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By The SubmarineNewsNews CommentaryPolitics
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TRAPPIST episodes

  • 108: Myanmar, un paese senza alternative
    Un mese dopo il colpo di stato il movimento di protesta del Myanmar continua a resistere contro un’oppressione sempre più violenta. Ma chiedere il ripristinio dello status quo — proprio quello che ha reso possibile il golpe — non basta per salvare il paese
    Lo scorso primo febbraio, in Myanmar, l’esercito ha sciolto il parlamento e arrestato i leader politici del NLD, il partito di Aung San Suu Kyi, prendendo direttamente il controllo del governo. Le proteste sono scattatate immediatamente, ma inizialmente non hanno incontrato forte resistenza da parte delle autorità e delle forze dell’ordine. Poi, due settimane fa, progressivamente la repressione si è fatta sempre più violenta,  fino ad arrivare alla strage dell’altroieri, quando in un solo giorno sono state uccise più di 30 persone.

    Si possono dividere le proteste in due parti: da un lato, il movimento di disobbedienza civile, coordinato da sindacati e gruppi studenteschi — un fronte unico che unisce minatori, operai, infermieri e studenti universitari; dall’altro ci sono tantissime persone scese in strada senza una forte organizzazione, dimostrando coraggio ma mettendo soprattutto a repentaglio la propria vita. Non per niente, tra le misure più aspre attivate dalla giunta c’è stata la messa al bando di tutti i sindacati.



    Dopo la sollevazione 8888, la ribellione è a tutti gli effetti un mito fondativo per chi protesta in Myanmar, e infatti, nonostante il sangue versato nelle strade, le proteste non si fermano. Ma la mancanza di una struttura, per mancanza di un miglior termine, rivoluzionaria, mette a repentaglio qualsiasi vittoria immaginabile per la sollevazione.

    Nella seconda metà dell’episodio cerchiamo di ricostruire rapidamente i punti più importanti della storia del paese, per spiegare come l’esercito del paese sia riuscito a costruire a tutti gli effetti uno stato nello stato — controllando una banca, diversi media, producendo… una birra — e come la figura di Aung San Suu Kyi sia irrimediabilmente compromessa, lasciando il paese senza futuro.
    Show Notes

    Myanmar Military Detains More Than 1,500 Since Coup
    A day after the regime murdered dozens of their comrades, defiant protesters return to the streets
    Myanmar’s Rescue Workers, Medical Volunteers Targeted by Security Forces
    Myanmar diplomatic revolt widens as anti-coup protests return
    Another Bloody Day in Myanmar: At Least 28 Protesters Slain by Military
    World condemns Myanmar crackdown as 18 peaceful protesters killed | Myanmar News | Al Jazeera
    Frontline workers in Myanmar’s health crisis vow to keep up pressure on the regime
    Myanmar protests continue after violence, raid on NLD office
    Hundreds of cars stall traffic on Yangon’s roads in day 12 of protest | The Myanmar Times
    ‘We are under the Tatmadaw again’: watching the coup unfold from a conflict zone | Frontier Myanmar
    Myanmar: what is to be done?
    The united states of Myanmar? - The Hindu

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.
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    1 hr 4 min
  • 107: Parliamo seriamente dei passaporti vaccinali
    Dopo il summit di ieri i passaporti vaccinali sembrano ormai inevitabili anche in Europa: ma hanno implicazioni sociali e morali che vanno affrontate, non ignorate
    Nell’Unione europea c’è ancora forte disaccordo tra i paesi che si sono fatti promotori dei passaporti vaccinali e chi invece resta più scettico: Spagna e Grecia — due paesi che hanno stretta necessità che il turismo riparta in forza quest’estate — sono molto a favore, mentre Francia e Germania sono più scettiche. 

    Le dichiarazioni di von der Leyen di ieri sembrano confermare che ci sarà un certificato europeo che permetterà di viaggiare, testimoniando la propria immunità o la propria negatività a tampone — ma, resta ancora da risolvere quello che è di gran lunga l’aspetto più annoso del confronto: l’uso dei passaporti come pass per accedere a ristoranti, discoteche, cinema e altri locali. È il modello che ha deciso di seguire Israele, dove, seppur con mascherine e distanziamento ovunque, ha riaperto tutto per chi è già immune, ed è una possibilità discussa molto seriamente anche nel Regno Unito — non per caso, i due paesi che sono più avanti nelle rispettive campagne vaccinali.

