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A volte Antonio Manzini si prende una pausa dal suo personaggio seriale, Rocco Schiavone, e scrive altro. Come nel caso di "Tutti i particolari in cronaca" (Il Giallo Mondadori). Da una parte c'è un uomo, Carlo Cappai, che lavora da circa trent'anni nell'archivio del Tribunale penale: è un uomo chiuso, solitario, che sembra non avere affetti ma che in realtà cova molta rabbia. Vive in simbiosi con i faldoni dell'archivio tanto che per lui quei faldoni "parlano". Carlo Cappai è un uomo ossessionato dai casi in cui l'imputato è stato "assolto per non aver commesso il fatto", ma per lui c'è il forte dubbio di una magistratura influenzata dal potere. Dall'altro lato, proprio come seconda narrazione alternata alla precedente, ci sono le vicende di un giornalista, Walter Andretti, alle prime armi con la cronaca nera (si era sempre occupato di sport) che deve scrivere di alcuni omicidi.
In questa intervista Antonio Manzini ci parla del romanzo, ma anche del suo senso di giustizia e, inevitabilmente, di Rocco Schiavone. "Mi piacerebbe scrivere un romanzo con Schiavone in cui però non c'è il morto" - racconta Manzini che poi aggiunge: "Non so quanto andrò avanti con Rocco Schiavone".
Un thriller inquietante in cui ci sono il male, i serial killer e la malattia mentale. Parliamo di "Il maestro dei sogni" (Longanesi) di Marco De Franchi, già molto apprezzato con il suo esordio "La condanna dei viventi", un thriller in cui avevano un ruolo determinante i dipinti di Caravaggio. Nel nuovo romanzo tornano alcuni dei personaggi che erano già presenti nel precedente. Innanzitutto torna Valentina Medici, commissario dello SCO (Servizio Centrale Operativo) che era uscita distrutta nel corpo e nella mente dall'indagine precedente, tant'è che vuole abbandonare lo SCO, ma viene ingaggiata dall'Europol. Torna l'esperto di informatica Loris Manna e torna anche Fabio Costa, anche lui uscito con le ossa rotte dalla precedente indagine tanto che aveva abbandonato la Polizia. Dovranno indagare su una rete di serial killer.
Nella seconda parte parliamo di "Marabbecca" (La nave di Teseo) di Viola Di Grado, Premio Campiello Opera Prima nel 2011 con "Settanta acrilico trenta lana". La protagonista è Clotilde, 35 anni, che subito dopo aver messo fine alla sua relazione con un uomo violento, Igor, si trova in auto con lui e ha un incidente stradale. Igor entra in coma, Clotilde viene invece ricoverata in ospedale. Qui incontra Angelica, la ragazza che aveva provocato involontariamente l'incidente e che a casa ha una gabbia piena di uccelli. Fra le due nasce prima una forte attrazione e poi una relazione che si complica quando Igor si risveglia dal coma. Come negli altri libri di Viola Di Grado, c'è in questo romanzo, che è un po' un'indagine sul male, una certa inquietudine e una punta di grottesco.
"Sono tornato per te" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Lorenzo Marone, autore di libri come "La tentazione di essere felici", "La tristezza ha il sonno leggero", "Magari domani resto". Questa volta siamo fra il 1936 e il '45, quindi negli anni del Fascismo e della guerra. Il protagonista è Cono, un adolescente figlio di contadini che si innamora di una ragazza, Serenella, figlia di un socialista. In quegli anni difficili i genitori di Cono aderiscono al fascismo per quieto vivere, mentre la famiglia di Serenella è più esposta. All'inizio c'è la storia d'amore fra due adolescenti, poi Cono parte per il servizio militare, va in guerra e dopo il '43 viene catturato dai tedeschi e deportato in un campo di prigionia. Qui inizierà a combattere incontri di boxe contro altri prigionieri, ma anche contro i tedeschi, nel tentativo di salvarsi la vita.
