TRAPPIST

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By The SubmarineNewsNews CommentaryPolitics
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  • 128: Perché l’eredità del G8 di Genova ci riguarda tutt*
    Passato il ventennale, è importante ricordare che la repressione nel sangue di quei giorni ha lasciato campo libero  agli eccessi del capitalismo contro cui si battevano i manifestanti nel 2001
    Durante il G8 di Genova del 2001 sono state compiute torture e i più gravi abusi dello stato di diritto in Italia degli ultimi decenni: un episodio che ha lasciato tracce profonde — forse più di quello che sembrava all’inizio — nella società del paese. Negli scorsi giorni a Genova si sono tenute diverse celebrazioni per ricordare le vittime di violenza e repressione. Ma com’era l’Italia di allora?

    Abbiamo cercato di capire com’era il paese in quel momento: per certi versi simile a quello di oggi e per certi versi ancora diverso — c’erano già i segni di una crescente precarizzazione del lavoro, ad esempio, contro cui il movimento del Genoa Social Forum si batteva. Ed era un paese che si era appena affacciato al governo Berlusconi 2, il più lungo dell’Italia repubblicana, che avrebbe lasciato tracce devastanti nella società degli anni successivi.

    Abbiamo cercato di ricostruire precisamente cosa accadde durante le manifestazioni di quei giorni, tra errori grotteschi di coordinazione delle forze di polizia e responsabilità delle massime cariche dello stato, completamente impreparate o addirittura conniventi con i massacri e le violenze sugli innocenti esibite dalle forze dell’ordine. Oppire la dinamica dell’omicidio di Carlo Giuliani e delle assurde scuse accampate dalle forze dell’ordine per averlo ucciso.

    Abbiamo cercato di raccontare l’uso della forza alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto, definito in diversi modi — “macelleria messicane,” “torture,” “martirio” — che non riescono comunque a cogliere la gravità dei fatti: secondo la formula di Amnesty International, che non possiamo sottovalutare solo perché l’abbiamo sentita più volte, “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale.”

    Abbiamo cercato di capire quali sono stati gli effetti di lungo termine sulla sinistra italiana e sulla società del paese in generale, e come sia stato possibile che nessuno nelle forze dell’ordine abbia pagato per quanto è successo, mentre diversi attivisti sono ancora perseguitati dalla giustizia e dai ricordi — insomma: di come la brutalità del “metodo Genova” abbia fatto scuola.
    Show notes

    Il 20 luglio 2001 a Genova nelle riprese d’archivio di Indymedia
    Il G8 di Genova è stato il “trauma psicopolitico” di una generazione
    La notte della Diaz nelle riprese di Indymedia
    Genova, vent'anni dopo.. Il G8 del 2001, storia di un fallimento di Mari Giovanni - Bookdealer | I tuoi librai a domicilio
    Vittorio Agnoletto: "Avevamo ragione noi, il G8 non solo una sconfitta"
    Ventennale G8, l'ex ministro Scajola: "La responsabilità fu dei violenti ma la polizia era impreparata" - Genova 24

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo, Marta Clinco e Alessandro Massone.
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    in copertina: foto CC-BY 2.5 Camillo. Elaborazione CC-BY the Submarine
    1 hr 27 min
  • 127: L’Europa, tra catastrofe e inazione climatica
    La Commissione europea ha annunciato il piano ambientale più ambizioso del mondo — che però è comunque insufficiente. Anche di fronte ad eventi meteorologici devastanti, continua a mancare la volontà politica di affrontare l’emergenza
    L’alluvione che si è abbattuta in Germania, nei Länder di Renania settentrionale-Vestfalia e Renania-Palatinato, ha causato un numero di morti ancora imprecisato. Mentre scriviamo il liveblog di DW si ferma a 58 morti, ma Die Welt ne riporta già uno più alto, almeno 70. Solo nel circondario di Ahrweiler ci sono 1.300 dispersi: ci sono territori che sono rimasti completamente isolati dalle piogge torrenziali, senza possibilità di comunicare con l’esterno — la rete mobile non è funzionante — e dove i soccorsi non sono ancora arrivati. In molte città i soccorsi arrivano in elicottero, per recuperare le persone che hanno trovato riparo arrampicandosi sul tetto di casa. Anche i danni alle strutture sono ingenti: sempre secondo il liveblog di DW almeno sei case sono crollate, e altre 25 rischiano di cedere. L’alluvione ha colpito duramente anche il Belgio, dove hanno perso la vita 12 persone e almeno 21 mila persone sono senza corrente elettrica, e i Paesi Bassi, dove il governo ha dichiarato lo stato di calamità naturale. In Lussemburgo, secondo i meteorologi, non ha mai piovuto così tanto nella storia.

