Il cacciatore di libri

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  • Il cacciatore di libri del giorno 27/06/2020: "I valori che contano" di Diego De Silva e "Le origini del potere" di Alessandra Selmi
    Torna l'avvocato Vincenzo Malinconico, avvocato più che di grido, di gemito, come lo definisce il suo autore Diego De Silva. Era comparso per la prima volta nel 2007 in "Non avevo capito niente" e ora è protagonista del nuovo romanzo "I valori che contano (avrei preferito non scoprirli)", pubblicato da Einaudi. Malinconico è arrivato ai 50, ha cambiato socio (ora lavora nel lussuoso studio di Benny Lacalamita), ha una fidanzata "precaria", Veronica, che non vuole impegnarsi. Deve difendere una ragazza, Venere, che un giorno compare nuda alla sua porta: è la figlia di un uomo importante, fa la prostituta nello stesso palazzo di Malinconico e deve scappare da una retata della polizia. Mentre Malinconico cerca di districarsi in questa strana vicenda giudiziaria con la sua consueta ironia e condividendo con il lettore la sua filosofia di vita, scopre di essere malato.

    Nella seconda parte parliamo con Alessandra Selmi di "Le origini del potere - La saga di Giulio II, il Papa guerriero" (Nord). Un romanzo storico in cui l'autrice ricostruisce i trent'anni di vita di Giuliano della Rovere prima che diventasse Papa, nel 1503, con il nome di Giulio II. Un Pontefice passato alla storia come il Papa guerriero, ma anche come grande mecenate che ha creato i Musei vaticani. In questo romanzo si ricostruisce la parte nella sua vita meno nota, la parabola che lo porterà alla guida della Chiesa. Lo vediamo nel momento in cui arriva a Roma nel 1471 per festeggiare lo zio appena diventato Papa, Sisto IV, ed è un semplice frate inesperto, che non consce ancora i giochi di potere. Meccanismi che apprenderà alla perfezione nel corso di questi trent'anni.
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  • Il cacciatore di libri del giorno 20/06/2020: "Febbre" di Jonathan Bazzi e un ricordo di Carlos Ruiz Zafon
    Di "Febbre", romanzo d'esordio di Jonathan Bazzi (Fandango), si è detto che è un romanzo potente perché è la storia vera della scoperta della sieropositività. Questo è sicuramente un aspetto importante che determina anche il valore "politico" del romanzo. Ma c'è di più. "Febbre" è anche e soprattutto il racconto di un luogo, Rozzano, comune alle porte di Milano, che diventa simbolo di tutti quei luoghi claustrofobici e invadenti che mettono ai margini chi ha un modo diverso di sentire il mondo. Un luogo in cui Jonathan, che da piccolo ama le bambole e si accorge presto di essere gay, è circondato da figure maschili prepotenti e violente. Un romanzo sulla formazione di un ragazzo in un luogo che lo respinge e un romanzo sulla scoperta della malattia che costringe a fare i conti con il passato. "Febbre" è uno dei libri finalisti del Premio Strega 2020.

    Dedichiamo la seconda parte di questa puntata al ricordo dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafon, scomparso a 55 anni per un cancro. Il suo nome resterà per sempre legato a "L'ombra del vento", che era stato pubblicato in sordina nel 2001 ed era diventato un best seller a partire dal 2002, con 8 milioni di copie vendute nel mondo. A quel romanzo ne erano seguiti altri tre che completavano la tetralogia del cimitero dei libri dimenticati. Carlos Ruiz Zafon aveva costruito una saga storica, piena di mistero e qualche incursione nel noir, amatissima dal pubblico, ambientata a Barcellona dagli anni 20 in poi (considerando il prequel) con protagonista un ragazzino, figlio di un libraio antiquario. Riascoltiamo, dunque, l'intervista realizzata nel 2016 in occasione della pubblicazione in Italia del quarto volume della saga, "Il labirinto degli spiriti".
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  • Il cacciatore di libri del giorno 13/06/2020: "Fiore di roccia" di Ilaria Tuti e "Vengo a prenderti" di Paola Barbato
    Dopo due thriller ambientati nelle montagne del Friuli con protagonista il commissario Teresa Battaglia ("Fiori sopra l'inferno" e "Ninfa dormiente"), Ilari Tuti è in libreria con un romanzo che riprende fatti storici. "Fiore di roccia" (Longanesi) racconta la vicenda delle cosiddette portatrici carniche, donne che durante la Prima guerra mondiale si arrampicavano sulle montagne della Carnia per portare cibo e munizioni ai soldati che difendevano i confini. Non c'erano mulattiere e queste donne, munite di scarpetz, calzature tradizionali di velluto, erano le uniche in grado di raggiungere le vette. La protagonista è Agata, 20 anni, che insieme alle sue amiche Viola, Lucia, Maria e Caterina decide di diventare portatrice. All'inizio gli alpini sono diffidenti, poi nasce stima e rispetto soprattutto da parte del comandante Colman. Agata e le altre quasi ogni giorno salgono in vetta, portano merci e riportano a valle i cadaveri dei soldati. Guardano in faccia la guerra e fanno fatica a trovare un senso.

