TRAPPIST

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By The SubmarineNewsNews CommentaryPolitics
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TRAPPIST episodes

  • 118: Quella in Israele non è una guerra civile
    I bombardamenti sulla Striscia di Gaza continuano senza sosta, mentre proseguono in tutto il paese i linciaggi e le aggressioni contro le famiglie arabe, ad opera di gruppi di estrema destra. Lo scontro non potrebbe essere più impari, e i palestinesi sono costretti a difendere la propria stessa esistenza
    Su Gaza continuano i bombardamenti, che hanno segnato drammaticamente quelle che avrebbero dovuto essere le celebrazioni per il primo giorno di Id al-fitr e sono andati avanti ininterrotti fino all’alba di questa mattina. La scorsa notte le IDF hanno annunciato — su Twitter ovviamente — che avevano iniziato anche operazioni di terra contro la Striscia di Gaza, ma la notizia al momento è stata smentita dai report dei giornalisti presenti nella zona. Nel corso della giornata di ieri l’esercito israeliano aveva continuato ad ammassare truppe lungo il confine della Striscia, mobilitando anche 9.000 riservisti. La strategia della tensione, comunque, ha funzionato: un retroscena di Haaretz rivela che Naftali Bennett, leader del partito La Casa Ebraica, avrebbe dichiarato a porte chiuse che gli episodi di violenza tra israeliani e palestinesi avrebbero definitivamente archiviato la possibilità di formare un governo anti–Netanyahu, e sarebbe pronto a tornare a parlare con il Likud.

    Non ci sono solo i bombardamenti, ma anche la violenza di stato e quella delle squadracce di estrema destra. Ad Al–Bireh la polizia ha represso le proteste completamente pacifiche dei cittadini palestinesi, che stavano manifestando contro i bombardamenti, di fronte all’insediamento illegale di Beit El. Lubna Masarwa e Frank Andrews hanno letto dei messaggi che vengono scambiati su “the Underground Unit,” una chat con centinaia di partecipanti su Signal, dove i fondamentalisti di estrema destra organizzano gli attacchi. “Portate tutto, coltelli, gasolio,” si leggeva in un messaggio. “Non abbiate paura, siamo i prescelti.”

    Con calma, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà questa domenica per quella che, con un eufemismo, l’ambasciatrice Linda Thomas–Greenfield ha descritto come “la situazione a Gaza.” Gli Stati Uniti hanno ripetuto di nuovo il proprio impegno per la de-escalation, che vuol dire, specificamente, emettere dichiarazioni in cui si chiede solo ad Hamas di smettere di lanciare razzi verso Israele.



     
    In piú, a fine puntata si unisce a noi Peter Kleckner, per andare dietro le quinte di TITANO ROSSO, il nostro podcast miniserie che racconta del colpo di stato contro il governo socialcomunista di San Marino.
    Show notes

    “È Israele che ha superato ogni linea rossa, non i palestinesi.” Lo storico Ilan Pappé commenta l’aggressione a Gaza
    A Milano le seconde generazioni scendono in piazza per la Palestina
    Israel-Gaza violence: Israel carries out attacks on Gaza Strip — live updates | News | DW | 14.05.2021
    Bennett says Lapid government is off the table, renews talks with Netanyahu's Likud - Israel News - Haaretz.com
    Far-right Israeli groups plan further violence against Palestinians after night of lynchings | Middle East Eye
    Israel threatens Gaza with ground attack amid air strikes: Live | Conflict News | Al Jazeera
    The untold story of Sheikh Jarrah – Middle East Monitor
    In pictures: Seven things you should know about Sheikh Jarrah's history | Middle East Eye
    Breaking News, World News and Video from Al Jazeera
    Israel says no troops in Gaza, blames 'internal communication' for confusion