    L’evento — Angela Merkel, da Washington, l’ha descritto come una “catastrofe” — segna una nuova fase del confronto tra i territori europei e le conseguenze del cambiamento climatico causato dall’uomo. L’emergenza climatica infatti non si traduce soltanto in estati torride e temperature da capogiro, ma rende anche molto più probabili alluvioni e allagamenti. Se è vero che eventi estremi come i flash flood difficilmente possono essere contenuti, è possibile mitigare gli effetti degli allagamenti attraverso strategie di urbanistica, architettura e scienza dei materiali.

    L’altro ieri i funzionari europei avevano annunciato una serie di misure per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico. La Commissione europea ha presentato un piano su larga scala che è il più ambizioso a livello globale: l’Unione europea dovrebbe tagliare le proprie emissioni del 55% entro il 2030, e raggiungere la piena neutralità climatica entro il 2050. Per farlo, il blocco promette lo stop della vendita delle automobili a benzina e diesel entro il 2035, e disegna un ampio progetto di ristrutturazione delle industrie europee, a partire dall’acciaio e dal cemento. Presentando il “Green Deal” europeo, von der Leyen ha detto che “salvare il clima è la nostra missione generazionale, che deve unirci e incoraggiarci, per assicurare il benessere e la libertà dei nostri figli.” Sono parole molto ambiziose, che però si scontrano con i fatti: nemmeno il piano climatico più ambizioso del mondo (finora) è sufficiente per rimanere sotto la soglia dell’aumento di 1,5° C, che porterà a conseguenze ambientali, sociali ed economiche devastanti, come hanno sottolineato Greenpeace e Greta Thunberg.

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo e Alessandro Massone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.
    Show notes

    Fatal flooding in western Germany and neighboring countries — as it happened | News | DW | 15.07.2021
    Unwetter: Mindestens 103 Tote – Hochwasser in NRW noch nie so verheerend - WELT
    Liveblog noodweer | Dijkbreuk op de Demer in Herk-de-Stad - De Standaard
    Kabinet verklaart overstromingen Limburg tot ramp: deel schade wordt vergoed | Instagram | AD.nl
    105,8 Liter pro Quadratmeter – so viel Regen wie noch nie in Luxemburg  - Tageblatt.lu : Tageblatt.lu
    Wetter in Zeiten des Klimawandels: Extreme mit Ansage | Politik
    How climate change is making record-breaking floods the new normal
    Katastrophen im Wahlkampf: Warum Hochwasser Wahlen entscheiden kann - WELT
    EU wants to tax aviation fuel and phase out polluting cars by 2035 | Euro
    1 hr 10 min
  • 126: Gli Stati Uniti contro la Silicon Valley
    La nuova causa avanzata da 37 procuratori generali statunitensi contro Google dimostra che le autorità statunitensi vogliono andare fino in fondo nel regolamentare Big Tech
    Questa settimana 36 stati, e Washington D.C., hanno intentato una nuova causa contro Google, accusandolo di abusare del proprio potere e di controllare la distribuzione del software su Android come un monopolio — attraverso il Play Store, che ha il 90% del mercato. Le accuse dei procuratori generali sono molto forti — dicono che Android è open source “per modo di dire” — e hanno anche una pistola fumante: le pressioni di Google contro Samsung, che opera, con molto poco successo, un altro app store per Android, il Galaxy Store.

    Si tratta del quarto caso di anti–trust presentato contro Google negli ultimi mesi, ma questo è particolarmente rilevante anche per un’altra azienda, Apple, e in senso lato per tutta l’industria. Come ha fatto notare Google stessa nel comunicato in cui commenta la causa, infatti, Android permette già di installare app store di terze parti e di installare app direttamente dal web — le due richieste che vengono rivolte più spesso nei confronti di Apple, che invece ha un vero e proprio monopolio tecnico della distribuzione del software per iPhone e iPad.

