Radio Radicale - Il Mondo a pezzi

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Radio Radicale - Il Mondo a pezzi episodes

  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 29/09/2025
    Imprevista e imprevedibile la sortita di Donald Trump, che ha annunciato l'imposizione di nuovi dazi su farmaci, mobili, autocarri: potrebbero colpire anche l'Ue, che pure ha siglato solo due mesi fa un'intesa su tariffe al 15 per cento? Trump ha comunque minacciato un innalzamento delle tariffe come risposta alla multa che la Commissione Ue ha comminato a Google. L'atteggiamento erratico dell'Amministrazione Usa rende ancora più urgente per l'Ue il percorso di diversificazione dei mercati di sbocco per i nostri prodotti. Un test fondamentale di questo percorso è l'approvazione dell'accordo con i Paesi Mercosur, che potrebbe garantire l'esportazione di macchinari, auto, prodotti farmaceutici, ma anche servizi. Non si tratta solo di un accordo commerciale, ha un valore strategico altissimo, anche perché sono Paesi ricchi di terre rare, indispensabili per la transizione ecologica e digitale, di cui l'Ue si approvvigiona soprattutto in Cina. L'approvazione del Mercosur garantirebbe una sicurezza di approvvigionamento indispensabile in un'area che proprio la Cina sta conquistando importando terre rare ed investendo anche in infrastrutture. La ratifica è urgente, i vantaggi indiscutibili e la Commissione Ue ha risposto alle obiezioni degli agricoltori di Paesi come Francia e Polonia proponendo compensazioni e quote di importazioni limite su carne e prodotti agricoli. Un fondo di compensazione è stato messo a punto, sull'esempio di quello previsto nell'accordo Ceta con il Canada: e da quando quell'accordo è entrato in vigore, non un euro è stato utilizzato, le esportazioni Ue sono aumentate, portando vantaggi reciproci. La Commissione ha ben operato, rompendo gli indugi e inviando per la ratifica l'accordo a Consiglio Ue e Parlamento europeo. La Commissione ha deciso di spacchettare l'accordo: una parte su commerci e servizi verrà proposta all'approvazione di Consiglio Ue e Parlamento europeo e l'altra, più politica, verrà sottoposta al varo dei Parlamenti nazionali. Sulle richieste di reciprocità delle regole di rispetto ambientale il trattato fuga ogni dubbio. Più difficile resta l'accordo nella parte che concerne i diritti dei lavoratori. L'approvazione del Mercosur sarà il primo, fondamentale test per un'Unione europea che si voglia potenza anche regolatoria, in un'era di stravolgimento dei meccanismi internazionali di negoziazione e composizione dei contrasti
    23 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 22/09/2025
    La Commissione europea propone il 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Von Der Leyen prospetta il divieto di importazione di GLN russo entro la fine del 2026: "è ora di chiudere il rubinetto" dei ricavi dai combustibili fossili, con cui la Russia finanzia la guerra. Donald Trump si dice disponibile a sanzioni contro la Russia se i Paesi della Nato (o della Ue) smetteranno di acquistare petrolio russo e se imporranno tariffe tra il 50 e il 100 per cento a India e Cina, che lo acquistano. E' un pretesto del presidente Usa per evitare di nuocere a Putin? O il fallimento di ogni trattativa con la Russia per arrivare ad una tregua lo spingerà davvero ad un cambio di atteggiamento? Cina e India sono due partner da cui l'Ue non può prescindere. Con New Dehli la Commissione europea firmerà un accordo che permetterà una diversificazione indispensabile dopo i dazi imposti da Trump. Un negoziato complesso è necessario con la Cina, partner commercale fondamentale per le nuove tecnologie, che va coinvolto nella strategia di contrasto agli effetti del climate change. Una guerra commerciale con la Cina sarebbe devastante per l'Ue ma anche per gli Usa, come dimostra la retromarcia compiuta sotto la minaccia di interruzione di fornitura di terre rare. Il pacchetto dovrà essere adottato, risolvendo anche l'ostacolo dell'esenzione di cui godono Slovacchia e Ungheria al divieto di acquisto di petrolio russo. Il pacchetto amplia il numero delle navi della flotta ombra che commercia petrolio, ma perché funzioni serve la collaborazione degli Stati Uniti. Il pacchetto proposto dalla Commissione esaudisce peraltro anche molte delle richieste avanzate dall'amministrazione Trump che mirano a colpire i meccanismi di triangolazione con cui alcuni Paesi aggirano le sanzioni che gravano sul trasporto e commercio di petrolio con la Russia. Passi avanti sta facendo la Commissione anche in direzione dell'uso degli asset congelati della Banca Centrale Russa. Si sceglierà probabilmente la formula del prestito di riparazione. Perplessità delle istituzioni finanziarie e della Bce su un sistema di espropri. E' opportuno inasprire le sanzioni al più presto, approfittando dell'attuale debolezza dell'economia russa: se ha retto nei primi due anni dell'invasione grazie agli investimenti nel settore della difesa che l'ha trasformata in economia di guerra, ora non basta più, le entrate derivanti dall'energia sono diminuite, le sanzioni pesano, l'inflazione è risalita e il Paese è entrato in una fase di semirecessione. Bisogna approfittare di questa fase per costringere la Russia al tavolo negoziale
