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Dopo "Il treno dei bambini" e "Oliva Denaro", in "Grande Meraviglia" (Einaudi) Viola Ardone racconta che cosa accadde dopo la chiusura dei manicomi grazie alla legge Basaglia del 1978. Lo fa attraverso la storia di Elba, una ragazzina nata in manicomio perché la madre era stata rinchiusa mentre era incinta, e lo fa anche attraverso lo sguardo e i ricordi dello psichiatra Fausto Meraviglia che intorno ai 75 anni ricorda quell'esperienza rivoluzionaria vissuta negli anni '80 quando da giovane medico aveva cercato di applicare la legge Basaglia contro le resistente degli altri psichiatri. Ma Meraviglia è uomo pieno di contraddizioni: se era stato uno psichiatra straordinario, per contro, era stato un padre pieno di mancanze e il momento dei bilanci è inevitabile.
L'amore e l'amicizia sono al centro del nuovo romanzo di Federica Bosco "Volevamo prendere il cielo" (Garzanti). L'amicizia è quella fra Linda (la protagonista) e Corinna: siamo a Verona a metà degli anni '90, le due ragazze frequentano il liceo classico e vengono da classi sociali molto diverse, perché Corinna appartiene a una famiglia decisamente ricca mentre Linda vive una famiglia che ha qualche difficoltà economica. L'amore, invece, è quello che legherà Linda e Leo, uno dei fratelli di Corinna e anche in questo caso la differenza di ceto avrà il suo peso. Il romanzo racconta la vita di Linda da quando ha 17 anni fino ai suoi 45, una vita in cui l'amicizia con Corinna e l'amore con Leo avranno sempre un peso determinante.
Quando si parla di letteratura umoristica uno dei primi nomi che viene in mente è quello dello scrittore americano David Sedaris, autore di romanzi, racconti, spettacoli teatrali. Al centro delle opere di Sedaris c'è spesso la vita vissuta, la sua, e quindi il rapporto con il compagno e con la famiglia, cosa che accade anche in "Cuor contento il ciel l'aiuta" (Mondadori - traduz. Gianni Pannofino). È una raccolta di racconti pubblicati su riviste americane che finiscono per costituire un romanzo autobiografico con lo stile ironico e a volte sarcastico di Sedaris. Un romanzo in cui si alternano vicende divertenti a episodi tragici.
Nella seconda parte parliamo di "Tornare dal bosco" di Maddalena Vaglio Tanet (Marsilio), un romanzo che prende spunto da una vicenda vera. Siamo a Biella nel 1970. La protagonista è una maestra, Silvia, 42 anni, che rimane sconvolta dalla morte di una sua alunna, Giovanna 11 anni, con la quale aveva un rapporto speciale. Si intuisce da subito che possa essere stato un gesto volontario. Silvia si sente in colpa perché aveva segnalato ai genitori di Giovanna che la ragazza aveva saltato la scuola e così decide di entrare nel bosco e far perdere le sue tracce. Tutti la cercano e sarà un bambino a trovarla, Martino, che decide però di mantenere il segreto perché capisce che la maestra ha bisogno di un periodo di solitudine.
Puntata speciale dedicata al Premio Campiello, assegnato il 16 settembre scorso a Venezia. Un'edizione, la numero 61, caratterizzata da libri che virano più verso la forma del saggio che sul romanzo, con le donne che hanno fatto la Resistenza diventate protagoniste.
Ha vinto "La resistenza delle donne", di Benedetta Tobagi (Einaudi): un libro che racconta come e perché le donne aderirono alla Resistenza. Spesso ignorate dai libri di storia, anche se il loro ruolo nella Resistenza fu determinante. Ha ricevuto 90 preferenze dalla giuria popolare di 300 persone.
Con 10 voti di distacco, l'altro libro che parla di donne e Resistenza: "La Sibilla" di Silvia Ballestra (Laterza), la vita di Joyce Lussu, scrittrice e intellettuale, ma anche partigiana e medaglia d'argento per la lotta di liberazione.
Al terzo posto "Centomilioni" romanzo d'esordio di Marta Cai (Einaudi): la storia di una donna di 47 anni che vive all'ombra di una madre oppressiva e sembra non avere desideri, finchè si innamora di un suo ex studente.
Al quarto posto "Diario di un'estate marziana" di Tommaso Pincio (Giulio Perrone Editore). Camminando per Roma, Pincio intreccia la propria vita a quella dello scrittore Ennio Flaiano, dall'amore per il cinema al rapporto altalenante con la città.