    Se l’utilizzo di certificati nel contesto di corridoi turistici sembra ormai inevitabile, l’utilizzo di pass vaccinali per accedere a occasioni di convivialità apre a scenari che vanno analizzati con accuratezza — con profonde implicazioni sociali e per la privacy. Dobbiamo iniziare a parlarne ora in modo che, quando saranno probabilmente attivati, si siano prese misure per garantire la minore intrusività possibile.
    Show notes

    EU mulls vaccination passports to resurrect tourism after COVID-19
    Vaccine certificates could be available within three months, says EU chief
    Coronavirus: EU leaders consider vaccine passports | News | DW | 25.02.2021
    Greece issues COVID vaccine certificates to those who have had both doses
    Subscribe to read | Financial Times
    Spain to add Covid-19 vaccine passport to travel corridor scheme - The Local
    France Has 1 Of The Highest Rates Of Vaccine Skepticism : NPR
    Interview: Von der Leyen: "Ich kann den Frust der Menschen nachvollziehen" | Augsburger Allgemeine
    EU leaders vow to speed up vaccine production at Covid-19 summit
    UK, US to achieve herd immunity in 2021, but not EU: Report | Coronavirus pandemic News | Al Jazeera
    Singapore says discussing vaccine certification with other countries
    500 Internal Server Error
    Vaccinated Tel Aviv is a glimpse at the confusing future of going out | WIRED UK

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    1 hr 11 min
  • 106: Draghi non è ancora riuscito a spiegare il governo Draghi
    Continuità con il governo precedente e pochissime indicazioni di un nuovo indirizzo politico: ma allora perché esiste questo governo?
    Il governo Draghi è ufficialmente in carica: la Camera ha votato la fiducia con 535 sì e 56 no, confermandosi il governo con la terza maggioranza più ampia nella storia della repubblica. A sinistra, l’unico voto contrario è stato quello di Nicola Fratoianni. Il premier ha deciso di non ripetere il discorso già pronunciato al Senato ma, al termine del dibattito, si è concesso una replica di circa 13 minuti, in cui è tornato su alcuni elementi del proprio programma: lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, ripartenza del turismo — “il turismo è sicuro che riparte, perché siamo l’Italia” — centralità dello sport per il suo “straordinario valore sociale, educativo, formativo.”

    Durante il discorso al Senato Draghi aveva rilasciato dichiarazioni ancora più utili per provare a capire come sarà il suo governo. In particolare, secondo Draghi, “Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.”

    Le parole sembrano confermare la fine degli aiuti “a pioggia” per ristorare lavoratori e imprese dal rischio di fallimento, impostando l’investimento da parte dello stato invece verso le imprese e i settori che più possano garantire un’espansione dell’economia in futuro. Nonostante le parole del nuovo presidente del Consiglio, evitare che a fare le spese di un’eventuale ristrutturazione profonda dell’economia italiana siano soprattutto i lavoratori sarà un’impresa che richiederà impegno e — oltre che “competenza” — anche una precisa volontà politica.

    Il governo Draghi per il momento non sembra essere nemmeno particolarmente amico delle piccole e medie imprese, che costituiscono la base elettorale dei partiti di destra che lo sostengono. È difficile immaginare quale potrà essere il futuro di tutte le forze al governo e in particolare della coalizione di centrosinistra, rimasta orfana dalla defenestrazione di Conte ad opera di Matteo Renzi.

    Come tutti i governi e le forze politiche basati sulla convinzione di essere più competenti degli altri, però, quello guidato da Draghi dovrà fornire rapidamente molte risposte e scegliere da che parte stare — tra più ricchi e meno ricchi — nella gestione dei fondi del Recovery Fund. Il rischio è bruciare i residui di credibilità di tutto l’arco parlamentare a parte Sinistra Italiana e, soprattutto, fratelli d’Italia. Per ora le premesse non sono delle migliori, visto che in tutti gli interventi parlamentari del Premier sono state date poche informazioni concrete.
    Show notes