Nella seconda parte un romanzo doloroso che racconta la vita straordinaria di una donna, la signora Mook, 98 anni, nata quando la Corea era sotto il dominio dell'impero giapponese. Cresciuta in Corea del Nord, era poi scappata in quella del Sud. Il romanzo è "Le otto vite di una centenaria senza nome" della sudcoreana Mirinae Lee (Nord - traduz. Elisa Banfi). La protagonista si trova in una casa di riposo dove una dipendente chiede a cisacun ospite come vorrebbe essere ricordato dopo la morte. La signora Mook si definisce: schiava, artista della fuga, assassina, terrorista, spia, amante, madre. Nel romanzo si raccontano, dunque, le tante vite di questa donna che ha attraversato anni di storia drammatica. Vicende ispirate alla vita reale di una prozia dell'autrice, una delle donne più anziane a fuggire da sola dalla Corea del Nord.
Il libro della settimana: "Alma" di Federica Manzon (Feltrinelli)
Un romanzo sull'identità e sul senso di estraneità, un romanzo sulle radici che possono essere sia appartenenza ma a volte anche gabbia. Parliamo di "Alma" di Federica Manzon (Feltrinelli). La protagonista, Alma appunto, deve tornare a Trieste, città in cui è nata, dopo la morte del padre. È l'occasione per fare i conti con le proprie radici, con il senso di appartenenza e nello stesso tempo anche con il senso di estraneità che a volte si può provare. Un'occasione per ricordare il passato: la vita con la madre, disordinata e fantasiosa, quella con i nonni, ordinata e borghese, gli incontri con il padre, un uomo slavo che attraversa spesso il confine a est portando anche racconti avventurosi (lavorava stretto contatto con il Maresciallo Tito). Ricorda anche l'incontro con Vili, figlio gli amici del padre che vivono a Belgrado e che affidano il piccolo al padre di Alma. Vili che quando cresce e scoppia la guerra nella ex Jugoslavia rivendica con forza la sua appartenenza, al contrario di Alma che fa fatica a confrontarsi con il tema delle radici.
Nella seconda parte parliamo di un romanzo d'esordio: "Spilli" di Greta Olivo (Einaudi). La storia di un'adolescente, Livia, che ha tutte le altalene emotive tipiche di quell'età. Ma per Livia c'è qualcosa in più: la retinite pigmentosa che le farà perdere completamente la vista. Il romanzo racconta in che modo Livia cerchi di attraversare da una parte l'adolescenza e dall'altra tutto il percorso di accettazione della malattia. Fin da piccola ha una miopia precoce e si vergogna di portare gli occiali con lenti sempre più spesse. Poi la diagnosi e a quel punto Livia cerca quasi di nascondere agli altri e a sè stessa la malattia, perché a 15 anni la cosa più importante è essere accettati dagli altri.
"L'età fragile" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello 2017 con "L''arminuta", diventato anche un film. La scrittrice ci porta ancora una volta nel suo Abruzzo per raccontare una storia in cui tutti i personaggi mostrano le proprie fragilità e alcuni di loro devono sopravvivere a un trauma. Lucia è una donna che si sente spesso madre inadeguata, non comprende la figlia Amanda, non lo aveva fatto quando era piccola e non lo fa neanche ora che la ragazza ha lasciato Milano per la pandemia ed è tornata a casa. Lucia ricorda il suo passato, quando a vent'anni l'amica Doralice in compagnia di due turiste era stata aggredita nel bosco: lei si era salvata, ma le altre due erano state uccise. Un trauma destinato a segnare tutta la sua vita.
Nella seconda parte parliamo di "Quello che noi non siamo" di Gianni Biondillo (Guanda). Racconta il ventennio fascista attraverso le vicende di un gruppo di giovani architetti che incarnavano il razionalismo e pensavano all'ideologia del regime come a un elemento di modernità. Con le leggi razziali del '38, però, molti di loro iniziarono a comprendere le contraddizioni del fascismo e la sua vera natura. Alcuni aderirono alla Resistenza e finirono in carcere, vennero torturati o mandati nei campi di concentramento. Chi farà ritorno avrà, però, comunque la voglia di riprendere a costruire l'architettura di un paese distrutto.
