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Un romanzo duro e doloroso che a tratti può risultare anche disturbante. "Cose che non si raccontano" di Antonella Lattanzi (Einaudi) è la storia vera dell'autrice che alla soglia dei quarant'anni vuole diventare madre, lei che da giovane aveva abortito per due volte. Racconta con schiettezza il doloroso percorso della PMA (procreazione medicalmente assistita) che affronta, come succede a tante donne, quasi in solitudine perché si ha paura che dimostrando stanchezza il proprio compagno ceda. Per un caso veramente raro e sfortunato da un solo embrione impiantato si sviluppa una gravidanza trigemellare, estramemente rischiosa anche per la madre. Un romanzo che affronta con grande sincerità contraddizioni, desideri ed emozioni.
"L'isola dei battiti del cuore" (Piemme) è il nuovo romanzo di Laura Imai Messina, scrittrice italiana che vive da tanti anni a Tokyo. Un romanzo delicato e poetico sull'amicizia, il prendersi cura, la ricerca della felicità, ma anche sul confine fra vita e morte, tema già presente in "Quel che affidiamo al vento" in cui aveva narrato della cabina telefonica che esiste realmente in Giappone dove le persone possono parlare virtualmente con i propri morti. In questo romanzo si racconta dell'archivio dei battiti del cuore, un'installazione che esiste realmente in una piccola isola giapponese. Il protagonista è Shuichi, un quarantenne, che dopo la morte della madre torna nella sua casa d'origine per svuotarla. Si accorge che un bambino entra di nascosto in questa casa. Chi è? E che rapporto aveva con sua madre? I due inizieranno così ad avere un rapporto di amicizia molto profondo.
In principio furono "Gli autunnali", poi sono arrivati "Gli estivi" e "Gli invernali", ora a completare la quadrilogia di Luca Ricci dedicata alle stagioni è in libreria "I primaverili" (La nave di Teseo). Anche in questo caso si tratta di un romanzo che indaga le relazioni d'amore e i desideri e che riflette su quanto il benessere possa dipendere da un altro essere umano. L'io narrante è uno scrittore in crisi perché non riesce a mettere nero su bianco il secondo romanzo. Resta affascinato da una donna che incontra in libreria: i due si avvicinano, iniziano una relazione, ma una relazione un po' strana perché lei, Simonetta, non intende includere il sesso in questo rapporto.
"Il primo sole dell'estate" di Daniela Raimondi (Nord) è una saga familiare legata al romanzo precedente dell'autrice "La casa sull'argine". In questo caso si va dal '47 ai giorni nostri, quindi in realtà per alcuni decenni i due romanzi scorrono parallelamente, ma in questo secondo volume vengono messi a fuoco personaggi che nell'altro erano in secondo piano. "Il primo sole dell'estate" si concentra sulle vicende di Elsa e Guido che nel '47 hanno una bimba, Norma. E' lei la vera protagonista del romanzo: il al rapporto difficile con una madre anaffettiva, il legame fortissimo con la cugina Donata che scompare tragicamente, la fuga a Londra e il matrimonio, ma soprattutto il legame con Stellata, piccolo paesino emiliano al quale molti personaggi della saga sono affezionati.
Leggerezza e ironia protagoniste dei romanzi di questa puntata del Cacciatore di libri Estate. Interviste a Diego De Silva, con il suo personaggio seriale Vincenzo Malinconico, "avvocato non di grido, ma di gemito", Lorenza Gentile con "Le cose che ci salvano" (Feltrinelli), Andrea De Carlo con "Io, Jack e Dio" (La nave di Teseo) e Andrew Sean Greer, scrittore americano Premio Pulitzer, con "Less a zonzo" (La nave di Teseo). Ospite del caffè letterario con i consigli di lettura: Valentina Ghetti, content creator e BookToker.