    "La Camera approva": 535 sì e 56 no per il Governo Draghi
    Fratoianni: "No alla fiducia, Conte vittima di un delitto politico premeditato"
    Dichiarazioni programmatiche, la replica del Presidente Draghi alla Camera | www.governo.it
    Il Senato vota sì alla fiducia al Governo Draghi con 262 voti a favore, 40 contrari e 2 astenuti
    I voti di fiducia ai governi passati - YouTrend
    Che cosa ha detto Draghi in Senato, oggi: vaccini, scuola, euro, sanità e fisco- Corriere.it
    Salvini sull'Euro: irreversibile? Solo la morte lo è | Sky TG24
    Governo, Draghi 'inciampa' su numeri terapie intensive
    Che fine faranno le primule di Arcuri: dovevano far rinascere l'Italia, ma saranno solo un logo
    Proteggere i lavoratori non i posti di lavoro. La visione schumpeteriana di Draghi | L'HuffPost
    Stop al Reddito di cittadinanza e soldi alla sanità, le condizioni di Renzi per il Conte ter - Giornale di Sicilia
    Mario Draghi è l'ennesimo uomo che vuole spiegare alle donne come raggiungere la parità di genere
    Migranti: Draghi, cruciale politica europea di rimpatri - Ultima Ora -
    1 hr 10 min
  • 105: Donald Trump è ancora un pericolo per la democrazia statunitense
    “Cari colleghi, c’è un singolo leader politico in questa stanza che crede che, se il Senato gli permettesse di ritornare nello studio Ovale, Donald Trump smetterebbe di incitare violenze per ottenere quello che vuole? Ci scommettereste la vita di altri agenti di polizia? La sicurezza delle vostre famiglie? Il futuro della vostra democrazia?” Nel secondo processo per l’impeachment, i democratici hanno concluso le proprie 16 ore di “accusa” a Donald Trump mostrando le prove della sconsideratezza delle azioni dei miliziani che hanno assaltato il Campidoglio. Secondo i democratici, questa sconsideratezza si spiega con la loro dedizione al presidente, che li faceva sentire legittimati, e hanno formulato una tesi precisa: non è ancora finita, Trump è ancora una minaccia alla democrazia statunitense.

    Il giorno precedente, i democratici hanno mostrato numerosi nuovi video che hanno rivelato quanto i miliziani di Trump siano stati a un passo dal mettere le mani sui membri del Congresso e sui loro assistenti. Un video delle telecamere di sicurezza mostra Eugene Goodman — il poliziotto già promosso a vice cerimoniere al Senato per le sue azioni valorose durante la giornata — che riesce a re-indirizzare Mitt Romney, a pochi passi dalla folla, forse salvandogli la vita. Un altro video mostra le forze di sicurezza scortare Mike Pence e la sua famiglia, mentre i miliziani erano a due porte di distanza. Durante l’assedio, diversi giornalisti hanno riportato che gli estremisti stavano dando la caccia a Pence, cantando di volerlo impiccare. In un altro video condiviso con il Senato è ripreso il momento in cui una guardia del Senato spara, attraverso una finestra, ad Ashli Babbitt, uccidendola.

    In un altro video si sente uno dei miliziani chiamare Nancy Pelosi con quello che può essere descritto come il tono canzonatorio usato spesso dagli assassini nei film horror, mentre contemporaneamente i membri dello staff della presidente della Camera si barricavano in un ufficio, “temendo per la propria vita,” come descritto da Stacey Plaskett, che ha sottolineato un aspetto fondamentale delle responsabilità di Trump: la marcia dal parco the Ellipse al Campidoglio era stata autorizzata proprio perché Trump e il suo comitato elettorale erano tra gli organizzatori dell’evento. Al termine della seconda giornata i democratici hanno ottenuto due risultati importanti: sono riusciti a mostrare la pericolosità della situazione del 6 gennaio — spesso minimizzata come una rissa dalla destra statunitense — e hanno ribadito le responsabilità del presidente nell’aver aizzato i propri sostenitori. Ovviamente, che questi sforzi abbiano influenza sul voto finale sull’impeachment è molto improbabile. 
    Show notes

    House Managers Rest Their Case Against Trump, but Most Republicans Are Not Swayed
    With Video From The Insurrection And Strong Words, Neguse And Degette Make The Case For Trump’s Impeachment | Colorado Public Radio
    Impeachment Video: Goodman Saves Mitt Romney During Capitol Riot
    GRAPHIC: House managers show the moment Ashli Babbitt was shot and killed as she broke into the Capitol
    (30) Chilling video shows Pelosi staffers hiding as rioters try to break down the door
    Capitol march not permitted until Trump got involved -Rep. Plaskett | Reuters Video
    Il processo per l’impeachment di Trump, alla corte dell’opinione pubblica
    Managers Say Trump ‘Lit the Fuse’: Impeachment Updates
    Bill Cassidy joins Democrats in proceeding with Trump impeachment
    Senate Impeachment Trial: January 6 Video Montage - YouTube
    Why Trump's Second Impeachment Is a Visceral Reckoning
    Trump impeachment: Five GOP Senators vote trial is constitutional
    Trump was quite displeased with his impeachment defense team - POLITICO
    'He just rambled': Republicans unimpressed by Trump's impeachment lawyers | Trump impeachment (2021) | The Guardian
    A different 'court': Trump's silence at his Senate impeachment trial can be used against him
    The 3 impeachm
    56 min
  • 104: Un governo di tutti (i partiti) contro i molti
    Tutto l’arco politico sembra aver fatto i conti con la necessità di sostenere in qualche modo il governo Draghi. Senza che, almeno pubblicamente, si sappia niente di quello che Draghi vuole fare
    Ieri Draghi ha tenuto le prime consultazioni ufficiali in qualità di premier incaricato. I primi, nel pomeriggio, sono stati i piccoli e variegati gruppi di centro — quelli che ci si aspettava fossero “responsabili” per il governo Conte, e che invece ne hanno favorito la caduta. Con Draghi sono stati molto più accomodanti: Calenda e Bonino, di Azione e +Europa, hanno dichiarato con gioia la propria adesione al governo — secondo Repubblica, Draghi avrebbe concluso il colloquio con Bonino esclamando “Ma benissimo, siamo d'accordo su tutto!,” al che la leader di +Europa l’avrebbe messo in guardia: “Caro presidente, con noi è facile. Ma non ti illudere, al Senato sarà un Vietnam pure per te.”