    La causa insomma dimostra che c’è intento politico — e ci potrebbero essere prima ancora gli estremi legali — per un intervento profondo e radicale sul funzionamento delle grandi piattaforme, che non potranno più essere dominio incontrastato di singole aziende, che effettivamente dettano le leggi di un mercato di dimensioni enormi.
    Show notes
    Google Faces Antitrust Lawsuit Over App Store Fees - The New York Times
    A lawsuit that ignores choice on Android and Google Play
    Google saw Samsung app store and Fortnite as ‘virus to be eliminated’ claim 36 attorneys general in huge lawsuit | The Independent
    Google sued by DOJ in antitrust case over search dominance
    Google to stop treating EU antitrust remedy as a “promotional opportunity” | Ars Technica
    Objections sent to Apple on App Store rules
    Texas antitrust lawsuit against Google alleges agreement with Facebook
    Google faces a third government antitrust lawsuit
    Roblox rebrands as 'experience' creation platform amid Epic Games v. Apple trial | AppleInsider
    Epic Games vs. Apple trial veers into Internet memes with Tinder, naked ‘banana man’ talk - The Washington Post
    Epic v. Apple keeps coming back to the gap between ignorance and inconvenience - The Verge
    Epic vs. Apple Shows the Courts Were Not Prepared for the Games Industry's Obsessive Secrecy - IGN

    In questa puntata sono con voi Alessandro Massone e Giuseppe Tripodi. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.

    in copertina, elaborazione da foto cc mac morrison
    1 hr 18 min
  • 125: L’accordo (quasi) globale per far pagare le multinazionali (il meno possibile)
    Joe Biden e i governi occidentali dicono che è un grande risultato, ma al contrario si tratta di una misura di basso impatto, che per stessa ammissione dell’Ocse recupererà meno della metà delle tasse eluse dalle grandi multinazionali
    Ieri è stato chiuso un mezzo accordo per l’aliquota minima globale: 130 paesi su 139 nell’Ocse hanno firmato un accordo basato sulla proposta avanzata dagli Stati Uniti al G7 dei ministri dell’Economia. Biden ne ha parlato come un grande passo avanti, ma si tratta di una soluzione con numerosi compromessi: in primis perché la City di Londra resta esclusa dalla norma — ma in realtà la stessa partecipazione dei paesi europei è ancora tutta da dibattere, perché Irlanda, Estonia e Ungheria non hanno firmato l’accordo, e potrebbero bloccare la misura a livello comunitario.

    La proposta statunitense arriva, in primis, per evitare l’elusione fiscale dal nordamerica, e recuperare risorse per finanziare l’ambizioso piano d’infrastrutture post–pandemia. Con l’Europa, il nodo più complesso da sciogliere era quello delle digital tax, presenti in alcuni paesi come misura alternativa per tassare le grandi aziende informatiche — e che nei prossimi anni dovranno essere superate. Il nuovo accordo prevede una tassazione minima sugli utili del 15% e una tassa del 20% sui profitti per le multinazionali i cui margini siano superiori al 10%, che va pagata nello stato dove vengono realizzati quei profitti. 

    Va sottolineato che, al netto dei paradisi fiscali diciamo più famigerati, come le Bermuda, in realtà l'aliquota minima globale sia solo marginalmente più alta di quanto le multinazionali siano già abituate a pagare: la tassazione sulle aziende in Irlanda, ad esempio, e a parte eccezioni come l’accordo stretto con Apple, non è molto distante — è al 12,5%. In Svizzera le aliquote sono tra l’11,9 e il 21,6%; a Singapore invece le imposte sulle aziende sono già più alte del limite deciso dal G7, e sono fissate al 17%.
    Show notes

    Global tax reform: 130 countries commit to minimum corporate rate | Global economy | The Guardian
    Global tax overhaul backed by 130 countries - BBC News
    Big Tech Says Global Tax Deal Is a Win - WSJ
    Ireland Among Europe's Awkward Squad Casting Shadow on Global Tax Deal - Bloomberg
    Global tax deal backers battle to win over holdout countries | Financial Times
    G7: Rich nations back deal to tax multinationals - BBC News
    City of London set for carve-out from new global tax rules
    Yellen Won a Global Tax Deal. Now She Must Sell It to Congress. - The New York Times
    Charts show highest and lowest corporate tax rates around the world
    G20 could improve on ‘one-sided’ global tax reform | Financial Times
    Decoding the global tax deal - POLITICO