Un romanzo crudo e feroce ambientato in India. Il primo volume di una saga che racconta la storia di una famiglia criminale, i Wadia. Parliamo di "L'età del male" di Deepti Kapoor (Einaudi - traduz. Alfredo Colitto). Un romanzo corposo (oltre 600 pagine) composto da tre macrocapitoli, ognuno dei quali con un focus su un personaggio. C'è Ajay, un ragazzo appartenente a una casta di basso livello che da piccolo viene venduto dalla sua famiglia per necessità e poi diventa l'autista di Sunny Wadia, erede della famiglia criminale. Sunny è bello, spavaldo, arrogante e soprattutto incredibilmente ricco. Inizialmente cerca di affrancarsi dall'ombra del padre, il potente Bunty, ma alla fine fa suoi i meccanismi di corruzione e violenza tipici della sua famiglia. Infine c'è Neda, una giovane giornalista, cresciuta con genitori progressisti che si oppongono al sistema delle caste. Neda si innamora di Sunny che rappresenta tutto quello che la sua famiglia detesta. Un romanzo che narra uno spaccato della società indiana, dominata dalla criminalità, dalla corruzione e dalla violenza.
Nella seconda parte parliamo di "Epigenetica" di Cristina Battocletti (La nave di Teseo). Possono i traumi subiti dai genitori o dai nonni influenzare le nostre vite? Le conseguenze del dolore sono ereditarie? Il romanzo indaga questi temi raccontando la storia di una donna, Maria: un'infanzia vissuta a Grado (siamo alla fine degli anni '70), un padre che abbandona la famiglia, una madre problematica e poi l'affido di Maria e dei fratelli a famiglie diverse. Diventata adulta Maria si trova a fare i conti con un figlio che ha scelto di fare il senzatetto, dopo che lei lo aveva abbandonato da piccolo. Dolore e abbandono, dunque, tornano sempre nella vita di Maria e in questa storia.
Tradizionale puntata di inizio anno dedicata a gialli, thriller e noir, il genere più amato dai lettori italiani. Parliamo di "L'educazione delle farfalle" di Donato Carrisi (Longanesi), "Soledad" di Maurizio de Giovanni (Einaudi), "La taverna degli assassini" di Marcello Simoni (Newton Compton Editori), "Madre d'ossa" di Ilaria Tuti (Longanesi), "Il dono" di Paola Barbato (Piemme).
Seconda parte dello speciale del Cacciatore di libri dedicato ai romanzi pubblicati nel corso del 2023 e che hanno animato le classifiche. Parliamo del successo del genere Romance (con autrici come Erin Doom e Felicia Kingsley), ma anche dello stile romantico tradizionale di Sveva Casati Modignani con "La vita è bella, nonostante" (Sperling&Kupfer). Sentimenti in primo piano anche per Matteo Bussola che in "Un buon posto in cui fermarsi" (Einaudi) indaga le emozioni degli uomini. Successo per Rosella Postorino con "Mi limitavo ad amare te" (Feltrinelli), finalista al Premio Strega, e per Paolo Cognetti con "Giù nella valle" (Einaudi). Nel 2023 c'è stato anche il caso editoriale dell'esordiente Beatrice Salvioni con "La malnata" (Einaudi) e poi i romanzi che prendono spunto dalla storia più o meno recente: "Grande Meraviglia" di Viola Ardone (Einaudi) e "Oro puro" di Fabio Genovesi (Mondadori).
Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata ai romanzi pubblicati nel 2023 che hanno avuto successo e hanno animato le classifiche. Parliamo, come si fa sempre in questa trasmissione, solo dei romanzi e non dei saggi o dei manuali.
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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei…

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