    In realtà il timore di Bonino sembra più che altro scaramantico, visto che nella giornata di ieri sempre più esponenti di tutte le forze politiche hanno offerto il proprio sostegno alla formazione del governo Draghi. Per il M5S ha cominciato proprio Conte, che in una conferenza stampa improvvisata in piazza, già da premier uscente, ha dichiarato che non si opporrà alla formazione del governo e spera in “un governo politico che sia solido e che abbia la sufficiente coesione per fare scelte politiche.” Conte spera di riuscire a conservare il proprio ruolo di punto d’equilibrio tra Pd e M5S, preservando la coalizione per il futuro a medio termine. Gli ha fatto eco Luigi di Maio, che intorno a mezzogiorno ha dichiarato che il M5S deve dimostrarsi “maturo” e “ascoltare” Draghi. Le resistenze interne a entrare al governo insieme all’ennesimo ex grande nemico ci sono, ma è convinzione dei vertici che il partito in questo momento subirebbe di più a stare all’opposizione che nella maggioranza. Il Movimento 5 Stelle sarà l’ultimo gruppo parlamentare ad essere ricevuto, domani prima di pranzo. 

    Anche la Lega durante la giornata ha cominciato a entrare sempre più nell’ottica del sostegno al governo, quasi come una scelta obbligata. La posizione del partito, però, è resa più complicata dal fatto che il meno entusiasta all’idea di sostenere Draghi sembra essere proprio Salvini — mentre i parlamentari e l’ala “moderata,” guidata da Giorgetti ma sostenuta anche dai governatori del Nord, è molto più aperta al confronto: Giorgetti ieri ha dichiarato che Draghi “è un fuoriclasse, come Ronaldo,” e che dunque “non può stare in panchina.” A sera però Salvini ha provato a imporre una condizione piuttosto pesante per il sostegno della Lega, dichiarando che Draghi dovrà scegliere tra il sostegno leghista o quello del M5S. Un’adesione più esplicita a Draghi da parte del segretario leghista avrebbe reso paradossalmente più difficile la creazione di una maggioranza, perché — forse — il Pd e il M5S avrebbero avuto qualche remora a sostenere un governo insieme alla Lega. La delegazione della Lega è attesa da Draghi domattina, subito prima di quella pentastellata.

    Chi invece sembra aver sciolto definitivamente tutti i dubbi è Silvio Berlusconi: il capo di Forza Italia si presenterà di persona alle consultazioni con Draghi, lasciando la villa di famiglia in Costa Azzurra. Quel che è certo è che i tre partiti della coalizione si presenteranno separatamente alle consultazioni con Draghi: una prova del fatto che la coalizione è sostanzialmente spaccata. Meloni, secondo cui la destra dovrebbe votare compatta per l’astensione, ha contestato le sofferte aperture di Salvini, chiedendosi se “il Pd va bene? La Boldrini e LeU vanno bene?” Il timore di essere eclissato da Meloni è probabilmente uno dei motivi per cui Salvini non è troppo entusiasta di aderire senza obiezioni a un governo alla fine guidato da uno dei volti dell’euro e dell’Europa. La delegazione di Fratelli d’Italia incontrerà Draghi oggi alle 15.
    Show notes