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    58 min
  • 124: Dopo la più grande ingerenza del Vaticano degli ultimi 40 anni
    L'intervento della Santa Sede ha scompaginato le carte intorno al ddl Zan, e ora la destra dà per certo che il disegno di legge sarà modificato
    Dopo una giornata interminabile in cui sembrava che nessun parlamentare avesse intenzione di sollevare la questione, il senatore Pd Alfieri ha chiesto conto a Draghi delle critiche del Vaticano al ddl Zan. Pur non entrando nel merito dei contenuti del ddl, il premier ha risposto ribadendo l’ovvio, specificando che l’Italia è uno stato laico, e quindi il parlamento “è sempre libero di discutere”: “Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per rispettare gli impegni internazionali, tra cui il Concordato. Ci sono i controlli preventivi nelle commissioni e poi i controlli successivi della Corte Costituzionale.” Draghi ha ricordato anche che “la laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e della diversità,” aggiungendo — stavolta nel merito — che il governo ha voluto firmare la dichiarazione di preoccupazione “sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale.” “Come vedete, il governo la sta seguendo ma questo è il momento del Parlamento – non è il momento del governo.”

    Le parole di Draghi sono state accolte bene dal Pd, un po’ meno bene dalla Lega — Salvini ha detto sbrigativamente di averle “condivise,” ma sui social continua a dare per scontato che il testo del ddl sarà rivisto. E potrebbe non avere tutti i torti: la Lega sembra infatti intenzionata a sfruttare il momento per affossare il ddl, facendo la parte di chi cerca la “mediazione” e il “dialogo,” non senza trovare qualche sponda nel Pd. Mentre Fratelli d’Italia vorrebbe fermare del tutto l’iter della legge, il Pd e il M5S hanno chiesto la sua calendarizzazione in aula per la settimana del 13 luglio — il voto sarà il 6. C’è però un altro rischio: che in aula il ddl non passi, nonostante la maggioranza sulla carta, per colpa dello scrutinio segreto. 

    Questa puntata di TRAPPIST è stata registrata prima della domanda del senatore Alfieri sul ddl Zan
    Show notes

    Nessuna forza politica è disposta a scontrarsi con la Chiesa
    Spotify – 117: Il ddl Zan non limita la libertà di nessuno: chi lo sostiene è in malafede - TRAPPIST | Podcast on Spotify
    Ddl Zan, Draghi: "Il nostro è uno Stato laico, il Parlamento è libero. Ci sono tutte le garanzie per rispettare il Concordato" - Il Fatto Quotidiano
    Ddl Zan, Draghi : "Il nostro è uno Stato laico, il parlamento è libero" - Rai News
    Consiglio europeo, le Comunicazioni del Presidente Draghi in Parlamento | www.governo.it
    Ddl Zan, Salvini: "Condivido le parole di Draghi, mi stupisce il silenzio di Pd e M5s" - Video - Il Fatto Quotidiano
    Ddl-Zan, Ostellari: "Solo col dialogo si farà un passo in avanti" - LaPresse
    Pd-M5s-Leu vogliono ddl Zan in Aula a metà luglio, Lega e FdI chiedono lo stop dopo nota Vaticano
    Ddl Zan, l’incognita dei voti a scrutinio segreto. Renzi avverte: «Attenti ai numeri»- Corriere.it
    Seventeen countries unite at Belgium's initiative to defend LGBTIQ rights in Europe | Sophie Wilmès
    Angela Merkel Joins Other EU Leaders in Criticizing Hungary's LGBT Law: 'This Law is Wrong'
    Act on rule of law violations or we will, Sassoli tells von der Leyen - Newsbook
    Vaticano contro il ddl Zan, Letta: "Pronti al dialogo, ma sostegno convinto alla legge". Telefonata tra il segretario Pd e Di Maio - Il Fatto Quotidiano
    Verso il disgelo sul Ddl Zan tra Pd e Lega dopo la lettera dal Vaticano: Letta apre, Ostellari lo segue - Open
    Omotransfobia, Fratoianni: "Pesantissima ingerenza del Vaticano sul ddl Zan. Minacciato il Concordato? Possiamo ridiscuterlo" - Il Fatto Quotidiano
    Ddl Zan, Fedez: il Vaticano non paga tasse e dice che l'Italia viola Concordato | Elodie: “Ringrazio i miei genitori che non mi hanno battezzata” - Tgcom24
    Sixteen EU countries denounce Hungary's new anti-LGBT law | Euronews

