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Conosciamo tutti la storia di quella che è stata ribattezzata la "famiglia nel bosco", divisa da un decreto del tribunale che ha ritenuto i genitori non idonei a occuparsi dei figli. Una vicenda che ha scosso l'opinione pubblica e ha acceso i riflettori su un tema poco conosciuto: i minori allontanati dalle famiglie e affidati alle comunità. Al momento, nel nostro paese non ci sono informazioni chiare e omogenee sui bambini, le bambine, gli adolescenti allontanati dalle famiglie e portati in comunità, sui numeri, sui motivi degli allontanamenti e cosa accade dopo. Su questi aspetti punta a far luce il decreto Roccella Nordio, che sarà operativo entro ottobre con l'entrata in vigore dei decreti attuativi, spiega la ministra per la famiglia, le pari opportunità e la natalità, Eugenia Roccella. Secondo l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, tutto il sistema dell'affido è da riformare, perchè l'obiettivo deve essere sempre il superiore interesse del minore. E al momento, in alcuni casi, ciò non accade.
La cronaca ce lo racconta troppo spesso: giovani, spesso giovanissimi, che girano con un coltello in tasca. Quali sono i percorsi che portano questi ragazzi a commettere reati? Come agire per evitarlo? E come far intravedere loro strade diverse, una volta commesso il reato, andando oltre gli strumenti repressivi? Domande che sono state al centro della giornata nazionale di studi dal titolo "Punire i giovani", che si è tenuta il 22 maggio alla casa di reclusione di Padova per iniziativa di Ristretti Orizzonti. Fra i relatori Paola Brunese, presidente del Tribunale per i minorenni di Napoli, che ha ideato (primo in Italia) un protocollo per intervenire con rapidità sui minori che vengono trovati con un coltello.
Alla fine, è stata la Bulgaria a trionfare alla 70° edizione del Concorso eurovisivo della canzone. Dara, con il suo tormentone Bangaranga, ha sconfitto al rush finale l'israeliano Noam Bettan. Per Israele, come sempre, un pieno di televoti, tra le proteste per la partecipazione e per l'appoggio internazionale delle preferenze popolari. Per quest'anno, l'edizione è archiviata. Non si placano però le polemiche, tra manifestazioni di piazza, prese di posizione sui social, interrogativi sul futuro.
Parliamo di diplomazia, di equilibri internazionali, di strategie geopolitiche e di prospettive del futuro con Sergio Pugliese, ambasciatore italiano in Austria, gli storici di Eurovision Eddy Anselmi ed Emanuele Lombardini e il rappresentante italiano, Sal Da Vinci.
Nella regione ucraina di Mykolaiv, gli agricoltori sono tornati a seminare a ridosso della linea del fronte. Sono i “pry-frontovy”, letteralmente quelli che lavorano lungo la prima linea. Migliaia di persone, uomini e donne, al lavoro dove circa un terzo del territorio è minato e i campi restano nel mirino degli attacchi dei droni, dell’artiglieria e dei missili lanciati dalle posizioni delle truppe di occupazione russe, appostate appena oltre il fiume Dnipro. I villaggi che nel ’22 erano stati quasi del tutto svuotati dall’invasione, sono comunque tornati a popolarsi. Anche se molti non sono tornati e non torneranno più. Chi ha scelto di farlo si è rimesso al lavoro nei campi che sembrano infiniti. Sono ripartiti, nonostante le enormi difficoltà, nonostante la lontana guerra nel Golfo faccia volare i prezzi di carburanti e fertilizzanti, nonostante il trauma e i danni materiali lasciati da 9 mesi di occupazione russa, nonostante l’allerta permanente. Questo reportage racconta un mondo di persone ostinate. Il mondo dei trattori ucraini che con il loro lavoro continuano a garantire la produzione di grano e semi oleosi.