    Crisi di governo, Draghi apre il tavolo: “Diamo spera
    1 hr 14 min
  • 103: Il disastro del piano vaccinale europeo
    I rapporti tra Unione europea e AstraZeneca sono a un passo dalla rottura, e i dubbi sull’efficacia del vaccino per le persone con più di 65 anni costringerà a riorganizzare la somministrazione. Come ha fatto ad andare tutto così storto? E cosa si può fare per migliorare la situazione?
    Dopo giorni di controversie, sembra che il quotidiano tedesco Handelsblatt avesse almeno parzialmente ragione. In una bozza pubblicata dal ministero della Salute tedesco si legge che la Stiko, il comitato permanente per i vaccini dell’Istituto Robert Koch, ha intenzione di consigliare l’uso del vaccino di AstraZeneca solo per le persone tra i 18 e i 64 anni, perché il campione di persone con più di 65 anni su cui è stato testato sarebbe “statisticamente non significativo.” L’azienda anglosvedese sostiene di aver esteso i propri test sulle persone meno giovani, e di aver consegnato questi dati all’EMA, che dovrebbe pubblicarli “nei prossimi giorni,” presumibilmente in seguito alla propria indicazione sull’uso, che dovrebbe arrivare oggi. Una volta che l’opinione dell’EMA sarà pubblica, a sua volta la Stiko dovrebbe ufficializzare la regolamentazione. Poche ore dopo, sui media italiani è trapelato che anche l’Aifa sarebbe intenzionata a porre lo stesso limite, anche se non fosse presente nelle carte europee. La decisione, se confermata, costringerà inevitabilmente gli stati a rivedere la propria campagna vaccinale, presumibilmente anticipando le vaccinazioni di persone in età lavorativa che svolgono mansioni esposte al virus in questa prima fase, riservando i vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna alla popolazione più anziana.

    La notizia ha ovviamente scosso il Regno Unito, dove il vaccino è stato autorizzato per tutte le età. Parlando con la stampa durante una visita in Scozia, Boris Johnson ha difeso la decisione dell’agenzia del farmaco britannica, la MHRA, dicendo che “le nostre autorità hanno dimostrato chiaramente che il vaccino Oxford/AstraZeneca è molto buono ed efficace (…) e garantisce una buona risposta immunitaria in tutte le fasce di età.” Ma per stessa ammissione dell’autorità britannica, all’interno della coorte di persone con più di 65 anni dei test presentati da AstraZeneca, sono elencati solo 10 casi in totale di Covid–19: due tra chi aveva ricevuto il vaccino, e otto tra chi aveva ricevuto il placebo — numeri bassissimi, dovuti al fatto che il vaccino è stato testato in grande maggioranza su pazienti più giovani. L’agenzia britannica ha dato il proprio via libera, anche di fronte a questi numeri microscopici, perché negli esami del sangue delle persone meno giovani era possibile osservare una buona reazione immunitaria, e nessuno di coloro a cui è stato dato il vaccino è stato ospedalizzato per Covid e ha perso la vita.

    Durante la giornata di oggi, dopo la registrazione del podcast, è stato finalmente pubblicato, da AstraZeneca su indicazione della Commissione, una versione pesantemente redatta del contratto con l’Unione europea. Tra le informazioni coperte di nero: i costi e i volumi delle consegne previste. Ad oggi una soluzione al taglio della produzione, dovuto a problemi di resi in un singolo stabilimento in Belgio, non è all’orizzonte. Di fronte alla differenza di trattamento tra Regno Unito e Unione europea, la Commissione oggi ha adottato la regolamentazione che permetterà ai singoli stati di controllare l’export di vaccini: una violentissima arma commerciale e sanitaria, con cui la Germania potrebbe fare pressione contro il Regno Unito, minacciando maggiore burocrazia, o addirittura un blocco, dell’export del vaccino di BioNTech, prodotto solo in Europa.

    Nelle ultime ore, inoltre, Moderna ha annunciato un taglio delle proprie — già molto contenute — spedizioni all’Italia. Non sono ancora note le ragioni e gli sviluppi di questo ulteriore taglio alle risorse vaccinali disponibili per il paese.
    Show notes

    Die Empfehlung der Impfkommission: Das Originaldokument zum Download
    Vaccini, AstraZeneca, in Italia
    1 hr 10 min
  • 102: Biden non può salvare gli Stati Uniti
    Il nuovo presidente ha inaugurato la propria amministrazione con aggressività, ma solo sanando le profonde ingiustizie che hanno distrutto gli Stati Uniti si può sperare di “unificarli”
    Joe Biden ha iniziato la iniziato la propria presidenza a tutta velocità, con una scarica di ordini presidenziali destinati a invertire le misure più retrograde di Trump su molti fronti: l’ambiente, le politiche migratorie, la lotta al razzismo, la gestione della pandemia. Ma se queste prime azioni dimostrano come la leadership del Partito democratico abbia fatto almeno parzialmente pace con i tempi e con la propria base — dopotutto il programma di Biden è di per sé già molto più progressista di quello di Obama, ad esempio – certamente non bastano per affrontare tutte le crisi che il paese deve affrontare.