    24 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Paolo Guerrieri - Puntata del 15/09/2025
    Il discorso sullo Stato dell'Unione di Ursula Von Der Leyen rappresenta un'ottima analisi dei problemi e delle sfide che attendono l'Unione europea: ma non indica con precisione quando e come realizzare gli obiettivi che si propone, poiché la Commissione si regge su una fragile maggioranza. Il filo rosso che lega il suo intervento è costituito dalla consapevolezza che l'Ue debba rendersi indipendente e conquistare una propria capacità politica. Ma molte delle scelte che renderebbero possibile l'indipendenza dell'Ue esigono una maggiore integrazione. E' il caso del settore energia: la frammentazione è causa di un costo in Europa superiore di due, tre volte, rispetto a quello negli Usa. L'aumento dei costi dell'energia causato dalla guerra in Ucraina ha provocato la perdita di centinaia dimigliaia di posti di lavoro. Servirebbero investimenti sulla connessione delle reti di trasmissione, che restano divise per ogni Nazione dell'Ue. Un altro campo fondamentale su cui l'Ue dovrebbe conquistare la sovranità è l'autonomia tecnologica, che è parte fondamentale dell'autonomia strategica. Se Von der Leyen parla di progetti comuni in materia di difesa, l'obiettivo non può essere spendere di più, ma spendere europeo. Lo stimolo dei rapporti Draghi e Letta è stato raccolto, ma finora è stato realizzato soltanto il 10-11 per cento degli obiettivi indicati. I progressi sulla via dell'integrazione sono frenati da divisioni fra Paesi europei, a loro volta divisi al loro interno e da divisioni nella maggioranza che sostiene la Commissione Von Der Leyen. Ma l'Ue, nell'epoca di Trump, rischia il suicidio politico se non si muove unita. La Commissione ha già i poteri e le competenze per compiere nuovi passi in direzione dell'integrazione: è il caso del completamento del mercato unico, verso cui si può procedere anche con maggioranza qualificata. Questa Commissione insegue troppo la ricerca di un minimo comun denominatore, ma è una strategia inefficace. Una prossima tappa in cui si potrà verificare se la Commissione intende fare proposte concrete sarà il summit di ottobre su mercato unico e mercato dei capitali
    23 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 8/09/2025
    Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti. La Commissione Ue ha sanzionato Google con una multa di 2,95 miliardi di euro per violazione delle norme antitrust europee. Entro 60 giorni la società dovrà presentare un piano di misure da mettere in atto per eliminare le distorsioni della concorrenza che riguardano il comparto della pubblicità digitale: un settore che frutta 7 miliardi di ricavi e che, secondo la Commissione, presenta conflitti di interesse da sanare. Google sta affrontando anche negli Usa procedimenti analoghi, poiché una corte federale ha sollevato analoghe accuse di abuso di posizione dominante. L'Amministrazione Trump imputa all'Ue di aver agito in modo discriminatorio, minaccia ulteriori dazi e contesta qualsiasi forma di regolamentazione che sia di ostacolo alle Big Tech. All'interno della Commissione Ue si sono sollevate perplessità sull'opportunità di varare le sanzioni per timore di ulteriori ritorsioni da parte Usa: ma la vicepresidente con delega alla Concorrenza Teresa Ribera è riuscita ad opporsi alla proposta di rinvio caldeggiata tanto dal commissario al Commercio Sefcovich che dalla Presidente Von Der Leyen. Si tratta di difendere la sovranità legislativa delll'Unione europea. E' senza dubbio opportuno procedere sulla via delle eliminazione degli eccessi di regolamentazione che caratterizzano l'assetto dell'Unione europea: ma non si può confondere il piano di semplificazione burocratica, amministrativa, con una istanza di smantellamento delle nostre regolamentazioni, che garantiscono trasparenza e proteggono dai rischi cittadini ed imprese. Il freno alla competitività dell'Ue non è rappresentato tanto dall'eccessiva regolamentazione, quanto dalla frammentazione del mercato dei capitali e delle regole nazionali
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con il professor Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 1/09/2025
    Negli Stati Uniti si è aperto un confronto tra il presidente Donald Trump e i giudici americani, chiamati a pronunciarsi su tre fronti: l'uso delle tariffe commerciali, la politica di contrasto all'immigrazione illegale e, da ultimo, con la destituzione di uno dei governatori della Federal Reserve, lo stesso ruolo della Fed. Rapporti che sollevano interrogativi sul funzionamento dei tradizionali contrappesi nel sistema istituzionale statunitense, a partire dalla Corte suprema. E tuttavia, secondo il professor Paolo Guerrieri, economista e docente a Scieces Po di Parigi, più che dalle soluzioni giudiziarie e, a maggior ragione, in caso di esito favorevole per l'esecutivo, il vero freno al potere del presidente Trump verrà dai mercati e dagli eventuali effetti delle sue politiche, che peraltro potrebbero segnare un calo del consenso interno proprio in concomitanza con le elezioni di metà mandato.