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.
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    1 hr 15 min
  • 117: Il ddl Zan non limita la libertà di nessuno: chi lo sostiene è in malafede
    Il disegno di legge del Pd è piuttosto moderato, ma è un primo passo necessario per un paese che ha urgente bisogno di una svolta sui diritti civili
    La commissione Giustizia del Senato ha deciso che il ddl Zan sarà discusso da solo, e non accorpato ad altri disegni di legge come stava cercando di fare la destra. È un passo avanti nell’accidentato percorso di approvazione della legge, che la destra sta provando a sabotare con un ostruzionismo costante. Dopo che la questione della legge sull’omobitransfobia è stata inaspettatamente messa al centro del dibattito pubblico da Fedez durante il concerto del Primo maggio, i tentativi di sabotaggio della legge si sono concentrati sulla presentazione di proposte edulcorate rispetto al ddl Zan, che affrontino comunque la questione ma in modo ancora più blando.

    Diversi sondaggi mostrano infatti come per la maggioranza degli italiani ci sia bisogno di una normativa che limiti la violenza omofobica e sessista: una lezione importante, che mostra bene come un’azione politica decisa possa portare all’attenzione dell’opinioine pubblica anche temi che, secondo la destra, non sarebbero prioritari durante la pandemia. Tra le conquiste più importanti del ddl Zan ci sarebbe la codificazione di una sostanziale continuità, ad esempio, tra la violenza sulle donne e quella connessa all’identità di genere, frutto in ultima analisi della stessa cultura maschilista, cercando di adottare un approccio non solo punitivo ma anche educativo sulla questione.

    Il ddl Zan, però, non risolverà tutti i problemi connessi all’argomento in Italia. Il disegno di legge firmato Pd, infatti, pur essendo diventato oggetto di uno scontro ideologico piuttosto acceso è una proposta molto moderata, che costituisce un primo passo nella tutela delle categorie più sensibili alla violenza di genere ma che lascia aperte molte questioni centrali nella società italiana contemporanea.

    Il ddl Zan andrebbe sostanzialmente a integrare la legge Mancino, la normativa che già oggi si occupa di contrastare e regolare le manifestazioni di odio e discriminazione razziale in Italia. Peccato che la legge sia notoriamente difficile da applicare, essendo efficace solo in casi di atti d’odio — verbali o concreti — molto precisi e diretti esplicitamente ad una certa persona in quanto appartenente a una categoria svantaggiata.

    Insomma, anche se il ddl Zan verrà  approvato, non dobbiamo aspettarci una radicale diminuzione delle esternazioni truci di esponenti leghisti nei consigli comunali di tutta Italia come quelle ricordate da Fedez dal palco del concertone. Senza dubbio però lo stato italiano farebbe un passo avanti nella protezione di chi, da lungo tempo, attende di non essere più lasciato solo contro un retroterra sociale e culturale che spesso si rivela oppressivo e violento.
    Show notes

    Testo del ddl
    Ddl Zan, cosa significa articolo per articolo - Wired
    A che punto siamo con il ddl Zan - Il Post
    Zappino: «Omo-lesbo-bi-transfobia problema strutturale» - DINAMOpress
    Omofobia:Cirinnà(Pd),si porti ddl Zan direttamente in Aula - Ultima Ora - ANSA
    Risultati sondaggio: legge Zan, l’omotransfobia deve essere reato
    Sondaggio BiDiMedia, Ddl Zan: la maggioranza degli italiani è a favore
    57 min
  • 116: Il piano europeo per le deportazioni “volontarie”
    Con “gestione delle migrazioni” la Commissione europea intende semplicemente rimpatriare più migranti che si può, possibilmente spendendo poco
    Il vicepresidente della Commissione europea per la promozione dello “stile di vita europeo” Margaritis Schinas e la Commissaria agli Affari interni Ylva Johansson hanno presentato quello che hanno descritto come un nuovo piano per intensificare i rimpatri “volontari” a discapito di quelli “forzati.” Il problema principale di questi ultimi, secondo l’Unione europea, non sono perplessità sui diritti umani, ma il loro costo superiore: rispettivamente 560 euro contro 3.414.