    Nella seconda parte parliamo con Paola Barbato di "Vengo a prenderti" (Piemme), ultimo volume di una trilogia nata con "Io so chi sei" e seguita da "Zoo". I primi due erano romanzi gemelli, stessi personaggi e storie parallele. Quest'ultimo è il finale che vale per entrambi. In "Vengo a prenderti" l'agente di polizia Francesco Carpazo ha appena ucciso Lucio Donadio, psicopatico che aveva messo in gabbia in un carrozzone da circo 14 persone. Alcune di queste sono sopravvissute e vengono liberate da Carpazo, ma resta ancora da chiarire chi era la vera mente criminale. La fidanzata di Donadio, Alessandra, è scomparsa e Carpazo decide anche di far luce sulla vita dei superstiti. Nei volumi della trilogia la violenza spesso non è esplicitata, ma l'inquietudine prende il sopravvento. I confini fra bene e male sono labili e ci sono rovesciamenti di piani: chi è vittima e chi è carnefice?
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  • Il cacciatore di libri del giorno 06/06/2020: "Almarina" di Valeria Parrella e "Il nome della madre" di Roberto Camurri
    Elisabetta Maiorana, 50 anni, insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Il marito è morto da tre anni, non ha figli. In carcere incontra una sedicenne romena che si fa chiamare Almarina e che si è lasciata alla spalle un terribile passato: il padre la picchiava e la violentava e così era fuggita per venire in Italia insieme al fratellino di sei anni. Sono le due protagoniste di "Almarina" di Valeria Parrella (Einaudi), romanzo candidato al Premio Strega. Fra Almarina, alla quale l'affetto è stato negato, ed Elisabetta, che non sa più cosa sia l'amore da quando è rimasta vedova, si verrà a creare un rapporto intenso e pieno di speranza.

    Nella seconda parte parliamo con Roberto Camurri di "Il nome della madre" (NN Editore), un romanzo che si concentra su due personaggi, Ettore e il figlio Pietro, e su una grande assente, la madre di Pietro. Si segue prima la vita di Ettore che viene abbandonato dalla moglie e deve crescere da solo il figlio di pochi mesi, e poi la vita di Pietro, inevitabilmente segnata da questo abbandono. Un romanzo in cui l'assenza della madre diventa ingombrante e i silenzi scandiscono le relazioni affettive a iniziare dal rapporto padre-figlio. Nessuno parla a Pietro di sua madre, lui non conosce la sua faccia, non sa neanche il suo nome.
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  • Il cacciatore di libri del giorno 30/05/2020: "Baci da Polignano" di Luca Bianchini e "Nessuno rivede Itaca" di Hans Tuzzi
    Tornano i protagonisti di "Io che amo solo te" romanzo di Luca Bianchini del 2013 diventato anche un film di successo. Nel nuovo "Baci da Polignano" (Mondadori) tornano dunque Ninella, donna affascinante e volitiva, la figlia Chiara che si è sposata con Damiano, figlio di don Mimì, vero grande amore di Ninella. E torna anche Polignano, cittadina del barese, con le sue scogliere a picco sul mare e il maestrale che soffia per portare scompiglio. Sono passati alcuni anni dal matrimonio di Chiara e Damiano, don Mimì si è separato dalla moglie Matilde che ha una relazione con il tuttofare di famiglia, mentre Ninella sta vivendo una storia di passione con un architetto milanese più giovane di vent'anni.

