a colpire dal cielo al termine di un anno segnato da nuove paure e da nuovi interrogativi sul futuro del paese sotto attacco e parzialmente invaso da ormai 650 giorni.
La vittoria oltre ogni aspettativa del leader xenofobo-euroscettico di estrema destra Geert Wilders in Olanda ha provocato un terremoto politico nei Paesi Bassi, aprendo numerosi interrogativi sul futuro Governo. L’unica certezza è che ci vorranno mesi di negoziati per formarlo. Sarà un esecutivo di destra/estrema destra a guida Wilders? O le altre forze politiche costruiranno un cordone sanitario alternativo, con un esecutivo diverso, per impedire a Wilders di diventare premier? In questo Reportage da L’Aja, Sergio Nava ci racconta i giorni che hanno stravolto la politica olandese, con interviste a politici, analisti ed elettori.
Le leggi vengono continuamente rafforzate, ma in Italia i femminicidi non si fermano e le violenze aumentano, alle vittime spesso non si crede e nelle sentenze leggiamo ancora stereotipi e pregiudizi, che rendono la donna vittima due volte. "Servirebbe un'ondata d'urto per cambiare la cultura", spiega Fabio Roia (nella foto), presidente del Tribunale di Milano, mentre i riflettori si accendono quest'anno sul balzo delle violenze tra i più i giovani: un "bollettino di guerra", sottolinea Claudia Caramanna, procuratrice del tribunale dei minorenni di Palermo. E l'omicidio di Giulia Cecchettin scuote le coscienze, mostrando come prima del femminicidio la violenza non venga riconosciuta. Più che mai oggi 25 novembre - Giornata internazionale per il contrasto alla violenza contro le donne - dobbiamo ricordarci che la lotta contro la violenza di genere riguarda tutti.
In Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni, statistica che anno dopo anno, inesorabile, si ripete. E ogni volta ci si interroga: Cosa manca? Cosa si può fare? Il femminicidio è la punta dell'iceberg di un sistema che spesso non funziona, di un corto circuito tra visioni diverse della stessa realtà. Attraverso la storia di Lidija Miljkovic - uccisa un anno e 5 mesi fa a Vicenza dal suo ex marito, denunciato e condannato per violenza - cerchiamo di capire cosa avviene prima e dopo l'assassinio di una donna da parte del suo compagno, padre dei suoi figli. Perché la violenza contro le donne riguarda tutti, in un paese in cui ogni anno più di 100 donne muoiono per mano del proprio partner e più di 6.000 sono vittime di violenza sessuale.
Le elezioni anticipate nei Paesi Bassi che si tengono mercoledì 22 novembre, ad appena sette mesi dalle prossime elezioni europee, rappresentano un banco di prova decisamente interessante in uno dei Paesi fondatori dell'UE. Ventisei partiti concorrono sulla scheda elettorale, in uno degli Stati tradizionalmente più frammentati - politicamente - del Vecchio Continente: prevarranno i liberali di centrodestra del VVD, dell'ex-premier Rutte, o il Nuovo Contratto Sociale, partito di centrodestra con venature euroscettiche, presentato appena tre mesi fa? E il centrosinistra, capitanato dall'ex-vicepresidente della Commissione UE Timmermans, il principale fautore del Green Deal europeo? Riuscirà ad andare oltre il terzo posto che gli assegnano le rilevazioni? Sullo sfondo, restano le forze antieuropee degli agricoltori (BBB), del Partito per la Libertà di Wilders e del Forum per la Democrazia di Baudet. Riserveranno sorprese? O prevarrà una visione europeista "pragmatica", forgiata negli anni da Rutte? Quanto peserà il "fattore Europa" in queste elezioni, dopo l'exploit del BBB alle elezioni amministrative della primavera di quest'anno, sull'onda di una protesta anti-UE legata ai temi agricoli? In questo Euroreportage, Sergio Nava anticipa i principali temi sul tavolo di queste elezioni, con interviste ad analisti ed europarlamentari olandesi.
Fine agosto, la premier Giorgia Meloni arriva a Caivano, ancora una volta teatro di stupri e violenze, e promette un cambio di passo di fronte al grave degrado sociale. Oggi, dopo gli arresti e il decreto, Caivano osserva il cambiamento con una presenza che sembra scalfire la crosta di pessimismo e scetticismo della gente, adulti e adolescenti. Sarà un lavoro lungo e complesso, un processo sociale che abbiamo deciso di seguire. Laura Viggiano ha sentito gli amministratori locali e nazionali, la gente del posto, i commissari al progetto Delphinia Filippo Dispenza e Fabio Ciciliano, il comandante del nucleo operativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna, Andrea Coratza e altri protagonisti e di questa sfida importante non solamente per il territorio napoletano.
Otto vittime e mezzo miliardo di danni. Dal 2 al 4 novembre la Toscana è stata messa in ginocchio da alluvioni, smottamenti e raffiche di vento. Ora la prossima sfida sarà quella di ripartire presto ricostruendo dove serve. Fondamentale per il territorio la ripartenza delle medio-piccole imprese che segnano il tessuto sociale della Toscana. Ilaria Masini ha sentito oltre alle vittime dirette e indirette di questa calamità anche chi dopo l’emergenza deve rapidamente operare per la ricostruzione. Da Fabrizio Curcio Capo del Dipartimento della Protezione Civile, a Eugenio Giani Presidente della Regione Toscana al sindaco di Quarrata Gabriele Romiti.
La tecnologia sta cambiando la realtà dell'audiovisivo. Cambiano le tecniche, i mezzi, le prospettive e lo fanno con grande rapidità. E per affrontare i mutamenti - anche dell'industria - si studiano nuove alleanze internazionali. Ne parliamo con la direttrice del MIA-Mercato Internazionale Audiovisivo di Roma, Gaia Tridente, con Francesco Grisi (CEO di Effetti digitali italiani), Victor Perez (Masked frame pictures), Hans Jørgen Osnes (NRK) e Chiara Sbarigia (Apa).
I lupi non lo sanno ma il loro futuro in Europa è sotto la lente di Bruxelles, che con una nuova proposta di regolamento in arrivo potrebbe rivedere il loro status di specie super protetta, sancito negli anni '90 dalla direttiva Habitat, introducendo deroghe più flessibili e aprendo alla possibilità di piani di gestione degli Stati membri che prevedano un certo numero di abbattimenti. In numerosi Paesi, Italia compresa, si assiste infatti a un aumento costante degli attacchi dei lupi al bestiame e in certi contesti tra allevatori e predatori è ormai una resa dei conti. Il lupo a guardare i numeri non è più a rischio di estinzione, dal momento che su tutto il continente si stimano oltre 21 mila esemplari. Come andrà gestita questa convivenza sempre più difficile? Lo abbiamo chiesto all’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, membro della Commissione agricoltura. In Italia la prima linea è l’Alto Adige, dove difendere le malghe è una sfida complessa se non impossibile, come racconta Daniel Gasser, allevatore e vicepresidente di Confagricoltura Bolzano. Una legge sul lupo della provincia autonoma di Bolzano cerca di trovare un nuovo punto di equilibrio, ne abbiamo parlato con Günther Unterthiner, direttore della ripartizione foreste della provincia autonoma di Bolzano.
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