    Il piano, che prevede l’istituzione di un nuovo responsabile europeo a quelle che sono effettivamente deportazioni, amplierà i poteri di Frontex e codificherà i rimpatri nel sistema dei visti europei, in modo da incardinarli saldamente nella burocrazia della gestione dei flussi migratori. In questa puntata di TRAPPIST ci soffermiamo sui materiali illustrativi di dubbio gusto prodotti dall’Unione europea sull’argomento per commentarli, per poi espandere il discorso sulla sistematica politica di repressione dei migranti condotta dagli stati europei.
    Show notes

    EU adopts strategy on sending irregular migrants back – EURACTIV.com
    EU Strategy on voluntary return and reintegration: Q&A
    The EU strategy on voluntary return and reintegration
    A sustainable development approach to return and reintegration: dilemmas, choices and possibilities
    Return & readmission
    EU commission calls Frontex its new 'Return Agency'
    More than 18,000 migrant and refugee children missing in Europe - InfoMigrants
    [Press release from 26.4.2021] Scandalous sentencing of a Syrian refugee on the Greek island of Lesvos to 52 years imprisonment +++ Trial observers strongly criticise the criminalisation of flight | You can't evict a Movement – You can't evict Solidarity!
    1 hr 9 min
  • 115: Per contrastare l'emergenza climatica non bastano le parole
    Stati Uniti, Cina e Russia dicono di voler collaborare per evitare la catastrofe, ma nonostante i summit come quello di questi giorni, i governi del mondo non stanno facendo abbastanza
    In apertura al summit sul clima organizzato in occasione della Giornata della Terra, Joe Biden ha annunciato un nuovo obiettivo per gli Stati Uniti: dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 — rispetto però ai dati del 2005, e non del 1990. Questo è un dettaglio fondamentale: il termine di paragone usato da tutto il mondo è quello del 1990 — Biden spera di nascondere con il paragone al 2005, in cui le emissioni erano maggiori rispetto al 1990, che il proprio annuncio è in realtà molto meno ambizioso di quello di altri paesi, come il Regno Unito e i paesi europei. Nonostante ciò, per Biden si tratta comunque di una montagna forse insormontabile — in parte perché deve lavorare senza il sostegno del Congresso, dove la maggioranza democratica è troppo debole, in parte perché ogni sforzo realizzato dal presidente potrebbe essere distrutto tra quattro anni dal suo successore.

    Al summit è intervenuto anche Xi Jinping, che ha rinnovato l’impegno della Cina di essere carbon neutral entro il 2060. Nonostante le tensioni su tutti gli altri fronti, è fondamentale che Stati Uniti e Cina collaborino su questo fronte, perché i due paesi, insieme, sono responsabili di circa metà delle emissioni del mondo. Xi ha chiesto ai leader del mondo di dimostrare “ambizioni e azioni senza precedenti,” ripetendo gli impegni del proprio paese nell’avanzamento tecnologico che dovrebbe garantire l’azzeramento delle emissioni.
    Show notes

    Climate Summit: U.S. Aims For 50% Cut In Greenhouse Gas Emissions : NPR
    The U.S. Has a New Climate Goal. How Does It Stack Up Globally? - The New York Times
    Biden unveils sweeping climate goal — and plans to meet it even if Congress won't - POLITICO
    Biden calls for climate action as Xi renews carbon neutral pledge | Climate Change News | Al Jazeera
    Xi calls for building a community for man and nature at US-held climate summit - Global Times
    Global climate summit to prove ‘America’s back in the driver’s seat,’ Michael Regan says | PBS NewsHour
    U.S.-China Joint Statement Addressing the Climate Crisis - United States Department of State
    Cingolani: 'Giovani credano in cultura, studio e scienza'
    Giornata della Terra, Cingolani: "Tempi della burocrazia incompatibili con transizione ecologica" - Il Fatto Quotidiano
    Trivelle, da Cingolani ok a 10 giacimenti di idrocarburi in Italia - Wired
    Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: "Sentenza ideologica" - Il Fatto Quotidiano
    Ilva, il ministero della Transizione ecologica contro il Tar di Lecce che vuole spegnerla per le emissioni nocive: "Sentenza ideologica" - Il Fatto Quotidiano
    La transizione ecologica del conflitto di interessi del ministro Cingolani
    Most major companies failing climate targets: study – EURACTIV.com

