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È pronto a partire il progetto QUID, che mira ad estendere la rete nazionale di comunicazione quantistica. Oggi la rete è limitata alla tratta Nord-Sud Torino - Milano - Bologna - Firenze - Napoli - Matera, e presto collegherà anche Roma, Padova, Trento e Trieste. Il progetto, coordinato dall'INRIM, si inserisce nella più ampia European Quantum Communication Infrastructure (EuroQCI), promossa dalla Commissione Europea, con lo scopo di creare un'infrastruttura europea per la comunicazione quantistica e rendere le comunicazioni ultra-sicure, soprattutto laddove i dati scambiati sono particolarmente flessibili. Ne parliamo con Davide Calonico, responsabile della Divisione "Metrologia quantistica e nanotecnologie" dell'INRIM.
Un innovativo bio-pesticida a base di RNA, innocuo per le api e in grado di colpire con estrema precisione solo i suoi nemici naturali, in particolare alcune specie invasive giunte da altre parti del mondo, che stanno causando danni ingenti all'apicoltura. Questo l'obiettivo di un team di bio-tecnologi dell'ENEA, che ha deciso di destinare a questa ricerca i fondi del 5X1000 che i contribuenti vorranno assegnare alla ricerca scientifica dell'Agenzia con la prossima dichiarazione dei redditi. Ne parliamo con Salvatore Arpaia, ricercatore della Divisione ENEA di Bioenergia, bioraffineria e chimica verde.
A 150/200 km di altitudine l'atmosfera è quasi assente. Ma a una velocità di diversi km al secondo, anche pochi miliardesimi di bar sono sufficienti a frenare un satellite fino a farlo precipitare. Rendere possibile il volo di satelliti nell'alta atmosfera, fra 150 e 250 km di altitudine, attraverso un sistema di propulsione alimentato con pannelli solari è l'obiettivo del progetto BREATHE, vincitore di un finanziamento ERC (European Research Council) assegnato a Tommaso Andreussi , professore dell'Università Sant'anna di Pisa e ospite di questa puntata.
Due nuove specie, finora poco considerate, si vanno ad aggiungere al portafoglio delle colture che possono dare una mano alla transizione energetica. Si chiamano camelina e carinata, che in prospettiva potrebbero dare vita a vari prodotti bio-based: dai biocarburanti avanzati al nylon sostenibile, passando per fitofarmaci e prodotti cosmetici. Le due specie sono al centro del progetto Horizon Europe CARINA, coordinato da Andrea Monti, professore al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Università di Bologna, ospite di questa puntata.
Messo a punto da archeologi e informatici dell'Università di Bologna un software di intelligenza artificiale capace di individuare, con una elevata affidabilità, nuovi siti archeologici in Mesopotamia a partire da immagini satellitari. Il lavoro, descritto su Scientific Reports, rappresenta un'importante novità nel campo dell'archeologia, ma è significativo anche dal punto di vista della ricerca in campo informatico. Scopriamone i motivi, con Marco Roccetti, professore di Computer Science all'Università di Bologna.
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ProPla sta per Proteins from Plastics, proteine dalla plastica, ed è un progetto finanziato da Fondazione Cariplo che mira a sviluppare una strada alternativa, che chiama in causa la biologia, per combattere il problema delle micro-plastiche. Esistono micro-organismi in natura capaci, in linea di principio, di digerire varie materie plastiche, ma oggi esiste la possibilità di generare ceppi batterici molto più efficaci nello svolgere questo compito. Questo il punto di partenza del progetto ProPla, che vede la partecipazione dell'Università degli Studi di Milano, dell'Università di Milano Bicocca e del Cnr-Irsa, coordinati dall'Università dell'Insubria.
Ospite Loredano Pollegioni, Prof di di Biochimica all'Università dell'insubria.
Abbiamo già parlato del progetto RAFAEL, un progetto finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca teso a sviluppare una serie di strumenti (sensori, software e sistemi di elaborazione dati) mirati a migliorare la sicurezza delle infrastrutture. L'ultimo risultato del lavoro svolto all'interno di RAFAEL è un sistema basato sull'automazione e l'intelligenza artificiale per prevenire possibili blackout elettrici causati da ondate di calore. Si tratta di un evento che abbiamo sperimentato spesso negli ultimi anni, dovuto allo stress che alcuni componenti delle reti di distribuzione sperimentano quando la domanda elettrica è alta e la temperatura dell'aria pure. Ne parliamo con Amedeo Buonanno, ricercatore del Laboratorio Smart Grid e Reti Energetiche di ENEA.
Non è difficile prevedere che tra qualche settimana le cronache dell'acqua, che dominano il dibattito in questi giorni, lasceranno il posto alle cronache del fuoco: una sequenza che abbiamo visto più e più volte. Tuttavia, a differenza delle pratiche di lotta al dissesto ecologico, che sono un investimento nel lungo periodo ma un costo nel breve, diverse ricerche hanno mostrato come la prevenzione degli incendi (che consiste essenzialmente nel realizzare strisce tagliafuoco diradando puntualmente gli alberi) possa aprire la strada ad attività economiche che generano un ritorno più immediato. Ma servono progettazione e coordinamento.
Ospite: Davide Ascoli, ricercatore del Dip. DISAFA - Scienze Agrarie, Forestali e Agroalimentari dell'Università degli Studi di Torino
E' sempre più vicino il momento in cui per lo svolgimento di lavori pesanti o usuranti sarà normale indossare un qualche tipo di esoscheletro che allevi la fatica. Le sperimentazioni in questo ambito stanno crescendo di numero e le soluzioni si stanno affinando, come dimostra anche il caso di cui parliamo oggi: una sperimentazione che, in oltre 100 ore di utilizzo in condizioni reali, con coinvolte una quindicina di persone, ha permesso di validare un nuovo tipo di esoscheletro messo a punto dall'Istituto Italiano di Tecnologia, "STREAM", più piccolo di uno zainetto, pensato per migliorare la sicurezza e le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici nelle operazioni di manutenzione e rinnovo delle ferrovie.
Ospite: Christian Di Natale, Ricercatore Lab di Advance Robotics dell'IIT
Con 10 litri di latte si producono in media un chilogrammo di formaggio e ben 9 litri di siero di latte, uno scarto di lavorazione la cui gestione rappresenta spesso un problema. Ma allo stesso tempo, questo residuo contiene ancora proteine e vitamine in abbondanza. Valorizzare questi scarti è l'obiettivo del progetto PROVIDE, che lo scorso 22 maggio ha presentato i primi risultati: una serie di prodotti da forno ad elevato valore nutrizionale, realizzati con l'utilizzo di proteine e molecole ricavate dal siero di latte dell'industria del formaggio. Ne parliamo con Claudia Zoani, ricercatrice ENEA della Divisione Biotecnologie e agroindustria e referente del progetto.
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