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    1 hr 3 min
  • 123: Spazio: ultima frontiera del privato
    Mentre sulla Terra si parla di Guerra fredda è partita una nuova corsa spaziale, in cui però competono anche grandi aziende che vogliono mandare i ricchi in vacanza nello spazio
    Bello lo spazio, vero? Peccato che sia a sua volta al centro della rivalità tra gli Stati Uniti e la Cina. L’11 giugno il rover cinese Zhurong ha iniziato a scattare foto dalla superficie di Marte, e ci sono molte immagini bellissime di panorami marziani desolati. La nostra preferita però è questa, che in un blog post la CNSA definisce una “foto di gruppo,” scattata “con l’autoscatto” dal rover Zhurong, a fianco alla propria piattaforma di atterraggio. 

    Gli Stati Uniti sono preoccupati dall’attività spaziale cinese. La collaborazione non terrestre tra i due paesi è congelata dal 2011 per volontà del Congresso statunitense, che con l’emendamento Wolf ha deciso di proibire la collaborazione tra la Nasa e Pechino per timori di ingerenze militari e segreti industriali. La Cina è di fatto bandita dalla Stazione spaziale internazionale — unico paese al mondo: un embargo che autorevoli professori di astronomia hanno definito “non etico.”

    Ecco perché la Cina, il 17 giugno ha lanciato il razzo Shenzhou-12, che porterà tre astronauti a bordo della sua stazione spaziale Tiangong. Sul Global Times potete vedere il video del lancio. La missione, la prima con esseri umani a bordo da cinque anni per la Cina, è diventata necessaria con l’aumentare delle ambizioni spaziali del paese, che resta escluso dalla Stazione spaziale internazionale dal veto degli Stati Uniti. I tre astronauti effettivamente continueranno i lavori di costruzione della stazione mentre sono in orbita. Nei prossimi mesi sono previsti altri 11 lanci per completarla in ogni sua parte. Si chiamerà Tiangong, o Palazzo celeste.

    Negli Stati Uniti invece impazza l’esplorazione spaziale privata, anzi, il turismo spaziale privato: in un’operazione perfettamente egomaniaca, il primo uomo mandato in orbita su un razzo Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos, sarà Jeff Bezos stesso, che ha annunciato che si porterà dietro il fratello. La vita sentimentale dell’uomo più ricco del mondo è comprensibilmente arida, ipotizziamo. Il volo avverrà il 20 luglio, speriamo che i passeggeri avranno di che chiacchierare.

    L’altro grande personaggio coinvolto nell’esplorazione spaziale è Elon Musk, che con la sua SpaceX sta ormai diventando sempre più importante anche per l’attività spaziale pubblica statunitense, che gli sta appaltando numerose missioni. Ma l’attività di turismo spaziale, che interessa molto anche a Musk, potrebbe avere effetti disastrosi sull’ambiente — oltre ad essere eticamente discutibile.
    Show notes

    China’s Ambitious Plans in Space: The Moon, Mars and Beyond - The New York Times
    'Divine vessel' launched successfully; three astronauts aboard to reach China's space station core module - Global Times
    China wants to build a sustainable human presence on Mars. Here's how
    Far side of the moon: China's Chang'e 4 probe makes historic touchdown | The moon | The Guardian
    China’s space station launch – in pictures | Science | The Guardian
    Bad Idea: The Wolf Amendment (Limiting Collaboration with China in Space) | Defense360
    Congress Bans Scientific Collaboration with China, Cites High Espionage Risks
    SpaceX ignored last-minute warnings from the FAA before December Starship launch - The Verge
    Neil Armstrong, Gene Cernan: SpaceX Destroying America from Within – Reason.com
    Extra 