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    1 hr 14 min
  • 114: Perché l’Italia non può fare a meno dell’ex Ilva
    La storia dello stabilimento di Taranto è una lista di promesse disattese, posti di lavoro persi, morti per inquinamento. Ma l’impianto resta di importanza economica e strategica innegabile
    La questione Ilva sembra finalmente avviarsi verso una soluzione che non metta a rischio tutti i posti di lavoro dello stabilimento di Taranto nel breve termine. Questa soluzione è l’ingresso dello stato, tramite la controllata pubblica Invitalia, che con 400 milioni diventerà di fatto il principale socio dell’azienda. Nasce così Acciaierie d’Italia. Il ritorno di Ilva allo stato arriva dopo più di due decenni di privatizzazione che si è rivelata rovinosa per le casse dell’azienda e soprattutto sotto il profilo di efficienza ambientale dell’impianto, al centro di numerose polemiche per la sua nocività per gli abitanti dei territori circostanti.

    L’altro ieri l’operazione è stata ufficializzata dal ministro dello Sviluppo economico Giorgetti — che nelle scorse settimane era sembrato freddo all’idea di un rientro così forte dello stato — dopo essere stato annunciato già a dicembre e a gennaio. Giorgetti potrà indicare tre nomi per il nuovo cda, tra cui quello del nuovo amministratore delegato. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, potrebbe essere Franco Bernabè, ex ad di Eni e Telecom Italia.

    Cercheremo di ripercorrere la storia dell’acciaieria e delle ultime vicende che vedono coinvolto lo stabilimento di Taranto — compreso il licenziamento di un operaio in seguito alla pubblicazione di un post su Facebook sulla pericolosità dell’inquinamento causato dall’acciaieria. Il licenziato ha incassato il sostegno morale del ministro del Lavoro Orlando e quello economico di Sabrina Ferilli. Negli ultimi anni, l’inquinamento dell’acciaieria ha causato migliaia di vittime nella città di Taranto, e le gestioni private non hanno fatto nulla per cambiare questa situazione drammatica — a cominciare da Arcelor Mittal.

    Per finire parleremo dello scoppiettante mercato mondiale dell’acciaio, dominato dall’industria cinese, ma in cui l’Italia gioca ancora un inatteso ruolo di primo piano. In generale, tutti i mercati delle materie prime sono destinati a subire cambiamenti rilevanti in seguito alla pandemia, evidente soprattutto nell’aumento vertiginoso dei loro prezzi — dal frumento al petrolio all’acciaio, appunto: fatto che rende ancora più sensibile la riuscita dell’affare-ex Ilva.
    Show notes

    Ex Ilva, si sblocca l’ingresso dello Stato con 400 milioni: nasce Acciaierie d’Italia - Il Sole 24 ORE
    Ex Ilva, torna lo Stato (con Bernabè). Giorgetti: ok all’ingresso di Invitalia- Corriere.it
    Orlando duro con Mittal: "Chiarire su operaio licenziato per un post". L'azienda sostiene di aver fornito spiegazioni. Ma il ministero nega
    Sabrina Ferilli pagherà le spese legali all'operaio dell'ex Ilva di Taranto licenziato per un post sulla sua fiction
    Taranto: dopo l’ennesima privatizzazione la storia infinita si ripete
    Le scuse di ArcelorMittal e le complicità dello Stato
    WHO WE ARE | worldsteel
    Total production of crude steel
    Imports of semi-finished and finished steel products