    Dalla necessità di dimostrare nuova credibilità sul fronte ambientalista alle politiche migratorie, che non si possono fermarsi a uno “scusateci” alle tante famiglie che sono state messe in difficoltà o fatte soffrire, passando dalle azioni poliziesche sul confine, Biden non può “unificare” il paese senza averlo primo sanato dalle profonde ingiustizie che, davvero, lo spaccano.

    Finita la sbornia di soddisfazione per esserci liberati da Trump — di cui siamo tutti contenti — bisogna ricordare che non può bastare un “nuovo normale,” perché il “normale,” negli Stati Uniti, è quello che ha portato alla deriva violenta e neofascista a cui abbiamo assistito in questi anni. 

    In questa puntata di TRAPPIST riepiloghiamo i primi giorni di presidenza della nuova amministrazione, e cerchiamo di guardare oltre, per capire se è lecito aspettarsi un vero cambiamento dai democratici — che hanno solo due anni per dimostrare di avere una visione del paese e del mondo.
    Show notes

    Full text: Joe Biden inauguration speech transcript - POLITICO
    Trump's Farewell Ceremony Attended by 5 White House Staffers, Sean Spicer and First Family
    Executive actions: Here's what Biden signed on Inauguration Day
    Biden inauguration: US rejoins World Health Organization and Paris climate accord with new executive order - Vox
    Biden returns US to Paris climate accord hours after becoming president | Climate change | The Guardian
    1776 commission dissolved via executive order
    Immigration: Biden halts border wall and travel ban
    Joe Biden rolling back Trump immigration policies on first day | The Texas Tribune
    Biden orders a 'pause' on border wall construction, bringing crews to halt - The Washington Post
    Dreamers Hopeful For Pathway To Citizenship Efforts From Biden Administration – CBS Los Angeles
    Presidential Actions Archives | The White House
    Travel Ban: Legacy Of Trump Policies Will Be Hard For Biden To Erase
    The US will rejoin the Paris climate agreement, but that was the easy part - The Verge
    ‘Worse Than We Imagined’: Team Trump Left Biden a COVID-19 Nightmare
    What's In Joe Biden's Plan On Systemic Racism, Racial Equity
    Opinion | Can Biden Finally Fix America’s Broken Immigration System?
    Biden to Announce Broad Plan to Reverse Trump Immigration Policies

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    1 hr 6 min
  • 101: Matteo Renzi rischia di essersi condannato all’irrilevanza
    L'organizzazione di un gruppo parlamentare per sostenere il governo Conte procede spedita, mentre Renzi si trova sempre più all'angolo: una posizione in cui si è messo da solo, esclusivamente per la sua sete di potere
    La rottura sembra essere scappata di mano a Matteo Renzi: l’altroieri il senatore di Italia viva, annunciando come terza parte le dimissioni delle ministre del suo partito, aveva camminato su un filo sottile: da una parte rivolgendo accuse pesantissime al presidente del Consiglio — praticamente un dittatore, secondo Renzi — e tentativi di apertura ai partiti della coalizione, e perfino al premier stesso, sì, quello che “non era indispensabile” a Palazzo Chigi.

    Il giorno successivo Renzi si è svegliato con uno scacchiere molto diverso: i dissapori di Movimento 5 Stelle e Partito democratico nei confronti del presidente del Consiglio si sono effettivamente azzerati, e i due partiti hanno deciso di andare fino in fondo per cercare una nuova maggioranza con cui estendere l’esperienza del Conte bis.

    Nelle ore successive, in uno sviluppo che in realtà poteva essere assolutamente prevedibile, i renziani hanno insistito sulla possibilità di formare un nuovo governo con la stessa maggioranza — nonostante le parole velenosissime dei giorni scorsi — mentre invece gli altri partiti della coalizione sembrano molto felici di tagliare i ponti con l’ex premier, fondamentalmente tacciato di essere inaffidabile.

    Nel corso della giornata di oggi, si sono fatti numerosi passi avanti sulla strada della ricerca e dell’organizzazione dei cosiddetti “responsabili,” o “costruttori” — scegliete voi il termine politichese che preferite. Il gruppo Maie si è magicamente trasformato in Maie/Con-te, diventando un gruppo parlamentare con l’obiettivo esplicito di sostenere il presidente del Consiglio.  