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    1 hr 10 min
  • 122: Pronti per un altro G7 che non concluderà niente?
    Domenica si apre il G7, ma anche questa volta il gruppo ignorerà l’urgenza di sospendere i brevetti dei vaccini. In compenso i leader chiederanno un’altra indagine sulla teoria del complotto del laboratorio di Wuhan
    Tra gli obiettivi statunitensi per questo summit c’è la ricostruzione del rapporto di fiducia con i paesi europei, logorato dagli anni di Trump. Ieri ha incontrato Boris Johnson: i due leader hanno firmato una “Nuova Carta Atlantica,” ricalcando con grande modestia l’Accordo Atlantico firmato da Roosevelt e Churchill nel 1941. L’accordo, considerato progenitore della NATO, viene aggiornato per contrastare più esplicitamente Russia e Cina. Se il documento originario conteneva espressioni come l’obiettivo della “distruzione finale della tirannia nazista,” la nuova carta parla di “opporsi all’ingerenza esercitata con la disinformazione e altre influenze malevole.”

    Oltre a recitare nella fanfiction di loro stessi, i due capi di stato si sono anche scambiati una serie di battute cringe sul fatto che entrambi avrebbero “sposato sposato entrambi donne di condizione superiore,” secondo Joe Biden, qualsiasi cosa questo significhi. Johnson, reduce dal terzo matrimonio, non ha potuto trattenersi dal commentare che “non ho intenzione di dissentire. Non sono in disaccordo ma non dissento neppure su nient'altro.” Questa simpatia tra i due capi di stato non era scontata, viste le premesse e le tensioni tra i due prima e dopo le elezioni negli Stati Uniti.

    In attesa dell’inizio del summit vero e proprio, continuano le anticipazioni: rispondendo all’annuncio che gli Stati Uniti doneranno 500 milioni di dosi ai paesi più sfruttati del mondo, ieri Johnson ha dichiarato che il Regno Unito donerà 100 milioni di dosi avanzate. Johnson ha anche dichiarato che si aspetta che il totale delle donazioni in cui si impegnano gli stati del G7 dovrebbe arrivare nei prossimi giorni al miliardo. L’improvvisa “generosità” dei paesi più ricchi, che hanno monopolizzato in tutti i sensi la produzione di vaccini, lasciando il resto del mondo a raccogliere, appunto, i loro avanzi, è dettata principalmente dal tentativo di limitare la sempre più ambiziosa “diplomazia vaccinale” cinese — il regime di Pechino infatti non partecipa al G7, che anzi è un’emanazione diretta dell’atlantismo.

    Già dalle prime settimane dell’anno il governo cinese ha stretto accordi internazionali per distribuire 500 milioni di dosi, a cui hanno fatto seguito promesse di ingenti donazioni economiche per gli stati che hanno bisogno di sostegno nella risposta al Covid–19. Questa settimana, la sola Sinopharm si è impegnata a esportare un miliardo di dosi. Questo sforzo di soft power preoccupa il G7 e anche l’Unione europea, che vogliono al più presto partecipare al tavolo della diplomazia vaccinale. 

    Intanto, in Cina, la campagna prosegue a ritmi forsennati, con una media di 20 milioni di persone vaccinate al giorno. La capacità di vaccinazione della Cina fa impallidire quanto fatto finora dagli Stati Uniti e soprattutto dall’Unione Europea. Vale la pena citare un fatto emerso con la pubblicazioni dei verbali di febbraio della “task force” italiana: il 15 febbraio 2020 viene rilevata la necessità di aggiornare il piano pandemico nazionale, risalente al 2009. Com’è noto, questa osservazione è arrivata ampiamente troppo tardi, e l’Italia, come tutto l’occidente, si è trovata impreparata davanti al virus. Risultato: la Cina ha avuto in totale circa 4.600 morti, l’Italia molti più di 100 mila. 

    Gli stati del G7 però hanno deciso di non prendersi le proprie responsabilità e provare a migliorare la propria risposta alla pandemia — anzi: per sviare l’attenzione dai propri fallimenti, il G7 chiederà assurdamente una nuova indagine dell’OMS sulle origini del coronavirus, continuando a giocare con la teoria del complotto senza fondamento sulla presunta origine non naturale del virus e accusando la Cina di essere dietro non meglio specificate “sperimentazioni” o “incidenti di l
    1 hr 21 min
  • 121: Nessun partito ascolta le necessità degli italiani senza cittadinanza
    Un anno fa il movimento Black Lives Matter ha riportato il dibattito sui diritti delle persone nate in Italia a cui la legge nega la cittadinanza. Ma la politica non ha fatto praticamente nulla per loro.
    È passato un anno dalle grandi manifestazioni organizzate in tutto il mondo dopo l’assassinio di George Floyd. Anche in Italia, Black Lives Matter è diventato un trend, e oltre alle proteste c’è stata una grande cassa di risonanza, mediatica e politica. Poi, gradualmente, questa attenzione è scemata. Un anno dopo si può dire che nessuno dei temi al centro delle manifestazioni dello scorso anno — le necessità e i diritti degli italiani senza cittadinanza, la repressione dei migranti e dei richiedenti asilo, la lotta contro il razzismo quotidiano e istituzionale — sono andate largamente inascoltate.