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    1 hr 16 min
  • 113: La guerra dell’acqua per la Grande diga del rinascimento etiope
    La GERD costituisce una minaccia vitale per l’economia di Sudan ed Egitto, ma è un investimento troppo importante per l’Etiopia perché si trovi un facile compromesso. E i rapporti tesissimi tra Stati Uniti e Cina rendono difficile una soluzione grazie a una terza parte
    Martedì l’incontro tra Egitto, Sudan e Etiopia per trovare un accordo sulla Gerd, la Grande diga del rinascimento etiope, è fallito prima di iniziare. L’Etiopia, infatti, ha rifiutato la proposta di invitare ispettori terzi — statunitensi, europei, cinesi o altro — come richiesto dal Sudan. Il fallimento racconta benissimo le difficoltà che i tre paesi stanno attraversando. Il dittatore egiziano al-Sisi ha minacciato esplicitamente l’Etiopia di guerra. Il Sudan sostiene la decisione unilaterale di costruire la diga da parte dell’Etiopia è un atto illegale secondo la legge internazionale. 

    Riuscire a ricondurre la crisi in un contesto di accordo transnazionale, in un momento in cui Stati Uniti e Cina — i due investitori più importanti della regione — a stento si parlano, sembra però molto difficile.

    Della diga in Italia si è parlato molto poco, ma in realtà si tratta di una storia che ci tocca da vicino: la GERD è stata costruita da Webuild, ex–Salini Impregilo, il colosso delle grandi costruzioni, che da sempre è attivissimo in Africa e che in Etiopia era già stato coinvolto nella costruzione — e nell controversie — della diga Gibe III.
    Show notes

    Kinshasa dam talks between Ethiopia, Sudan and Egypt at an impasse | Africanews
    China at the heart of rising Nile River conflict - Asia Times
    Africa News: China Steps Up Pressure Over Ethiopia Hydro Power - Bloomberg
    Grandi dighe: benefici e costi del “Rinascimento” dell’Etiopia | ISPI
    Death on the Nile Haunts Ethiopia’s Rebirth
    Omo investors won't scrub away Kuraz's sugary stain - Ethiopia Insight
    La diga dei guai in Etiopia | Giornalettismo
    Una diga lascia a secco 200mila etiopi - Corriere della Sera
    الصين وإثيوبيا توقعان اتفاقا بشأن إقامة آلية حماية لأمن المشروعات الرئيسية لمبادرة الحزام والطريق
    "البرلمان الإثيوبي" يصدق على اتفاقية "تعاون عسكري" مع تركيا - المراقب
    حجم الاستثمارات بين مصر والصين يرتفع بنسبة 83.4% بإجمالى 190 مليون دولار - جريدة المال

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    1 hr 11 min
  • 112: Tre mesi di campagna vaccinale fallimentare
    Entro fine marzo avrebbero dovuto ricevere il vaccino l’80% degli anziani — ma siamo fermi al 27%, a livello comunitario. Intanto, la campagna vaccinale statunitense corre sempre più veloce, lasciando l'Ue in imbarazzo
    Dopo tre mesi di campagna vaccinale, il Regno Unito ha dato almeno una dose al 45% della popolazione, gli Stati Uniti al 28%, l’Unione europea solo all’11%. Una campagna “inaccettabilmente lenta,” secondo il direttore regionale per l’Europa dell’OMS Hans Kluge. “Lasciate che sia chiaro,” ha continuato, “dobbiamo accelerare aumentando la produzione, abbattendo le barriere per amministrare i vaccini, e usando tutte le dosi che abbiamo già in stock.” Nell’Ue questi primi tre mesi sono stati un completo fallimento: si doveva arrivare a vaccinare l’80% degli over 80 e del personale sanitario, e invece si sono raggiunti solo il 27% dei più anziani e il 47% degli operatori sanitari. La situazione è ancora più dura nei paesi della regione fuori dall’Unione europea. Kluge ha chiesto ai paesi più ricchi, non appena terminata la campagna per infermieri, medici, e persone più anziane, di condividere le proprie dosi con i paesi europei di medio reddito, e con il meccanismo COVAX di distribuzione dei vaccini. Una richiesta che, è inutile dirlo, sarà disattesa.