    Come ha detto Franceschini, queste dinamiche sono normali operazioni parlamentari, proprie di una democrazia sana, in cui il Parlamento ha il potere di bloccare slanci in avanti di personaggi autoritari seri o farseschi come sono stati quelli degli ultimi due anni, entrambi provenienti da persone chiamate Matteo. Per vedere se questa volta l’operazione riuscirà, bisognerà aspettare lunedì o martedì prossimo.
    Show notes

    Crisi di Governo: ultime notizie di oggi. Le mosse di Renzi, Conte, Grillo e del Pd - la Repubblica
    Conte cerca il voto in Aula. Ora è caccia ai 'costruttori'. Fronda nel M5s - Politica - ANSA
    Di Maio contro Renzi: Gesto irresponsabile divide nostre strade, ora appello a costruttori europei
    Pd, contrordine compagni: «Sì ai voti dei responsabili» | il manifesto
    Crisi di governo, la rimonta di Conte. Al Senato vicino a quota 161 con i transfughi di Iv e Fi | Rep
    Governo, staff Chigi: "Post contro Renzi non autorizzato, ipotesi hackeraggio" - Rai News
    Crisi governo, Renzi: "Se Conte prende 161 voti ha vinto"
    Crisi di governo, Conte: il nuovo gruppo dei costruttori diventerà un partito- Corriere.it
    Governo, staff Chigi: "Post contro Renzi non autorizzato, ipotesi hackeraggio" - Rai News
    M5S, spunta documento eletti. Ira Crimi: "Basito"
    Enrico Letta: "Lo strappo, follia di una sola persona" | L'HuffPost

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    1 hr 20 min
  • 100: La radicalizzazione della destra negli Stati Uniti non è iniziata l’altroieri
    L’assalto del Campidoglio è figlio di cinque anni di escalation di razzismo, odio, violenza fisica. E se fosse solo l’inizio?

    È facile perdere di vista quanto la situazione negli Stati Uniti si sia aggravata sul fronte del razzismo, della violenza, della diffusione dell’odio nel corso degli ultimi cinque anni — è semplicemente successo, un giorno alla volta. In questa puntata di TRAPPIST proviamo a elencare alcuni dei passaggi più importanti che hanno portato alla radicalizzazione di metà dell’elettorato statunitense. 

    Riassumendole brevemente:



    2015: Trump definisce Sanders “un debole” perché ha lasciato la parola a due attiviste Black Lives Matter;
    Due uomini a Boston vengono arrestati per aver assalito un uomo senza dimora, e si difendono dicendo che “Trump ha ragione.” Lui li difende;
    2016: Nel corso della campagna elettorale chiede la rimozione, auspicando sia violenta, di numerosi contro–manifestanti presenti ai propri eventi;
    Trump si lamenta che i poliziotti sono diventati troppo poco violenti, perché “stiamo diventando un paese spaventato”;
    2017: Aggressione di una dipendente di Delta musulmana lo stesso giorno della prima firma del Muslim ban;
    Nello stesso anno inizia l’ormai iconica guerra contro la stampa;
    Durante un discorso da presidente, Trump invita di nuovo la polizia ad essere più violenta;
    Ad agosto avviene la tristemente nota manifestazione di “Unite the Right,” in cui la contromanifestante 32enne Heather Heyer viene travolta e uccisa da un’auto. È l’occasione della storica citazione: “You also had some very fine people on both sides”;
    Nel 2018, mentre Trump aggrava le già violente politiche contro le famiglie di migranti, inizia una progressiva accelerazione degli episodi violenti;
    Tra ottobre e novembre un Florida man trumpiano invia 16 tubi bomba a personalità del partito democratico e Trump usa l’occasione per attaccare ancora la stampa;
    Sempre a ottobre un terrorista anti–semita uccide 11 persone nella sinagoga di Pittsburgh. Trump commenta la notizia dicendo che i fedeli avrebbero dovuto essere armati, se volevano difendersi;
    Nel 2019 un 21enne di estrema destra uccide 23 persone in un Walmart di El Paso, Texas, dopo aver pubblicato un manifesto online che preannunciava “l’invasione ispanica;”
    Un uomo del Montana spacca la testa a un bambino di 13 anni che non si è tolto il cappello durante l’inno nazionale, e il suo avvocato indica nella retorica di Trump la prima ragione dell’attacco;
    Un 61enne di Milwaukee getta acido su una donna peruviana che stava entrando in un ristorante messicano. La polizia trova nell’appartamento dell’uomo tre lettere indirizzate a Trump;
    Nel 2020 esplode la violenza contro gli asioamericani in seguito all’uso frequente dell’espressione “China Virus” — compresi episodi tragicamente truculenti; parlando della vicenda Trump definisce i cittadini statunitensi di origini asiatiche come “loro”;
    A maggio, in seguito al brutale omicidio di George Floyd, Trump minaccia di ulteriori violenze i manifestanti innumerevoli volte;
    Ad agosto, dopo l’aggressione di Jacob Blake, l’adolescente trumpiano Kyle Rittenhouse apre il fuoco nelle strade di Kenosha;
    A settembre Trump si rivolge direttamente ai Proud Boys, in un momento offertogli goffamente da Joe Biden;
    A ottobre sei uomini vengono arrestati per aver ordito un complotto per rapire la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer; Trump coglie l’occasione per attaccarla;
    Dopo aver perso le elezioni, Trump calca ancora la mano raccontando di un golpe di cui non ha prove.



