Il 2023 per l'evoluzione tecnologica passerà alla storia come l'anno in cui le apparecchiature audio intelligenti sono entrate nel paniere Istat. Ma anche l'anno in cui l'IA ha sposato Dante. Due fatti che, da soli, basterebbero a farci riflettere: davvero l'intelligenza artificiale è già realtà, anche senza aver assunto l'immagine dei robot umanoidi della fantascienza cinematografica? Aggiungiamo un altro dato: in Italia nel 2022 il giro d'affari ha raggiunto, dati del Politecnico di Milano, i 500milioni di euro, ma soprattutto +32% in un solo anno, cifra ben più che raddoppiata negli ultimi due. E la risposta, come si suol dire, vien da sé.
Per l'Agenda Digitale il PNRR mette a disposizione per la pubblica amministrazione 48 miliardi, il 37% di tutte le risorse europee per il digitale del Next Generation EU. E l'Italia è questa volta il Paese più avanti in Europa avendo già completato il 17% dei target, contro il 10% di Spagna e Francia e lo zero di 15 Paesi tra cui la Germania. I cambiamenti climatici spingono la rivoluzione digitale anche nelle campagne con oltre sei aziende agricole su 10 che hanno adottato almeno una soluzione di agricoltura 4.0 dai droni ai robot, dai sensori ai gps per aumentare la produttività e contenere i costi, secondo un'analisi di Coldiretti.
Da una parte la svolta tecnologica, in particolare dell'intelligenza artificiale generativa che crea testi e immagini e che interpreta le parole quasi fosse umana, dall'altra la diffusione capillare fanno ormai, quindi, dell'IA, consapevoli o meno, un attore quotidiano. Con i suoi pregi, ma i suoi limiti. Dietro l'intelligenza artificiale ci sono numeri e ora anche parole, ma pur sempre di un uomo. E se noi ci emozioniamo mettendo in scena la Divina Commedia, l'IA la rappresenta ma non la comprende, come ha provato a sperimentare il laboratorio IA Iulm. Eppure, indirizza le nostre scelte, economiche e non solo. E noi Facciamo i conti...