    La campagna vaccinale è una corsa contro il tempo non solo per salvare le vite delle persone che non sarebbero morte se fossero già state vaccinate, ma è anche l’unico strumento che abbiamo per impedire l’emergere di nuove varianti più pericolose del virus: un’evenienza che, con l’ampissima circolazione del virus in tutta Europa, costituisce un rischio concreto. Reuters ieri ha pubblicato una serie di infografiche che ritraggono “l’esitazione vaccinale” dell’Europa: i dati raccontano una storia imbarazzante, dall’inizio lentissimo delle inoculazioni — il Regno Unito ha vaccinato con una dose il 5% della propria popolazione in 38 giorni, gli Stati Uniti in 40 giorni, l’Unione europea in 63 — al sorpasso dell’Ungheria rispetto alla media di persone vaccinate nel resto del blocco, grazie alla distribuzione dei vaccini Sputnik V e Sinopharm.
    Show notes

    COVID vaccine rollout 'unacceptably slow' in Europe as cases rise, warns WHO | Euronews
    Coronavirus, tutte le falle del piano Ue di vaccinazione: non ha centrato nessuno degli obiettivi prefissati per il primo trimestre - la Repubblica
    WHO/Europe | Media centre - Slow vaccine roll-out prolonging pandemic
    WHO slams Europe′s ′unacceptably slow′ vaccine rollout | News | DW | 01.04.2021
    Covid-19 Vaccine Rollout: County and State Tracker
    More Than 608 Million Shots Given: Covid-19 Vaccine Tracker
    Biden Administration Announces Ad Campaign to Combat Vaccine Hesitancy
    Biden administration launches $10 million ad campaign, leaders' network to encourage vaccination - CNNPolitics
    Photos: The Great Vaccination Campaign - The Atlantic
    White House set to unveil sweeping vaccine-confidence campaign

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    1 hr 7 min
  • 111: I privilegi vaccinali e le loro conseguenze
    Da una parte campagne vaccinali vista lago, dall’altra paesi dove non è stato vaccinato nessuno; da una parte giovani con mansioni non a rischio già vaccinati; dall’altra novantenni che aspettano ancora la prima dose. I privilegi vaccinali mettono in pericolo la salute di tutt*
    Dall’apartheid vaccinale alla gestione opaca della campagna vaccinale delle regioni, sono tantissimi i “privilegi” vaccinali, e portano con sé conseguenze pesantissime: l’Italia è l’ultimo paese in Europa per le vaccinazioni della fascia 70–79, ed è molto indietro anche nel vaccinare gli ultra–ottantenni, e per questo è interessata da un tasso di mortalità molto più alto che altri paesi europei. 

    Al contempo, mentre noi ci preoccupiamo di quanto presto saremo vaccinati, la condizione di ognuno di noi è già inerentemente privilegiata, perché nel resto del mondo, al di fuori dai paesi più ricchi, la campagna vaccinale di fatto non è ancora incominciata.
    Show notes

    Il vaccino anti covid in Italia in tempo reale | Il Sole 24 ORE
    DATAVIRUS: Vaccini, quei due mesi persi dall’Italia | ISPI
    Bertolaso boccia senza appello l'hub vaccinale. A Como scoppia la rivolta - Cronaca - ilgiorno.it
    Press Briefing by Press Secretary Jen Psaki and Secretary of Homeland Security Alejandro Mayorkas | The White House
    EU exported 77 million COVID-19 vaccines since December - Commission
    How the UK gained an edge with AstraZeneca’s vaccine commitments – POLITICO
    Biden sets new Covid vaccine goal as coronavirus pandemic continues
    Le dosi di vaccino AstraZeneca trovate nello stabilimento di Anagni andranno all'Unione europea
    Cosa si sa dei 29 milioni di dosi di AstraZeneca trovati ad Anagni
    UK and EU say looking to create 'win-win' situation on COVID-19 vaccines
    AstraZeneca may have used 'outdated information' on vaccine - STAT
    Vaccini, Draghi rimprovera le Regioni indietro con gli over 80: la peggiore è la Toscana. Giani si difende - Il Tirreno
    Dove si vaccinano di più gli anziani

