Il Presidente Trump moltiplica le iniziative e le prove di forza in campo internazionale, ma sul piano interno questo attivismo non si traduce in consenso. Il tasso di approvazione del suo operato da parte dei cittadini americani è ai minimi storici, oscillando tra il 36 e il 38 per cento. I sondaggi appaiono concordi nel registrare una disapprovazione delle sue politiche, con una media del 56 - 58 per cento. Nessun presidente nel primo anno di mandato ha ottenuto un livello di gradimento così basso. Ed è proprio sui risultati economici, che avrebbero dovuto essere il suo campo di battaglia, quelli su cui aveva promesso di invertire la rotta rispetto a Biden, che Trump arranca: si era impegnato a ridurre il costo della vita, i prezzi dei generi di prima necessità, ma così non è avvenuto e gli americani possono constatarlo al supermercato o quando pagano le bollette e gli affitti, o quando si rendono conto che il potere d'acquisto e i salari in termini reali non sono migliorati. L'inflazione non si è rialzata secondo le peggiori previsioni, ma si mantiene intorno al 2,7-2,8 per cento. Trump ha avviato un tour economico per riaffermare che l'economia sta andando benissimo, ma allo stesso tempo rassicura affermando che la sua amministrazione sta facendo di tutto per ridurre il carovita. Ed immagina misure populiste inefficaci, come la richiesta alle banche di porre un tetto ai tassi di interesse delle carte di credito. Ma gli americani utilizzano più carte di credito, puntando a restituire il credito nel tempo e il rischio è che le banche li riducano proprio per chi ne ha più bisogno. A leggere i sondaggi, gli interpellati ritengono che Trump stia concentrando energie su temi internazionali, che poco interessano all'elettore medio. L'incertezza nella politica dei dazi ha effetti anche sui dati dell'occupazione, che non sono confortanti poiché le aziende, in questo clima, non assumono o si limitano ai part-time. In questo scenario, le elezioni di Midterm, il prossimo 4 novembre, rappresentano un serio pericolo per il Partito repubblicano: Trump rischia di trasformarsi in un'anatra zoppa, perdendo il controllo della Camera. Da non trascurare i timori sullo svolgimento di elezioni libere e corrette, senza contestazioni dei risultati, scongiurando il ricorso ad azioni che, a livello federale o statale, restringano l'accesso al voto o ridisegnino i distretti elettorali a vantaggio dei candidati repubblicani