Al quinto posto "In cerca di Pan" di Filippo Tuena (Nottetempo): un libro in cui lo scrittore, alternando la prosa ai versi, gioca con "Le Metamorfosi" di Ovidio. Immagina una nave da crociera che attaraversa i mari della Grecia con a bordo strani personaggi fra cui un poeta che sembra essere condannato all'esilio.
Un romanzo intimo e nello stesso tempo universale, un romanzo sul padre, su un padre bizzarro, enigmatico, difficile da comprendere e che ha lasciato il segno. In "La casa del mago" (Ponte alle Grazie) Emanuele Trevi, Premio Strega nel 2021 con "Due vite", racconta il suo rapporto col padre, Mario Trevi, famoso psicoanalista junghiano. Un romanzo di riflessioni profonde (come quelle sui testi di Jung), ma anche un romanzo di una certa leggerezza perché lo sguardo di Trevi scrittore è uno sguardo sereno, talvolta anche divertito. Un romanzo che intreccia la vita del figlio a quella del padre e che mette al centro il destino di una casa, quella in cui Mario Trevi svolgeva le sedute di psicoanalisi.
Nella seconda parte parliamo di un romanzo che fotografa, anche con ferocia, quanto accaduto alla generazione di giovani che negli anni '80 in India ha studiato in istituti prestigiosi per poi sfondare nel mondo della finanza in Occidente. "Figli della nuova India" di Pankaj Mishra (Guanda - traduz. Maria Federica Oddera) racconta la storia di tre giovani, Arun (voce narrante), Aseem e Vireda che si conoscono nell'Indian Institute of Technology: vengono da famiglie povere con le quali vogliono marcare una distanza e hanno l'ambizione di diventare ricchi. Prenderanno strade diverse e mentre Aseem e Vireda raggiungeranno effettivamente gli obiettivi, con conseguenze però anche impreviste, Arun vivrà con senso di colpa questo processo di affrancamento dalle origini e deciderà di ritirarsi in campagna con la madre. Attraverso la narrazione di Arun il lettore comprende la complessità di un percorso che non è sempre lineare e le contraddizioni che molti di questi giovani che oggi ricoprono anche ruoli importanti hanno dovuto vivere.
Un romanzo in cui si intreccia amore per la letteratura, passione per l'arte della traduzione e dolore per la fine di una relazione. "L'ombra del vulcano" di Marco Rossari (Einaudi) racconta le vicende di un uomo a pezzi dopo la fine di una storia d'amore. Il protagonista è un traduttore che sta lavorando alla traduzione di "Sotto il vulcano" dello scrittore inglese Malcolm Lowry, considerato "uno dei capolavori illegibili del Novecento" che narra l'ultimo giorno di vita di un ex console britannico in Messico dedito all'alcol. Inizia così un gioco di specchi fra la vita del protagonista del romanzo di Marco Rossari e quella del console del romanzo di Lowry. In una Milano deserta in agosto, le riflessioni del protagonista sulla vita e sulla letteratura.
Nella seconda parte parliamo di "Il passaporto verde" di Zineb Mekouar (Nord - traduz. Giuseppe Maugeri), opera prima della scrittrice franco marocchina che dal 2009 vive a Parigi e che è stata fra i finalisti del prestigioso premio letterario Goncourt per l'opera prima nel 2022. Nel romanzo si raccontano le differenze culturali fra il Marocco e la Francia, soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne. Protagoniste sono due giovani donne: Kenza, che appartiene a una famiglia aristocratica e benestante e frequenta la scuola francese, e Fatiha che è la figlia della domestica. Da piccole si considerano sorelle, ma crescendo le differenze di classe vengono a galla e le due prendono strade diverse con Kenza che va a Parigi. Quando Kenza torna a Casablanca deve fare i conti con questa appartenenza alle due culture, ma anche con il suo passato.
La leggerezza è il marchio di fabbrica che contraddistingue i romanzi di Alessia Gazzola, da quelli con Alice Allevi a quelli più recenti con Costanza Macallè. Ora è in libreria "Una piccola formalità" (Longanesi) con una nuova protagonista: Rachele, 32 anni, vive a Milano dove fa la giornalista per una testata molto glamour, un ottimo rapporto con i genitori, un fidanzato dall'epoca del liceo. Le cose, però, cambiano nel momento in cui muore uno zio (fratello del padre) che lei non ha mai frequentato e lei deve decidere se accettare l'eredità dopo che suo padre, trincerandosi nel silenzio, ha deciso di rifiutarla. Da qui scatta la curiosità di Rachele per cercare di capire perché suo padre non aveva più rapporti con questo fratello e anche in che cosa consiste l'eredità. Si farà aiutare da Manfredi, un affascinante notaio che era stato suo compagno di scuola.