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub, Emanuela Colaci @EmaColaci, e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.
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    in copertina, foto CC-BY-2.0 Dipartimento della Difesa statunitense, via WIkimedia Commons
    59 min
  • 110: Che cosa è successo questa settimana con il vaccino di AstraZeneca
    L’Europa è stata travolta dal panico per gli ipotizzati effetti collaterali causati dal vaccino di Oxford, mentre la Commissione europea continua a fare i conti con la mancanza di dosi, e la terza ondata si è abbattuta su Francia e Italia
    Il comitato di sicurezza dell’EMA si è espresso sul rischio di coaguli collegato alle inoculazioni del vaccino di AstraZeneca. Il comitato ha aperto la propria analisi ripetendo che “i benefici superano i rischi.” Il comitato ha stabilito che per ora è impossibile associare il vaccino ad un aumento di rischio di eventi tromboembolici e ha assicurato che gli episodi emersi in tutta Europa nei giorni scorsi non sono legati a uno specifico lotto di vaccini. Non si sono invece potute trarre conclusioni definitive sull’associazione con coaguli causati da trombocitopenia — ovvero quando si rilevano livelli bassi di piastrine nel sangue. L’agenzia riporta i dati con cui siamo ormai familiari: su circa 20 milioni di persone vaccinate con AstraZeneca, si contano finora 7 episodi di coagulazione intravascolare disseminata, e 18 di trombosi del seno venoso cerebrale.

    La posizione dell’EMA, che non è mai cambiata in questi giorni, era attesa da molti paesi europei, evidentemente pentiti dal panico mediatico scatenato dalla sospensione delle inoculazioni: oggi riprendono le vaccinazioni con AstraZeneca in Italia, in Francia — dove oggi riceverà una dose di AstraZeneca anche il Primo ministro Castex, per dimostrare la fiducia del governo nel vaccino anglo–svedese — e in Germania. Anche la Spagna riprenderà a somministrarlo, ma non prima di mercoledì prossimo.

    Insomma: i paesi che hanno sospeso AstraZeneca nelle ore successive alla decisione tedesca ricominceranno a vaccinare al più presto. La storia è invece diversa per diversi stati che avevano espresso dubbi sul vaccino di Oxford prima di lunedì. Norvegia, Svezia, e Danimarca, infatti, hanno annunciato che non riprenderanno le somministrazioni finché le autorità locali non avranno terminato la propria revisione del verdetto dell’EMA. Geir Bukholm, dell’Istituto norvegese alla Salute pubblica, ha indicato che i funzionari hanno intenzione di prendersi almeno un’altra settimana per indagare sui casi locali. Una finestra di tempo confermata anche dalle autorità omologhe svedesi. Le indagini da tenere d’occhio sono quelle della Danimarca, dove già ieri, prima che l’EMA confermasse la propria posizione, gli esperti sanitari si erano schierati dicendo di poter dimostrare il collegamento tra AstraZeneca e gli effetti collaterali. Parlando con VG, il ricercatore Pål Andre Holme si era esposto, sostenendo che la causa dei coaguli sarebbe una “fortissima risposta immunitaria.”