    Ieri, sotto fortissima pressione, Donald Trump ha postato su Twitter — al termine del proprio periodo di museruola — un video in cui, corrucciato, ha garantito che la “nuova amministrazione” presterà giuramento il 20 gennaio come previsto. Trump ha detto anche che “essere il vostro presidente è stato il più grande onore della mia vita.” Leggendo da un suggeritore elettronico, il presidente
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  • 099: Anche il 2020 è stato un anno di politiche migratorie repressive
    Dalle navi quarantena al Cpr di via Corelli, dagli accordi con la Tunisia al Patto sulla migrazione e l’asilo, è stato un anno durissimo — e, in Italia, il decreto immigrazione non chiude con il passato ingombrante e razzista dei partiti della coalizione di governo
    Era l’8 aprile quando, di fronte alla prima ondata di contagio, i ministri De Micheli, Lamorgese, Di Maio e Speranza — del governo Conte II, quello della “discontinuità” — firmavano per chiudere i porti dell’Italia, a loro detta non più un “porto sicuro” a causa del Covid. Chiudiamo quest’anno di TRAPPIST ripercorrendo le politiche migratorie del governo italiano durante un anno in cui grazie alla pandemia sono state giustificate ulteriori restrizioni dei diritti umani, contro le quali è stato spesso molto difficile protestare.

    Dall’istituzione delle navi quarantena alla riapertura del CPR di via Corelli a Milano: il governo ha raccontato il nuovo decreto immigrazione come un importante passo avanti contro le leggi firmate da Salvini — ma per ogni cambiamento positivo, Pd e M5S hanno ereditato volentieri diverse misure retrograde. L’anno finisce con ancora molto da chiarire sul nuovo accordo con la Tunisia, e con nessuno sviluppo sui lager in Libia — dove teoricamente esattamente tra un anno ci dovrebbero essere nuove elezioni per un governo che unisca il paese.

    Anche guardando lo scenario europeo nel suo insieme è stato un anno complesso. Dopo l’incendio catastrofico del campo profughi di Moria, sull’isola di Lesbo, il Patto sulla migrazione e l’asilo ha cercato di ridefinire il concetto di “solidarietà” — visto come solidarietà tra stati europei nel gestire il “fardello” dei migranti, e non verso chi migra rischiando la vita. Un mese fa, il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione ha promesso di fare passi avanti importanti: ma non essendo vincolante difficilmente marcherà un vero cambio di direzione rispetto alle politiche sempre più repressive degli stati del continente.
    Show notes

    Navi e bus, la "quarantena" dei migranti - Redattore Sociale
    «Navi quarantena», i minori che hanno perso la vita sono due | il manifesto
    Italia-Tunisia e quell’accordo fantasma - Nigrizia
    Che cambia con il nuovo decreto immigrazione - Annalisa Camilli - Internazionale
    I migranti in Libia li lasciamo morire in mare o marcire nei lager | Globalist
    Perché ora i migranti vanno verso le Canarie - Il Post
    Un anno di Commissione Von der Leyen: il punto sulle politiche per le migrazioni ⁄ Open Migration
    Il Cpr di via Corelli dev’essere chiuso al più presto
    L'Europa delle deportazioni sponsorizzate
    Nel braccio di ferro tra il governo e Musumeci a nessuno interessa dei diritti dei migranti
    Chi parte dalla Tunisia lo fa perché non ha altra scelta
    La guardia costiera libica ha ucciso tre persone, ma al governo italiano non importa
    Lo sciopero è l’ultima arma rimasta ai braccianti delle campagne
    Nessun diritto per i migranti sulla rotta balcanica durante la pandemia
    Non c’è bisogno di pagare riscatti: le armi esportate dall’Italia finiscono già in mano ai terroristi
    Nel Mediterraneo centrale non ci sono più navi di soccorso
    Più di 600 persone a marzo sono state respinte in Libia
    Nel Mediterraneo centrale non ci sono più navi di soccorso
    La Grecia deporta i migranti verso la Turchia?
    Serve ancora a qualcosa la Giornata mondiale del rifugiato?

    In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.
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Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.

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