    Il problema va oltre la crescente radicalizzazione della destra parlamentare: è ormai evidente che i partiti di centrosinistra, incapaci di realizzare le semplici riforme che promette da anni, sono attivamente complici dell’oppressione — come si è visto e si vede oggi con la repressione di migranti e richiedenti asilo portata avanti dal governo Draghi.

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo, Leila Belhadj Mohamed e Alessandro Massone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.
    1 hr 12 min
  • 120: Il governo dei licenziamenti
    Il governo Draghi ha deciso che sarà un’estate durissima: lo sblocco dei licenziamenti — che mette a rischio il posto di decine di migliaia persone — arriva il primo luglio, e i dossier di Alitalia ed ex Ilva minacciano ulteriori esuberi
    Sembra ormai chiuso il discorso sulla fine del blocco dei licenziamenti, almeno per quanto riguarda il governo: il ministro del Lavoro Orlando continua a voler provare a vedere il bicchiere mezzo pieno (?), sostenendo che le misure compensative saranno sufficienti “a sostenere e tutelare adeguatamente i lavoratori e le imprese in questa fase di transizione.” Come sempre, a pagare per primi saranno le categorie più fragili, a cominciare dalle donne. Commentando l’incontro di ieri a palazzo Chigi, il segretario Cgil Landini ha invece dichiarato che “la mediazione sui licenziamenti per noi non è sufficiente,” confermando la manifestazione per oggi davanti a palazzo Chigi.

    La settimana scorsa, il Cdm, approvando il decreto Sostegni bis, aveva esteso lo stop dei licenziamenti fino al 28 agosto, sorprendendo evidentemente Confindustria, che ha reagito in modo muscolare a livello politico — attraverso Forza Italia e Lega — e mediatico, raccontando tramite il Sole che il ministro del lavoro Orlando avrebbe inserito la norma “a tradimento” una volta concluso il Cdm, alterando il testo definitivo praticamente “nella notte.” Così, con un vero e proprio blitz, a quattro giorni dall’approvazione in Cdm del decreto Sostegni bis, la parziale proroga dei licenziamenti era saltata: le imprese potranno tornare a licenziare liberamente dal 1° di luglio.

    Quanti lavoratori perderanno il posto dopo la fine del blocco? Ci sono varie stime. Secondo il rapporto congiunto del ministero del Lavoro, realizzato insieme a Inps, Anpal, Istat e altri, dal 1° luglio al 1° novembre 2021 sono a rischio tra i 60 mila e i 100 mila lavoratori. Secondo la Fondazione Adapt si parla di circa 150 mila persone. Decisamente meno ottimistiche le previsioni di Bankitalia, che arriva a parlare di quasi 600 mila posti di lavoro a rischio.

    Intanto, la vertenza Alitalia si avvia verso la conclusione, e si preannuncia un disastro a livello occupazionale. La Commissione europea avrebbe “imposto,” durante un colloquio di ieri con il ministro Giorgetti, un taglio del personale di più della metà di quello attuale — quindi almeno 5 mila dipendenti — che si accompagnerà a un dimezzamento della flotta. La chiave è “garantire la discontinuità” tra Alitalia e la nuova compagnia che sorgerà dalle sue ceneri. Giorgetti, per non lasciare dubbi sulla propria considerazione per i lavoratori della compagnia, ha reso chiaro che “non è la Commissione, è anche il governo che vuole che la compagnia nasca in condizioni di sostenibilità economica. Quindi, ci sono condizioni di mercato, perché non si può fare semplicemente la compagnia di Stato.” Dovrà nascere, insomma, “un'azienda che dimostra di stare sul mercato.” La situazione, però, resta ai limiti del parodico, e ieri fonti ministeriali hanno spiegato che chi ha acquistato un biglietto con Alitalia per i prossimi mesi non potrà utilizzarlo per volare con la nuova compagnia una volta che questa sarà subentrata alla vecchia.
    Show Notes