Nella seconda parte parliamo di un romanzo che fotografa la generazione dei Millennial, donne e uomini fra i 30 e i 40 anni: "Doveva essere il nostro momento" di Eleonora C. Caruso (Mondadori). Il protagonista è Leo, 34 anni che da Milano va in Sicilia per recuperare un amico entrato in una specie di setta che mitizza gli anni 90: in questa comunità sono stati vietati i cellulari e i contatti con l'esterno tramite radio e tv, sono permessi solo alcuni programmi registrati degli anni 90. Per il capo della setta, Zen, tutto quanto è accaduto dopo il 2001 è definito "mondo in rovina". E così ci sono i cosiddetti "non nati", ossia i ventenni molti dei quali in burnout da social, i "ritornati" ossia quelli fra i 30 e 40 anni, e infine gli "andati" ossia quelli oltre i 40 anni. Leo finisce per restare nella comunità per alcuni mesi. Il romanzo si apre con Leo che lascia la setta in compagnia di una ventenne che ha conosciuto là con la quale fa un lungo viaggio attraverso l'Italia, l'occasione per un confronto anche generazionale.
Ultima puntata del ciclo del Cacciatore di libri Estate, la seconda che dedichiamo a gialli, thriller e noir, la cosiddetta narrativa di genere. Interviste a Maurizio de Giovanni, autore molto amato dai lettori con i suoi diversi protagonisti seriali, Ilaria Tuti con il nuovo romanzo con Teresa Battaglia, Paola Barbato e lo spagnolo Javier Castillo con due thriller psicologici. Ospite del Caffè letterario: Viviana Peloso, responsabile della libreria Vecchie Segherie a Bisceglie, in Puglia.
"Tasmania" di Paolo Giordano (Einaudi) è un romanzo che narra di crisi: crisi personale, crisi di coppia, crisi climatica. Narra anche di traumi collettivi passati, come le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, e di traumi collettivi più recenti, come gli attentati terroristici in Europa nel 2015 a Parigi, Berlino, Londra. Tutti elementi che creano nel protagonista, che è anche voce narrante, un certo disorientamento. Il narratore viene chiamato semplicemente P.G., è un uomo fra i 35 e i 40 anni, laureato in fisica, fa lo scrittore e scrive sui giornali. Insomma il ritratto dello stesso Paolo Giordano che per la prima volta "gioca" con l'autofiction.
"Che cosa fa la gente tutto il giorno?" (Adelphi - trauz. Giuseppina Oneto) è il nuovo libro di Peter Cameron, scrittore americano famoso per il long seller "Un giorno questo dolore ti sarà utile" pubblicato nel 2007 e ora riportato in auge in Italia grazie alle segnalazioni su TikTok. Anche nel caso di Cameron si tratta di una raccolta di racconti usciti soprattutto su riviste fra il 1984 e il 2014. Con una scrittura limpida e raffinata, Peter Cameron racconta le storie di diversi personaggi in cerca di sè stessi: c'è chi fa fatica a comprendere i propri reali desideri, c'è chi invece li tiene nascosti (come l'uomo con il cane segreto), c'è chi è incompreso perché nessuno è disposto realmente ad ascoltarlo. E poi, come succede spesso nelle opere di Peter Cameron, ci sono relazioni sentimentali nelle quali si aprono crepe, anche se il lettore non assiste mai all'esplosione della crisi, pur percependone l'intensità, perché i personaggi di Cameron hanno spesso un certo contegno.
In "Nanda e io" (La nave di Teseo) Enrico Rotelli racconta i cinque anni in cui è stato assistente di Fernanda Pivano, giornalista, scrittrice, traduttrice, colei che ha portato la letteratura americana in Italia, amica dei grandi autori della cosiddetta Beat Generation. Rotelli aveva 25 anni e l'incontro con Fernanda Pivano, detta Nanda, è stato determinante nella sua vita. In questo libro si ricostruisce la vita di Nanda Pivano attraverso episodi significativi e aneddoti, ma la cosa interessante è che Rotelli intreccia alla vita di Nanda le sue riflessioni personali e così il lettore coglie anche l'emozione che un giovane può provare nel momento in cui si trova a collaborare con una grande personalità.
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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei…

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