    Nella seconda parte parliamo con Hans Tuzzi del suo ultimo libro "Nessuno rivede Itaca" (Bollati Boringhieri). Non si tratta di un giallo con protagonista il commissario, diventato poi vicequestore, Melis, "romanzi con delitto" come li ama chiamare il suo autore e per i quali Tuzzi è molto popolare. Questa volta Hans Tuzzi ci propone un romanzo letterario, dalla scrittura sofisticata e molti riferimenti culturali. Tommaso è un musicista 50enne che, alla morte di Massimo, scrittore e amico di suo padre e dunque di trent'anni più grande di lui, riceve una chiavetta in cui Massimo ha salvato alcuni scritti dedicati proprio a Tommaso. Il romanzo dà voce a entrambi i personaggi, è un dialogo a distanza su musica, letteratura e amore.
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  • Il cacciatore di libri del giorno 23/05/2020: "Una lettera per Sara" di Maurizio De Giovanni e "L'inguaribile" di Tommaso Soldini
    Torna il personaggio di Sara, creato dalla penna di Maurizio De Giovanni, già autore di protagonisti seriali come il commissario Ricciardi e i bastardi di Pizzofalcone. Sara è una donna un po' in là con gli anni, grigia, dimessa, con un passato doloroso: sia suo compagno Massimiliano che suo figlio, che lei aveva abbandonato, sono morti. Il solo affetto che le rimane è il nipotino. Sara aveva lavorato in una unità speciale dei servizi segreti e, anche se in pensione, si occupa ancora di alcuni casi. Come quello in cui la coinvolge l'amico poliziotto Davide Pardo nel romanzo "Una lettera per Sara" (Rizzoli). Un uomo, Antonino Lombardo, ex cancelliere del tribunale, in galera per falso in atto pubblico, malato terminale, chiede di poter incontrare un poliziotto, Fusco. Ma i due non fanno in tempo a vedersi perché Lombardo muore e si porta nella tomba i suoi segreti. Segreti che sono legati a un caso avvenuto negli anni '90, ossia la scomparsa di una ragazza. Sara, Davide Pardo e anche la fotoreporter Viola, madre del nipotino di Sara, devono far luce sulla vicenda.

    Nella seconda parte parliamo di "L'inguaribile" di Tommaso Soldini (Marcos y Marcos). Un romanzo originale a partire dalla lingua: frasi tronche, giochi di parole, note a piè di pagina. Racconta la storia di Michele e Gemma. Una sera, mentre stanno leggendo un libro a voce alta alle figlie, Gemma cambia le parole e comunica a Michele che lo sta lasciando e che deve andarsene di casa. Mentre è in atto la separazione, Michele vede per strada un cappello rosso, sotto il quale ci sarebbe sua moglie, e quel cappello entra in un locale per scambisti. Michele lo segue e viene catapultato in una dimensione quasi onirica che ricorda "Alice nel paese delle meraviglie".
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  • Il cacciatore di libri del giorno 16/05/2020: "Il ritratto" di Ilaria Bernardini e "Sette opere di misericordia" di Piera Ventre
    Valeria è una scrittrice famosa, ha 55 anni e vive a Parigi. Da 25 anni ha una relazione clandestina con Martìn, facoltoso uomo d'affari argentino che vive a Londra con moglie e figli. Valeria ha scelto la solitudine e una storia d'amore a distanza, ma quando Martìn ha un ictus ed entra in coma vuole stargli accanato. Commissiona così alla moglie di Martìn, Isla, che fa la pittrice, un ritratto: posando per lei potrà entrare in casa di Martìn. Fra le due donne inizierà a crearsi un rapporto di grande complicità. Questi sono alcuni elementi di trama del romanzo "Il ritratto" di Ilaria Bernardini (Mondadori). Un romanzo in cui hanno grande spazio i segreti, le bugie, gli svelamenti.

    Nella seconda parte parliamo di "Sette opere di misericordia" di Piera Ventre (Neri Pozza). Con una scrittura raffinata, la scrittrice ci porta nel mondo della famiglia Imparato: Cristoforo, custode del cimitero, sua moglie Luisa, i figli Rita e Nicola, e Rosaria, una sedicenne incinta che stanno momentaneamente ospitando a casa loro. Siamo nella Napoli del 1981, nei giorni in cui l'Italia ha il fiato sospeso per Alfredino Rampi caduto in un pozzo artesiano. Un evento della nostra storia recente che fa da cornice a questo romanzo corale in cui i personaggi sembrano essere disillusi, mentre solo il piccolo Nicola ha uno sguardo incantato e poetico sulle cose della vita.
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  • Il cacciatore di libri del giorno 09/05/2020: "I colpevoli" di Andrea Pomella e "I ragazzi della Nickel" di Colson Whitehead Premio Pulitzer 2020
    A 8 anni Andrea decide di abbandonare il padre e gli scrive una breve lettera: "Non voglio vederti più". È un atto di protesta nei confronti di quel padre che ha abbandonato la madre per vivere con un'altra donna. Padre e figlio non si parleranno per 37 anni. Poi Andrea diventa a sua volta padre, lentamente cambia qualcosa e i due si riavvicinano. "I colpevoli" di Andrea Pomella (Einaudi) è un romanzo sul ricongiungimento con il padre, ma è soprattutto, come scrive lo stesso autore, "una lettera dai giorni del perdono". Un romanzo intenso e molto bello, pieno di riflessioni sui concetti di tradimento, perdono, pentimento e pietà, un libro in cui un fatto personale diventa letteratura.