    La sospensione di AstraZeneca — oltre ad aver causato un cataclisma mediatico che speriamo non abbia danneggiato irrimediabilmente la fiducia nel vaccino da parte del pubblico europeo — è arrivata nei giorni peggiori immaginabili per molti stati europei. In Francia l’annuncio della ripresa della somministrazione è arrivata insieme all’inizio di un lockdown in 16 regioni, compresa l’Île-de-France. In Germania la politica è scossa dalla lentezza della campagna vaccinale — ieri Richard Walker di DW ha chiesto a Heiko Maas se la situazione non comprometta la reputazione di efficienza del paese. In Italia il presidente del Consiglio Draghi ne aveva già parlato dalla cerimonia per le vittime del Covid a Bergamo, dicendo che in ogni caso “il ritmo dei vaccini” non sarebbe cambiato. L’intensità di questa contraddizione interna aveva raggiunto livelli grotteschi l’altroieri, quando la Commissione europea aveva avanzato di nuovo minacce contro il Regno Unito su un vaccino che, in quel momento, era stato bloccato da moltissimi paesi europei.
    Show notes

    Nicola Magrini (Aifa): "Stia tranquillo chi ha fatto la prima dose, io credo nel vaccino AstraZeneca"
    Biella, autopsia del professore morto: nessun legame con AstraZeneca
    Which European states have paused AstraZeneca jabs due to cl
    1 hr 10 min
  • 109: Naufragi e deportazioni sono la realtà quotidiana nel Mediterraneo centrale
    Il Consiglio d’Europa chiede agli stati di attivare una nuova missione di soccorso, interrompere la criminalizzazione delle Ong, e smettere di aver rapporti con la Libia. Sarebbe il minimo — ma sembra impossibile
    A inizio settimana la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatović ha presentato un documento in cui si riassume l’ultimo anno e mezzo di azione politica — e spesso inazione politica — da parte dell’Europa sui flussi migratori. La commissaria illustra come a livello europeo, le ONG siano state stigmatizzate prima e poi perseguitate a livello legale, e come la collaborazione dell’Unione europea con paesi terzi — prima di tutti, la Libia — renda possibile gravissime infrazioni dei diritti umani.

    Il report non dice niente di nuovo, ma costituisce una presa di posizione molto importante. Le richieste sono specifiche: che gli Stati si impegnino a tornare nel Mediterraneo con una missione umanitaria come fu missione Sophia; che non si stringano più accordi con stati che non rispettano i diritti umani, come la Libia; e che venga interrotta la criminalizzazione delle ONG. Si tratta proposte basilari — il punto di partenza per ripristinare la decenza e il rispetto delle leggi internazionali, ma sono così radicalmente contrapposte alle attuali linee dei governi nazionali che secondo Mijatović un cambio di direzione può arrivare solo grazie alla pressione di gruppi per i diritti umani e di parlamentari.

    Partiamo dal report per ripercorrere la situazione anche oltre al Mediterraneo. Alle Canarie, ad esempio, dove la Spagna effettua deportazioni sistematiche verso il Marocco. Ancora ieri la polizia marocchina ha compiuto diversi raid violenti a ridosso del confine dell’enclave spagnola di Melilla, fermando più di 150 persone, tra cui molti minori, che verranno probabilmente deportati nei paesi di origine. Intanto, continua l'oppressione lungo la rotta balcanica, dove la polizia croata massacra i migranti e la giustizia italiana perseguita chi cerca di curarli.
    Show notes

    Il Consiglio d'Europa: "Le politiche dei Paesi Ue provocano morti"
    https://rm.coe.int/a-distress-call-for-human-rights-the-widening-gap-in-migrant-protectio/1680a1abcd
    EU takes legal steps against Hungary over NGO law | News | DW | 18.02.2021
    Greece: Refugee children lack access to education, NGOs say - InfoMigrants
    Spagna, una nuova crisi dei rifugiati? – UNHCR Italia
    Witness: “If You Scream, They Will Beat You More” | Human Rights Watch
    "È un processo politico alle Ong": parla il capitano della nave Iuventa
    La solidarietà non è reato | il manifesto
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