    Approvato il decreto Sostegni bis, le novità: stop ai licenziamenti fino al 28 agosto e assunzioni a tempo indeterminato per i medici - Open
    Licenziamenti, Orlando: «Non ho fatto alcun blitz. I partiti ripongano le bandiere o mettono tutto a rischio»- Corriere.it
    Decreto Semplificazioni - Argomenti - la Repubblica
    "Ex Ilva, unica certezza al momento sono gli esuberi" - Corriere di Taranto
    Orlando: "Misure per lavoro e imprese per superare blocco licenziamenti"
    Licenziamenti, saranno le donne nell'industria le prime candidate a perdere il posto - la Repubblica
    Landini: "Blocco licenziamenti? Mediazione non sufficiente. Confermiamo lo sciopero di domani a Montecitorio" - Il Fatto Quotidiano
    Giorgetti sbatte contro Vestager, che alza paletti sul
    1 hr 1 min
  • 119: La lotta contro i brevetti dei vaccini al Global Health Summit
    Mentre esperti e attivisti insistono sia l’unica soluzione per accelerare la produzione, politica e media sono sempre più occupate da lobbisti delle grande aziende farmaceutiche
    Oggi a Roma si è aperto il Global Health Summit del G20. All’evento sono convenuti paesi che sono apertamente contrari alla liberalizzazione dei brevetti — come Germania e Regno Unito — e paesi che finora hanno espresso il proprio sostegno alla causa in modo molto timido, come la Francia e il Canada. Nel corso della giornata ci sono stati momenti particolarmente bassi — come l’Unione europea che promette di donare 100 milioni di dosi di vaccino, quando ci sono 7,5 miliardi di persone ancora da vaccinare — ma anche rilevanti prese di posizione, come quella di Draghi, che si è allineato con gli Stati Uniti nel chiedere la sospensione dei brevetti per i vaccini.

    Ieri, prima dell’apertura del summit, la People’s Vaccine Alliance, la coalizione che chiede la sospensione dei brevetti sui vaccini, ha fatto notare che siccome si è lasciato lucrare sulla vendita dei vaccini, nove persone sono diventate miliardarie. Queste nove persone hanno un patrimonio netto combinato di 19,3 miliardi di dollari — una cifra con cui si potrebbe vaccinare tutte le persone nei paesi più sfruttati del mondo, che finora hanno ricevuto lo 0,2% delle dosi prodotte dalle aziende farmaceutiche. Oltre a questi nove, altri otto miliardari hanno visto le proprie finanze crescere drasticamente grazie ai vaccini, con un aumento della propria ricchezza combinato pari a 32,2 miliardi di dollari.

    Sospendere i brevetti è l’unico modo per garantire una drastica accelerazione della produzione dei vaccini — necessaria non solo da un punto di vista umanitario, ma anche per proteggere i paesi privilegiati, dove sempre più persone sono vaccinate, ma che potrebbero non essere protette anche da future varianti, che possono svilupparsi e diffondersi finché non avremo vaccinato tutt*.
    Show notes

    COVID vaccines create 9 new billionaires with combined wealth greater than cost of vaccinating world's poorest countries | Oxfam International
    Big Pharma Backs Media Voices Against Sharing Vaccine Patents
    Britain in talks to waive Covid vaccine patents to improve global access to jabs | Global development | The Guardian
    Global Health Summit - 21 May 2021 | www.governo.it
    Covid-19 vaccines have spawned nine new billionaires: campaign group | Arab News
    Vaccini Covid. Il Global Health Summit potrebbe chiedere la ‘licenza volontaria’ dei brevetti - Quotidiano Sanità
    A Roma Global Health Summit, Draghi: 'Crisi globale non è finita, dobbiamo agire in fretta' - Politica - ANSA
    Covid, Draghi al Global health summit: "L'Italia è per la sospensione temporanea dei brevetti". Big Pharma: "3,5 mld dosi a Paesi poveri" - la Repubblica
    EU to donate at least 100 million COVID vaccines to poorer nations this year | Reuters

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