    Nella seconda parte vi proponiamo nuovamente l'intervista a Colson Whitehead perché il 4 maggio ha vinto il Pulitzer per la narrativa 2020 con il romanzo "I ragazzi della Nickel" (Mondadori - traduz. Silvia Pareschi). Lo scrittore afroamericano ha fatto dunque il bis dopo aver vinto lo stesso premio nel 2017 con "La ferrovia sotteranea" (Sur - traduz. Martina Testa). "I ragazzi della Nickel" racconta la storia di Elwood, un bambino afroamericano che ama ascoltare i discorsi di Martin Luther King. Siamo nell'America anni 60 segnata dalla segregazione razziale. Elwood ama leggere e studiare e può aspirare al collage, ma finisce per errore in riformatorio, alla Nichel Accademy. Un posto dove violenza e pestaggi da parte delle guardie sono all'ordine del giorno e a volte si arriva all'omicidio. Una storia di fiction che prende spunto da vicende realmente accadute per decenni alla Dozier School in Florida e scoperte solo nel 2014 con il ritrovamento dei resti di alcune vittime.
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  • Il cacciatore di libri del giorno 02/05/2020: "Breve storia del mio silenzio" di Giuseppe Lupo e "L'angelo di Monaco" di Fabiano Massimi
    "Breve storia del mio silenzio" di Giuseppe Lupo (Marsilio) è un romanzo di formazione che racconta la parabola di un bambino che cresce in un paesino della Basilicata e che alla nascita della sorellina smette di parlare per un paio di anni. Quasi paradossalmente le parole diventerano protagoniste della sua vita perché quel bambino cresce, va a scuola, poi all'università a Milano sceglie Lettere e infine diventa scrittore. Se nel precedente "Gli anni del nostro incanto" Giuseppe Lupo aveva raccontato gli anni del boom economico attraverso le vicende di una famiglia operaia, qui lo fa attraverso la vita di una famiglia profondamente legata ai libri e alla cultura, con entrambi i genitori che insegnano alle scuole elementari, in un periodo storico in cui la scuola era giustamente riconosciuta come un pilastro fondamentale della società. E' uno dei dodici romanzi candidati al Premio Strega 2020.

    Nella seconda parte parliamo con Fabiano Massimi di "L'angelo di Monaco" (Longanesi) un giallo avvincente basato su fatti e documenti storici. Racconta la storia del suicidio, o presunto tale, di Geli, amatissima nipote di Adolf Hitler. Siamo a Monaco nel 1931, la ragazza si sarebbe sparata con la pistola dello zio nella sua stanza chiusa dall'interno. Ma ai due commissari che devono indagare si presentano una serie di elementi insoliti: il fabbro che ha dovuto forzare la serratura della camera si impicca poche ore dopo, l'autopsia non viene effettuata e le fotografie scattate sul luogo del crimine prendono misteriosamente fuoco nella camera oscura. Hitler appare profondamente sconvolto dalla morte della nipote e circolano strane voci sul tipo di rapporto che ci sarebbe stato fra i due.
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  • Il cacciatore di libri del giorno 25/04/2020: "Città sommersa" di Marta Barone e "Per il mio bene" di Ema Stokholma
    In questa puntata due romanzi autobiografici che parlano della figura dei genitori.
    "Città sommersa" di Marta Barone (Bompiani) racconta di come l'autrice ha ricostruito la vita e la vicenda politica e giudiziaria del padre Leonardo (nel libro citato come L.B.) che nel 1982 fu processato per partecipazione a banda armata per aver curato un esponente di Prima Linea rimasto ferito. Il romanzo è una ricerca sul padre che inizia dopo la morte dello stesso, una ricerca su quel padre che lei conosceva appena e che ricostruisce a posteriori attraverso i racconti e le testimonianza di chi lo avevo conosciuto. Questo è uno dei dodici romanzi candidati al Premio Strega 2020.

    Nella seconda parte intervista a Ema Stokholma, conduttrice radiofonica e televisiva che in "Per il mio bene" (Harper Collins) racconta la sua infanzia passata con una madre violenta. Negli anni '80 Ema (vero nome Morwenn Moguerou) e il fratello Gwendal vivevano nel sud della Francia con la madre e incontravano saltuariamente il padre italiano. Per anni la madre ha picchiato quotidianamente i due bambini, accusandoli di avere malattie mentali o perversioni sessuali. A 15 anni Ema è scappata di casa ed è venuta in Italia. Ha rivisto sua madre solo due volte prima della sua morte e in questo romanzo racconta anche di come sia riuscita a provare empatia nei suoi confronti, non perdono, ma empatia.
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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei…

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