    26 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 25/08/2025
    Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti. Al simposio di Jackson Hole l'intervento del governatore della Federal Reserve. La sua apertura sulla possibilità di un taglio dei tassi d'interesse di un quarto di punto è stata letta come un tentativo di compiacere Trump. In realtà è un orientamento già emerso nei mesi scorsi da parte della Fed. Al contrario, nel corso del suo intervento, Powell ha proposto una disamina precisa degli effetti che le politiche protezionistiche e la stretta sull'immigrazione hanno provocato sull'economia Usa. L'innalzamento dei dazi ha provocato un innalzamento dei prezzi al consumo. E le politiche sull'immigrazione hanno avuto effetti sul mercato del lavoro: l'occupazione diminuisce perché diminuisce la domanda di lavoro, gli aspiranti temono di manifestarsi. Non aumenta il tasso di disoccupazione, fermo al 4,2 per cento. Il rallentamento dell'economia e della produzione, sommato alla risalita dell'inflazione, espongono il Paese al rischio di stagflazione. La prudenza di Powell, che intende attendere i dati su inflazione e occupazione per poter stabilire se si tratti di situazione congiunturale o strutturale. Powell ribadisce che si baserà sui prossimi dati relativi ad occupazione e inflazione per decidere su un eventuale taglio dei tassi di interesse. Fondamentale è che i dati sulla cui base viene elaborata la politica monetaria della Fed siano affidabili: le ultime vicende realtive al licenziamento della direttrice dell'ufficio statistiche sull'occupazione sono un segnale preoccupante, quanto i tentativi di Trump di condizionare ed asservire la Federal Reserve
    25 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 18/08/2025
    Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti. L'economia russa dopo quasi tre anni di di guerra in Ucraina. Grandi difficoltà, ma non un crolllo: l'economia ristagna, l'inflazione è in risalita, le risorse finanziarie si stanno assottigliando. Trump avrebbe potuto sfruttare questa condizione di vulnerabilità, ma ha ritirato la minaccia di sanzioni. Eppure se fossero state colpite le fonti di introiti derivanti dall'esportazione di petrolio e gas, la macchina da guerra si incepprebbe. Sfuma l'ipotesi di colpire con sanzioni secondarie Cina, India e Turchia, cui Mosca vende petrolio a prezzi stracciati. Così come la possibilità di sanzionare la flotta ombra che aggira le sanzioni e trasporta il petrolio russo: l'Unione europea e la Gran Bretagna lo hanno fatto, nei confronti di 360 navi. Per effetto delle sanzioni, le entrate derivanti da petrolio sono crollate e il prezzo del barile russo è sceso a 47 dollari. L'economia russa ha resistito nel 2023 e 2024 alle sanzioni, crescendo del 4 per cento l'anno. Spese militari record: il 6 per cento del Pil. Ma questa crescita drogata da un'economia di guerra non poteva durare a lungo: per quest'anno le previsioni di crescita oscillano tra l'1 e lo 0,9 per cento. L'inflazione è al 10-15 per cento. E cresce il prezzo di beni alimentari di prima necessità come le patate e il pane. Mantenere così alto il livello di spesa nel settore difesa e sicurezza comporterà riduzione della spesa sociale. Crescono le difficoltà di finanziamento e il Fondo Nazionale di ricchezza si è impoverito da 130 miliardi a 35. Se si usasse la leva delle sanzioni sul settore energetico per spingere Putin almeno ad una tregua, gli effetti sarebbero devastanti
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con il Professor Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 11/08/2025
    Conversazione con il Professor Paolo Guerrieri Paleotti. Gli effetti dei dazi di Donald Trump. Il ritorno al protezionismo della politica commerciale USA al livello più alto degli ultimi cento anni. Un percorso su cui gli Usa non torneranno più indietro: il protezionismo resterà un connotato della loro politica estera. L'innalzamento medio delle tariffe è stato del 18 per cento. La configurazione che assumerà il sistema economico-commerciale mondiale, a questo punto, non dipenderà più dagli Usa, ma dalle scelte che compiranno gli altri Paesi, nei reciproci rapporti. Cosa accadrà ora che il mercato Usa si restringerà a causa dei dazi? Un possibile scenario è la messa a punto e il rafforzamento di accordi commerciali regionali, bilaterali, per blocchi che si astengano dall'innalzamento di tariffe reciproche. E' l'esempio fornito dagli accordi tra Regno Unito e India, tra Ue e Paesi dell'America Latina o tra Ue e Indonesia. Questo