Foto FAO/Anastasiia Borodaienko
È trascorso un anno dall’elezione di Papa Leone, primo papa americano, agostiniano, una lunga presenza da missionario in Perù ma anche una esperienza di curia alle spalle. Robert Prevost ha voluto festeggiare l’anniversario a Pompei perché l’otto maggio, la data della sua elezione, a Pompei, aveva lui stesso ricordato nel primo discorso, si recita la Supplica alla Regina del Rosario. Gli infiniti appelli per la pace, il lavoro per l’unità della Chiesa, gli attacchi di Trump, questo e non solo nel primo anno del pontificato di Leone quattordicesimo.
L'Eurovision Song Contest nasce nel 1956 con lo spirito nobile di creare una cultura europea nella televisione - e con lo scopo pratico di sperimentare le prime tecniche di Eurovisione. Ispirato al Festival di Sanremo, da subito, però, si intreccia con la geopolitica europea: dalle ferite del Dopoguerra, alle dittature di Spagna e Portogallo, alle conseguenze della caduta del blocco sovietico, fino ad arrivare, in queste ultime edizioni, alle proteste per la presenza di Israele. Direttamente da Vienna, dove si svolge la 70ª edizione, incontriamo gli storici della manifestazione, che ci raccontano il cammino complesso e affascinante del concorso.
Con noi Emanuele Lombardini, cofondatore di Eurofestivalnews, autore tra l'altro di Unite Unite Europe (Arcana) e Dean Vuletic, "Professor Song Contest", storico dell'Europa contemporanea. Tra le sue pubblicazioni, in Italia è stata edita Eurovision Song Contest (Minimum Fax).
Ormai le utilizziamo tutti i giorni, per orientarci nel traffico cittadino, per raggiungere la vetta durante un’escursione nel fine settimana, per comprendere meglio un grafico o capire in quale parte del mondo sia esploso l’ennesimo conflitto. Le mappe rispondono a uno dei bisogni più essenziali dell'uomo, ovvero quello di dare un ordine e una struttura allo spazio che ci circonda. Considerate una delle forme di comunicazione non verbale più antiche inventate dall’uomo, le mappe non servono però solo per orientarsi. In questo viaggio oltre il confine della geografia scopriremo come una linea tracciata su una carta sia uno strumento di conoscenza ma anche e soprattutto un dispositivo di potere. Se la mappa non è il territorio, la maniera in cui rappresenta la realtà contribuisce a plasmare la realtà stessa riportando ambizioni, desideri, ideologie e pregiudizi del cartografo.
30 marzo 2026. Il Consiglio dell’Unione Europea ha lanciato ufficialmente la EU Talent Pool, la nuova piattaforma digitale che metterà in contatto persone in cerca di lavoro provenienti da Paesi terzi con i datori di lavoro dell'Unione. È la risposta al grido d'allarme del Rapporto Draghi: senza produttività, il nostro modello sociale decade. Ma il problema è che la produttività ha bisogno di braccia e cervelli che l'Europa non produce - quasi - più. In questo reportage parliamo di competitività europea e immigrazione e di come l’una possa essere importante per l’altra.
Vent'anni. Nati e cresciuti a Milano. Un'infanzia difficile. La percezione di sentirsi diversi dagli altri e la rabbia che sale. Poi le comunità per minorenni, le fughe. La vita per strada, i reati e infine il carcere. Brayan e Savino hanno due storie molto simili, ora dividono l'appartamento in una comunità, dove stanno scontando la loro pena. "Perché devo pagare per colpe che non sono mie? - si chiedono entrambi - Perché lo stato non fa niente per togliere i minori dalla strada?". Ora, dopo tutto quello che hanno vissuto, vogliono solo "cose belle”.
La transizione ecologica europea non è più solo una questione ambientale. È diventata, sempre di più, una questione industriale, economica e geopolitica.
L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni e arrivare alla neutralità climatica. Ma la strada per arrivarci si intreccia con un’altra priorità altrettanto urgente: restare competitivi in un’economia globale dove le regole non sono le stesse per tutti. Competitività e sostenibilità è considerato da molti un binomio impossibile. Ma è veramente così?
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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