"Madre d'ossa" (Longanesi) è il nuovo romanzo di Ilaria Tuti con protagonista Teresa Battaglia, la commissaria comparsa per la prima volta nel 2018 in "Fiori sopra l'inferno", da cui è stata tratta una serie tv Rai. Teresa Battaglia ha lasciato il suo incarico in Polizia perché l'Alzheimer ha preso il sopravvento: il suo carattere duro e spigoloso, i suoi modi bruschi e la sua determinazione stanno cedendo il passo a una certa fragilità. Eppure Teresa ha ancora ottime capacità investigative e soprattutto ha quella grande empatia che le permette di comprendere la mente degli altri, criminali compresi. Stavolta, però, il compito per Teresa Battaglia è veramente complicato: viene trovata dal suo fedele ispettore Marini sporca di sangue accanto al cadavere di un giovane. Cosa è successo? Teresa è una testimone o una colpevole? Lei non ricorda nulla e non le resta che avviare l'indagine più complessa: quella su sè stessa.
Un romanzo duro, quasi apocalittico, che parla di cambiamenti del clima e di migranti climatici. È "L'ultima foresta" di Mauro Garofalo (Aboca). La protagonista è una famiglia (padre, madre, due figli maschi e una bambina di 3 anni) che in seguito a un cataclisma deve abbandonare casa e terra e inizia a vagare tra campi di accoglienza lungo la cosiddetta rotta balcanica. Qui si troverà di fronte alla violenza dei miliziani che cercano di respingere tutti i migranti alle frontiere, ma si troverà anche ad affrontare la violenza della natura. Accanto ai protagonisti umani, c'è infatti la natura, intesa come foresta, ma anche la natura intesa come animali: ci sono i lupi affamati e c'è un'orsa arrabbiata con gli esseri umani che le hanno sottratto i cuccioli.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, "Annalena" di Annalena Benini (Einaudi) non è l'autobiografia dell'autrice. L'Annalena di cui si parla nel libro era Annalena Tonelli, cugina di terzo grado della scrittrice, una donna che ha passato la vita in Africa al servizio dei poveri e dei malati e che fu uccisa con un colpo di fucile alla testa in Somalia nel 2003 quando aveva 60 anni. Nel libro si legge "l'hanno ammazzata per tutto quello che ha fatto perché quella grandezza era insopportabile. Ha costruito scuole, ospedali, ha seppellito morti, ha cresciuto e curato i bambini, si è occupata di chi nasce senza nemmeno una possibilità e aspetta solo di morire. Non ha mai voluto catechizzare o insegnare il cristianesimo ai musulmani". Annalena Benini racconta così la storia dell'altra Annalena intrecciandola a riflessioni personali, mettendo anche in evidenza il senso di inadeguatezza che si può provare di fronte a una donna così straordinaria, che ha dedicato totalmente la vita agli altri.
Un romanzo articolato che contiene forse due romanzi in uno. È "La ricreazione è finita" di Dario Ferrari (Sellerio). Da una parte c'è Marcello, trentenne rimasto eterno adolescente, sempre "sospeso", sia nella vita sentimentale (trascina da anni una relazione senza entusiasmi) sia sul fronte professionale (si laurea in Lettere dopo dieci anni e ottiene un dottorato quasi per caso). Marcello non è particolarmente brillante e neanche determinato a fare la carriera accademica. Il suo professore gli affida una tesi su uno scrittore quasi sconosciuto, Tito Sella, famoso in realtà per essere stato un terrorista negli anni '70. E qui inizia il romanzo nel romanzo perchè Marcello ricostruisce la biografia di Sella. Un romanzo sui meccanismi di potere del mondo accademico, raccontati con pungente ironia, ma anche un romanzo sugli anni di piombo, su un gruppo di giovani terroristi piuttosto maldestri.
La vita di chi resta è quella di chi ha voluto bene a qualcuno che si è suididato. Li chiamano i "sopravvissuti". Al dolore per la perdita, in questi casi si aggiunge la rabbia (Perchè l'ha fatto? Non ero abbastanza importante?) e poi anche il senso di colpa per non aver interpretato i segnali. "La vita di chi resta" (Mondadori) è il titolo del romanzo in cui Matteo B. Bianchi ha scelto di raccontare quanto è successo veramente nella sua vita: il suo ex compagno (si erano lasciati da pochi mesi) si uccise più di vent'anni fa nella casa dove avevano vissuto insieme per sette anni. Un romanzo che ricostruisce la storia d'amore e racconta il dolore di chi resta e deve ricominciare a vivere.
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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei…

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