consentirebbe di tenere in vita una forma di multilateralismo, isolando gli Usa dal sistema globale. Ma in un altro scenario possibile, il protezionismo Usa potrebbe spingere gli altri Paesi ad un'analoga chiusura, per difendersi dalla perdita di questo sbocco. La Cina resta da questo punto di vista un fattore determinante, un'autentica mina vagante: l'eccesso di esportazioni che caratterizza la sua economia rapprsenta una minaccia finché non riuscirà a far crescere il consumo interno e a mobilitare i risparmi. La riduzione degli sbocchi commerciali negli Usa delle merci cinesi rischia di riversarsi sugli altri Paesi e sull'Unione europea, che potrebbe reagire innalzando barriere protezionistiche, come è già avvenuto per le auto elettriche. Che prevalga il primo o il secondo scenario dipende anche dalle scelte che farà l'Unione europea: è urgente rafforzare e consolidare accordi plurilaterali, contribuire al rafforzamento di blocchi che non si facciano la guerra fra loro. Non serve una nuova Bretton Woods senza gli Usa, ma consolidare regole e mantenere gli scambi aperti. La prima carina di tornasole sarà rappresentata dall'accordo Mercosur
    25 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 21/07/2025
    Il Congresso Usa approva il Genius Act, la normativa che regolamenterà le stablecoins. E' l'acronimo di Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins e mira ad una legittimazione istituzionale di questa forma di criptovalute. Il loro valore è ancorato al dollaro. Permetterà a privati come banche, società finanziarie, intermediari commerciali come Amazon o Walmart di emettere stablecoins. La federal Reserve non avrà alcun potere di controll. La garanzia dell'anonimato per chi ne diventa sottoscrittore fa temere operazioni della criminalità organizzata. E' un'autentica rivoluzione, poiché consente transazioni istantanee e poco costos. Le regole che consentiranno il controllo sugli emettitori di stablecoins restano inadeguate. E gli emettitori, per farle fruttare, potrebbero investire su attività rischiose. Né sarà facile controllare quelli che saranno migliaia di emettitori, quale sarà il loro reale grado di solvibilità Il precedente del 1830: per tre decenni ad alcune banche private fu consentito di emettere una propria moneta. Il mondo delle criptovalute trarrà enormi profitti da questa legge. Trump, attarverso la sua famiglia, è già proprietario di un gruppo finanziario che ha iniziato ad emettere stablecoins, malgrado in passato, durante il primo mandato, fosse molto critico di questo strumento, che definiva 'falsa moneta'. Con ogni evidenza, il sostegno alla campagna elettorale del Presidente e dei parlamentari repubblicani da parte di imprenditori che operano in questo settore lo hanno indotto a cambiare opinione
    23 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 14/07/2025
    Trump diffonde sul suo social Truth il testo della lettera con cui minaccia l'imposizione di dazi al 30 per cento a partire dal 1 agosto a Unione europea e Messico. La scorsa settimana aveva preannunciato un innalzamento delle tariffe ad altri 14 Paesi. La Commissione Ue conferma la sospensione delle contromisure fino al 1 agosto e intanto continua a perseguire la strada del negoziato, che sembrava vicino ad ottenere un accordo accettabile. L'irrigidimento repentino di Trump è frutto di una strategia? Il Presidente Usa ricorre alla clava dei dazi per ottenere i risultati più vari: al Messico rimprovera di non aver fatto abbastanza per fermare l'arrivo di immigrati. Non c'è nulla di razionale nell'imposizione di dazi al 50 per cento sull'importazione di rame, che danneggerà innanzitutto le aziende statunitensi. Come si spiega il rilancio delle politiche protezionistiche di Trump? Evidentemente si è sentito rassicurato dai mercati azionari e finanziari che, dopo lo shock inziale, si sono stabilizzati con lo stop deciso dal presidente. E sperano nella strategia Taco (Trump Always Chickens Out), fatta di minacce e passi indietro. Allo stesso tempo il presidente può contare sul fatto che non ci siano stati effetti inflazionistici. E le imprese Usa hanno fatto scorta di tutte le merci e i beni su cui pesava la minaccia di dazi. La strategia accondiscendente dell'Ue non ha pagato e il continente resta diviso sulla risposta da opporre a Trump. L'Ue spera forse in un nuovo shock finanziario che freni Trump
    24 min

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Podcast "Il Mondo a pezzi", Lunedì alle ore 10.00. Radio Radicale

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